Pamela Prati presenta il suo libro, nel quale mette un punto all’affaire Caltagirone: “Ora il mio obiettivo è aprire un’associazione contro le truffe amorose!”

Melissa 13 Marzo, 2020

Pamela Prati

Pamela Prati è pronta a raccontarsi dopo lo scandalo che l’ha vista coinvolta lo scorso anno successivamente all’affaire del matrimonio con l’inesistente imprenditore Mark Caltagirone e nel libro Come una carezza ha parlato anche della difficile infanzia vissuta e di come il titolo del suo ultimo progetto sia legato proprio a quel periodo della sua vita.

Alle pagine di Chi, l’ex star del Bagaglino ha svelato quali sono stati i sentimenti che l’hanno spinta a mettere nero su bianco gran parte dei suoi ricordi più intimi:

Gli applausi sono le carezze e gli abbracci che non ho ricevuto da bambina. I dolori non si possono cancellare, ma alla mia età e dopo tutto quello che ho passato, ho finalmente imparato ad amarmi. […] Avevo bisogno di liberarmi dal macigno che avevo dentro. Un macigno che, ancora oggi, condiziona la mia esistenza. È una storia vera, con alla base tanto amore, ma anche sofferenza e coraggio. Con questo libro voglio infondere positività e gioia di vivere. Dalle cadute ci si può rialzare sempre: io ne sono la prova.

Pamela ha raccontato dell’infanzia trascorsa in collegio insieme ai suoi fratelli e dell’amore verso la madre Salvatora:

Quella di mia madre Salvatora. Una carezza che, in collegio, aspettavo ogni 5 del mese pur non sapendo chi si celava dietro quella figura angelica. Ero troppo piccola per capire quello che stava accadendo intorno a me. […] Avevo due anni, sono uscita da lì che ne avevo otto. I sei anni più lunghi e brutti di tutta la mia vita. […] Un posto atroce, brutto e freddo, a 53 chilometri da Ozieri, dove non c’era posto per il mio dolore e nemmeno per quello dei miei sette fratelli. Pregavamo sempre: non meno di tre volte al giorno. E poi ricordo lunghi corridoi e una serie di camerate. Venivamo maltrattati regolarmente per motivi più o meno futili, non sa quante volte mi chiudevano da sola, in soffitta, solo perché parlavo poco. Non le so nemmeno quantificare le notti passate a letto senza cena. Tanto che se chiudo gli occhi, a più di cinquant’anni di distanza, sento ancora il rumore assordante dei nostri stomaci vuoti. Quante ne abbiamo passate. […] (La mamma) faceva i salti mortali, in completa solitudine, per portarci via da lì. Lavorava giorno e notte. Ricordo che, a ogni visita, ci pettinava per ore. Uno a uno. Ci dava amore e cibo. È tuttora la mia eroina, tanto che non sono ancora riuscita ad accettare la sua morte. Da bambina mi chiamava “saponetta”, perché diceva che profumavo di buono (scoppia in lacrime, ndr).

Se il legame con la mamma è stato fortissimo, la Prati ha raccontato di essere stata abbandonata dal papà da bambina e di essere stata contattata da quest’ultimo solo dopo tanti anni…

Mio padre ci aveva abbandonati per andare con un’altra donna che, tra l’altro, era molto vicina alla nostra famiglia. Un altro dolore da aggiungere alla collezione di mia madre, visto che a 16 anni e con due figli, aveva già perso il primo marito sui campi della Seconda guerra mondiale. Eppure, nonostante tutto, ci ha insegnato ad amarlo e rispettarlo sempre. Guai se qualcuno di noi provava a parlarne male. (In risposta alla domanda se fosse mai stata contattata dal padre successivamente) sì, con una telefonata quando oramai era troppo tardi. Non cercava sua figlia e nemmeno il suo amore, ma altro. Un classico. […] (In riferimento a “Bastarda“, titolo del capitolo del libro nel quale la showgirl parla della sua infanzia) non ha idea di quante volte mi ci hanno fatta sentire. La mia infanzia, come dico sempre, è iniziata a 8 anni quando sono uscita di lì e sono tornata, con i miei fratelli, a casa di mia madre. Anche se il vero riscatto è arrivato quando da Paola Pireddu sono diventata Pamela Prati.

Con l’arrivo del successo però sono subentrate anche tante difficoltà legate a dei problemi di disordine alimentare, superate anche grazie al sostegno del suo compagno dell’epoca:

Un momento bruttissimo della mia vita, arrivato all’apice del successo, da cui sono uscita anche grazie a un angelo, Adam. Un uomo meraviglioso con il quale ho avuto una storia stupenda, finita per diversi motivi. Primo tra tutti la differenza d’età. Tuttavia da quell’amore è nata una bellissima amicizia. […] In giro ci sono tanti maschi, ma pochissimi uomini. […] Oggi batte solo per me. E quando il cuore inizia a battere per noi, è lì che inizia la più grande storia d’amore. Ho molti corteggiatori, è vero, ma nemmeno li prendo in considerazione. Ho già fatto troppi errori.

A proposito dello scandalo che l’ha vista sulla bocca di tutti durante la scorsa primavera, Pamela ha confessato di aver sentito il bisogno di raccontare una volta per tutte la sua verità su tutta la vicenda e – soprattutto – di trovare un modo per aiutare le donne vittime (come lei) di truffe sentimentali:

Per mettere, una volta per tutte, la parola fine a quella bruttissima storia. Il resto si vedrà nelle sedi opportune. […] Malissimo, direi. Soprattutto se ripenso alla narrazione che ne è stata fatta. Ho vissuto una gogna mediatica orrenda. Era diventato difficile tutto: accendere la tv, andare al bar, aprire il pc. Ogni azione era diventata dolorosa e io, come dico anche nel libro, ho il diritto di essere felice. Il mio obiettivo, ora, è quello di aprire un’associazione contro le truffe amorose che possono colpire tutti e che non fanno sconti a nessuno.

Su una cosa, però, la showgirl non ha dubbi: l’affetto della gente che l’ha sostenuta e le ha dato forza anche nei momenti più bui…

Io, per strada, ho ricevuto solo amore. E in privato, sui social, manifestazioni d’affetto da ogni dove. Il prossimo libro, infatti, sarà tutto incentrato sulle terribili storie che mi hanno raccontato, molto simili alla mia. […] Io, nel momento più duro, ho acquisito nuovi amici e ho eliminato molti più rami secchi di quello che avrei mai immaginato. C’est la vie.

E voi che cosa ne pensate delle parole di Pamela? Leggerete il suo libro?

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