‘Che Dio ci aiuti’, Gianmarco Saurino si racconta nel salotto di ‘Verissimo’: dalle parole sulla fidanzata a quelle sul rapporto con Lino Guanciale!

5 Maggio, 2019 di Martina

Gianmarco Saurino e Silvia Toffanin

26 anni, pugliese, e una bravura che buca lo schermo, è così che da qualche anno si presenta al pubblico Gianmarco Saurino, uno degli attori più apprezzati del panorama delle fiction italiane.

Lo abbiamo visto interpretare i panni dell’avvocato sia in Che Dio ci aiuti che in Non dirlo al mio capo, e in entrambe le serie tv il giovane attore originario di Foggia ha messo in mostra tutto il suo talento, tanto che Silvia Toffanin ci ha tenuto ad averlo ospite nel salotto di Verissimo per conoscere più da vicino questo ragazzo così bravo ma anche così restio a parlare di sé e del suo privato.

Sempre lontano dal mondo del gossip, Gianmarco per la prima si è aperto un pochino di più nella trasmissione del sabato pomeriggio di Canale 5, ed ha raccontato come dai primi passi che ha mosso nel mondo della recitazione sia arrivato al successo delle grandi fiction:

Io ho avuto un’infanzia abbastanza normale, sono cresciuto con un sogno, che sembrava quasi impossibile da realizzare: volevo fare l’attore. Sono dell’idea però che i sogni se ci credi fino in fondo si possano realizzare, e io ci ho creduto, anzi ci credo, questo lavoro è così instabile che è importante continuare a crederci ogni giorno.

Fare l’attore però non è sempre stato l’unico desiderio del bel Saurino, che in realtà da adolescente voleva fare il giornalista d’inchiesta:

Sono cresciuto leggendo Terzani, era il mio idolo, sognavo di viaggiare e raccontare storie, lavorando a 16 anni in un quotidiano locale mi mandarono a intervistare una signora di una gioielleria che era appena stata rapinata, lei piangeva, intorno i carabinieri, io non sapevo cosa fare, ad una certa le chiedo se può raccontarmi cos’è successo e lei mi ha guardato con uno sguardo talmente pieno di dolore che me ne sono andato. Il direttore mi ha fatto una lavata di testa e lì ho capito che non avrei mai fatto il giornalista o almeno il giornalista di cronaca, io non riesco a passare sopra le persone, credo che le persone vengano prima del lavoro, sono troppo sensibile e ho capito che dovevo virare su un altro tipo di lavoro che invece è proprio il contrario, è mettersi nei panni degli altri continuamente, e tanto bene riesci a metterti nei panni degli altri tanto riesci a fare al meglio questo lavoro, l’attore.

Prima di lavorare nel mondo della televisione e della recitazione Gianmarco ha fatto anche animazione nei villaggi, ha sperimentato i laboratori di recitazione che organizzava la compagnia della sua città, si è messo in gioco e alla fine ha capito che il piccolo schermo e il teatro erano la sua strada, quella giusta. In tutto questo percorso accanto a lui ci sono sempre stati i suoi genitori, che non gli hanno mai impedito di inseguire i suoi sogni:

Sono molto fortunato, i miei genitori non mi hanno mai detto ‘no’, mi hanno sempre detto che sarebbe stato complesso intraprendere questo mondo, e che non sarebbe sempre dipeso dalla mia bravura ma anche da quanto le stelle si incrociano per permetterti di arrivare lì, ovvero dalla fortuna. Mi hanno sempre detto: ‘Vai ma abbi la coscienza di sapere che non dipenderà solo da te se non va’.

Nella vita del giovane pugliese però non c’è solo il lavoro, ma anche una fidanzata di cui è sembrato non voler rivelare troppo:

Sì, c’è una persona nella mia vita, sono felicemente fidanzato da un paio d’anni, lei fa la chef e vive a Firenze, ma è pugliese come me. Per adesso sta funzionando, mi sono fidanzato appena ho iniziato ad avere successo e questo mi è servito a mantenermi con i piedi per terra, facendo lei un mestiere completamente opposto al mio, la cucina, molto pratico, mentre il mio molto aleatorio, mi ha aiutato tanto. Lei è un genio nel vivere la mia popolarità, è molto brava perché non è facile, non mi sta né davanti né dietro mi sta accanto, sa quando intervenire, è una cosa che riconosco come un grande sacrificio e io sono molto contento.

Sul set ha conosciuto anche tanti amici, uno di questi è Lino Guanciale con il quale ha un bellissimo rapporto anche lontano dalle scene:

Lino è come un fratello maggiore, è il traghettatore del percorso che ho avuto fino ad ora. Io ho preso il suo ruolo i avvocato in Che Dio ci aiuti, di maschio del Convento raccogliendo un’eredità infinita. Lino è amato da chiunque, donne, uomini, da tutto il pubblico di tutti i canali televisivi e non solo. Quindi raccogliere questa eredità è stato complesso. Lui con me però è stato fin da subito gentilissimo, e non ha fatto altro che essere un buon fratello maggiore. Per me è uno degli attori più bravi che ci sono in questo paese, e sono stato felice di aver fatto con lui anche la fiction Non dirlo al mio capo.

Oltre la televisione sembrano esserci nuovi orizzonti anche cinematografici per Saurino, che per il momento preferisce non rivelare troppi dettagli sui suoi nuovi impegni, che siamo sicuri però saranno di grande successo come tutti quelli già portati brillantemente a termine fino ad ora (QUI potete rivedere l’intervista completa).

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