Lino Guanciale racconta come sta trascorrendo la quarantena e rivela quale mestiere avrebbe voluto fare se non fosse diventato un attore. E a proposito de ‘L’Allieva 3’…

Ludovica 3 Maggio, 2020

Lino Guanciale

Lino Guanciale ha letteralmente conquistato il pubblico di Rai 1 interpretando il dottor Claudio Conforti nella serie tv L’Allieva. L’attore, che ritroviamo proprio in questo periodo in televisione grazie alla messa in onda delle repliche della seconda stagione della fiction, è stato intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni e ha raccontato dell’interruzione necessaria delle riprese della terza stagione a causa dell’emergenza dovuta al COVID19:

Con Alessandra Mastronardi eravamo sul set quando il 9 marzo ci siamo fermati a metà delle riprese. Uno stop sacrosanto, solo rispettando le regole si può venirne fuori.

L’Allieva 2, come accennato, sarà nuovamente trasmessa in queste settimane. A tal proposito Lino ha ammesso:

Sono felice e gratificato che la Rai mandi in prima serata la serie perché è una testimonianza dell’affetto solido che il pubblico ha per queste storie, per i nostri personaggi. Anche questa volta, come tutte le volte, ho lo stesso problema: non amo riguardarmi. Però ogni tanto butto un occhio: lo farò con meno ansie e ancora più affetto per la serie.

Secondo l’attore, il suo personaggio, il dottor Conforti, sarebbe stato un medico molto attento alle regole se si fosse trovato in una situazione simile a quella che stiamo vivendo attualmente:

Conforti sarebbe al megafono ad urlare alla gente ‘state a casa’. Credo che sarebbe stato un fanatico delle misure e avrebbe avuto ragione.

Il senso del dovere, da questo punto di vista, è un principio fondamentale per tutta la famiglia di Guanciale:

Mio padre, medico di famiglia, è in pensione già da un po’ ma ultimamente ha ripreso a lavorare con i ritmi che aveva prima. E’ a casa, ad Avezzano in Abruzzo, e sta facendo un gran lavoro. Cerca di dare una mano sul nostro territorio che ha vissuto una fase intensa di necessità. Poi ci sono mio fratello che è psicologo e mia cognata che è un’ostetrica, insomma si danno tutti da fare. Mio fratello riesce a lavorare anche in smart working con alcuni pazienti. E’ chiaro che questa modalità è impossibile in alcuni casi. Penso alle emergenze vere, alle famiglie con figli autistici o sindromi che richiedono la presenza per la terapia, persone per le quali la vicinanza stessa è la cura. Quindi mi auguro che al momento in cui si pensa alle regole per far ripartire il Paese, si tenga conto di quanta necessità ci sia per queste persone di avere un contatto con chi se ne prende cura.

Se non avesse intrapreso la carriera da attore, Guanciale probabilmente sarebbe diventato un neuropsichiatra infantile, come lui stesso ha rivelato:

Ecco forse perché sto cercando di darmi da fare in questo momento. E’ chiaro che chi si occupa di sanità, dai vertici del mistero fino ai più giovani tra gli specializzandi, agli infermieri, passando per tutti coloro che stanno combattendo questa battaglia in trincea, ha in questo momento tutta l’ammirazione e la gratitudine che mi auguro, però, non sia momentanea. Avendo medici in casa, nel corso dei decenni ho vissuto le manovre di ridimensionamento, di tagli del nostro sistema, e invece quella per la sanità è una spesa che uno Stato non deve avere paura di fare, anzi, è una competenza sulla quale scommettere.

Nel suo piccolo, anche Lino sta cercando di dare il suo contributo in questo periodo così difficile:

Il mio pensiero è andato subito a chi vive una condizione di violenza domestica. Ho cercato di segnalare i numeri che il ministero mette a disposizione per chi è in questa situazione. E poi c’è anche chi una casa non ce l’ha. Per questo ho partecipato alla campagna della Croce Rossa per i senzatetto, i rifugiati, i clandestini che sono tra le categorie più a rischio. La cosa che più di tutto ho realizzato è cosa significa essere una comunità.

Infine l’attore, che sta trascorrendo la quarantena nella sua casa di Roma con la compagna, ha parlato dei suoi progetti futuri:

Finirò le riprese de L’allieva 3 e comincerò quelle di Sopravvissuti, un progetto internazionale che coinvolge la Rai, la tv pubblica tedesca e quella francese. E’ una serie thriller con una sceneggiatura molto bella e poi arriverà Il Commissario Ricciardi che è quasi ultimato. La serie è ambientata a Napoli negli anni ’30, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni.

Siete curiosi di vedere la terza stagione de L’Allieva?

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