Flavio Briatore rivela quanto paga i suoi collaboratori e appoggia Alessandro Borghese sui ‘giovani che non vogliono lavorare’

Le parole dello chef, conduttore di 4 ristoranti, hanno scatenato molte polemiche nei giorni scorsi

Luana Aprile 16, 2022

Qualche giorno fa lo chef Alessandro Borghese ha rilasciato – nel corso di un’intervista al Corriere della Sera – delle dichiarazioni, in merito ai ‘giovani che non vogliono lavorare’, che hanno fatto particolarmente discutere.

Queste le sue parole a riguardo:

I ragazzi? Preferiscono tenersi stretto il fine settimana per divertirsi con gli amici. E quando decidono di provarci, lo fanno con l’arroganza di chi si sente arrivato e la pretesa di ricevere compensi importanti. Da subito. Sarò impopolare, ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati.

E se alcuni hanno storto il naso a seguito delle affermazioni di Borghese, c’è stato invece chi gli ha dato pienamente ragione, ovvero l’imprenditore Flavio Briatore che attraverso le pagine de Il Corriere della Sera ha dichiarato:

Quello che dice lo chef Alessandro Borghese è la verità: molti ragazzi cercano lavoro sperando quasi di non trovarlo. Io lo vedo chiaramente: preferiscono il reddito di cittadinanza a un percorso di carriera. Anche quando il percorso glielo si offre, ben retribuito: pur garantendo stipendi adeguati e contratti a lungo termine, rifiutano. Ho una ventina di indirizzi tra Italia ed estero: non ho problemi di reclutamento di personale a Dubai, non ho problemi in Arabia Saudita. Ho problemi in Italia, in Inghilterra e un po’ anche in Francia. In Inghilterra più a causa della Brexit, in Italia soprattutto a causa del reddito di cittadinanza, che è diventato la vera ambizione dei giovani. La prima domanda che mi sento rivolgere da molti ragazzi durante i colloqui è se possono avere il weekend libero. Io questi qui non li prendo nemmeno in considerazione, non li voglio più vedere.

Poi ha continuato:

Se un ragazzo fa domanda per lavorare nella ristorazione il weekend non ce l’avrà libero di sicuro. Allora cambiasse settore, andasse a lavorare in banca. Il punto è che i ragazzi non hanno proprio la testa: si sono seduti, ambiscono a non lavorare, a prendere il reddito di cittadinanza. Ai miei tempi l’ambizione era diventare impiegato: adesso è prendere il sussidio. […] Ragazzi validi ce ne sono e fanno anche carriera. Da me se sei bravo entri in un gruppo internazionale che ti fa crescere. Ma molti non si vogliono più sacrificare, stanno attaccati ai social media e pensano che quella sia la realtà. Stanno in chat fino alle 3 del mattino ma non sono disponibili a lavorare. Io ho dei manager senior che rispondono al cellulare sempre.

Infine Briatore ha rivelato quanto paga i suoi collaboratori e ha puntualizzato il fatto che solo chi è bravo riesce a crescere professionalmente:

Non possiamo modificare tutto il sistema lavorativo per dei ragazzi che non hanno voglia di lavorare. Io sono uno che paga bene e che paga tutti. Da me il contratto base parte da 1.800-2000 euro netti al mese. Anche lo stagista è pagato. Chiunque entri nel mio gruppo viene formato, fa dei corsi, viene retribuito. E se sei bravo cresci, c’è chi prende 4-5-10 mila euro e oltre. Ma il problema è che i ragazzi hanno perso il valore del lavoro: io da giovane raccoglievo le mele per due soldi, e lo facevo con passione. Adesso l’obiettivo è opposto, non lavorare.

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