Chiara Ferragni ha copiato una storica azienda di moda e dovrà pagare un risarcimento: ecco cosa è successo

L’influencer secondo la sentenza del Tribunale di Milano dovrà pagare un risarcimento e gli articoli copiati dovranno essere rimossi dal mercato

Ludovica Febbraio 11, 2021

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni, famosa influencer italiana nonché imprenditrice nel mondo della moda e non solo, è stata accusata di aver copiato gli iconici Moon Boot, i celebri doposci nati ben cinquantadue anni fa.

Come disposto dal Tribunale di Milano, la Ferragni dovrà ritirare dal mercato i suoi modelli ritenuti lesivi del diritto d’autore detenuto dall’azienda produttrice dei doposci. L’influncer, inoltre, è tenuta a risarcire il danno a favore del gruppo Tecnica di Giavera del Montello (Treviso), ossia l’azienda che ha fatto nascere i Moon Boot.

Il prodotto lanciato dal brand della Ferragni si chiama Snow Boot e la somiglianza con le calzature del gruppo Tecnica ha determinato questa battaglia legale che ha, in realtà, origini ben più lontane. Tre anni fa, infatti, tramite un patto transattivo le società che gestiscono il brand della fashion blogger si erano impegnate a non copiare più il modello in questione. Patto che, secondo i giudici milanesi, è stato violato rendendo necessaria la sentenza dello scorso 25 gennaio.

A seguire un confronto tra un modello di Moon Boot e uno di Snow Boot by Chiara Ferragni Collection:

Moon Boot - Snow Boot

A mostrarsi soddisfatto del risultato ottenuto è stato Alberto Zanatta, presidente di Tecnica Group e figlio di Giancarlo, inventore dei doposci: “Ora abbiamo un’arma forte per difenderci contro i tanti falsi in circolazione. La prima sentenza era del 2016, ma questo passo è importante perché dopo due sentenze è improbabile che qualche giudice decida diversamente. E noi certo non intendiamo smettere di perseguire i concorrenti sleali. Forti della posizione acquisita in Italia, stiamo lavorando per controbattere i falsi venduti anche in altri Paesi, a cominciare da Francia e Germania“.

Che ne pensate di questa sentenza?

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