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“Giulia De Lellis non posta sua figlia sui social ma vuole i vostri per il suo show davanti a 6 milioni di follower”: scontro tra l’influencer e Grazia Sambruna
Il dissing social tra l’ex corteggiatrice di Uomini e Donne e la giornalista
Carola 30/04/2026

Negli scorsi giorni l’influencer Giulia De Lellis ha spiegato le ragioni che l’hanno portata a decidere di non condividere il volto della sua bambina Priscilla sui social, ammettendo di volerla proteggere dai pericoli e dai rischi che si corrono sul web.
Le sue parole hanno subito avuto una certa eco sui social e non è mancato chi si è chiesto perché allora non abbia gli stessi timori nel condividere i visi delle sue nipoti. Giulia ha replicato spiegando che quando era più giovane vedeva il mondo in modo diverso e oggi le sue nipoti sono abbastanza grandi per capire chi è un malintenzionato e chi no.
Tali affermazioni sono state riprese anche dalla giornalista Grazia Sambruna, la quale ha anche fatto notare ai lettori che la De Lellis non si sa gli stessi scrupoli nel realizzare un format su YouTube che vede come protagonisti proprio dei bambini, figli di persone comuni che non fanno quindi parte del mondo dello spettacolo.
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La dura invettiva della giornalista è stata subito raccolta da Giulia che nei commenti al post in questione ha rivendicato il diritto di scegliere ciò che reputa sia meglio per la sua bambina:
Leggo analisi su scelte molto semplici, rese complicate da chi ha bisogno di farlo. Un neonato non ha alcuna consapevolezza né strumenti per gestire l’esposizione. Un bambino più grande e quindi in grado di riconoscere estranei o pericolo sì. La differenza è tutta qui: tutela, non incoerenza. A volte basterebbe semplicemente comprendere, invece di costruire narrazioni inutili. Il concetto resta semplice: si tratta di scelte. Non tutti scegliamo le stesse cose, e va bene così. Le decisioni di un genitore si rispettano, anche quando non si condividono. Se l’avessi esposta, ci sarebbe stato da ridire.
E ancora:
Ah e aggiungo anche che una “giornalista” professionista non parla in questi toni, né in questo modo. Non giudica scelte personali, relazioni, famiglia o percorsi lavorativi: quello non è informare. Probabilmente è altro, da sfogare nei contesti più adatti. Commentare con chi ho scelto di avere un figlio non è solo fuori luogo: non è di sua competenza. Ridurre ciò che ho costruito a “fortuna” è superficiale e poco onesto. Il giornalismo richiede consapevolezza, misura e rispetto. Quando questi mancano, non è più giornalismo è un gossip becero, povero e pure antico. Le consiglio di rinnovarsi quanto prima.
Trovo piuttosto triste dover recuperare citazioni di quando avevo 19 anni per costruire un discorso oggi che ne ho 30. Curioso anche sottolineare con orgoglio il fatto di non aver scritto articoli sciocchi sul mio look, tema su cui non ho mai ritenuto necessario soffermarmi. Viviamo in un Paese libero, per fortuna, dove ognuno e soprattutto ogni donna ha la possibilità di scegliere cosa indossare senza doversi sentire in difetto. Qui si stava parlando di altro, andando un po’ oltre. Ho provato a spiegare un concetto semplice, ma evidentemente non è una questione di comprensione. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Eppure era così semplice…
Giulia ha poi continuato:
Il fatto che io abbia milioni di follower, a differenza sua, non le dà alcun diritto di attribuirmi messaggi o pensieri che non mi appartengono. E no, non faccia la finta tonta: qui non si tratta di giudizi quelli, se costruttivi, sono sempre ben accetti. Potrei continuare così a lungo comunque: 5 commenti non sono niente, lei ci scrive articoli. Io sto parlando di cose di cui lei per prima si è permessa di parlare, non il contrario sia chiaro. E dovrei anche farmelo andare bene? E quando le porto un esempio concreto, molto simile alle allusioni che sta facendo sulla mia persona, cosa fa? Cambia discorso. Ah no, certo: si torna al solito discorso, già sentito, secondo cui essere un personaggio pubblico autorizzerebbe chiunque a dire qualsiasi cosa, in qualsiasi modo. Funziona così no? Non mi sento in torto per una scelta che riguarda esclusivamente me, la mia vita e mia figlia, o le scelte di altri genitori. La può rigirare come vuole: con me non attacca! Ho il diritto di rispondere, esattamente come lei ha il diritto di parlare. Ed è per questo che sono ancora qui: perché non accetto allusioni scorrette e ingiuste sulla mia persona. E ci resto finché non è chiaro che non ha il diritto di insinuare certe cose. Io non mi faccio attribuire parole o valori che non mi appartengono. Da nessuno.








