Uomini e Donne

Uomini e Donne, “questi non lavorano mai”: la replica di Teresa Langella alle critiche di alcuni follower

“Contributi? Pago i miei e quelli degli altri”, ha scritto l’ex tronista

Alessia S. 18/04/2026

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Teresa Langella ex tentatrice a Temptation Island ed ex tronista a Uomini e Donne oramai è sposata col suo Andrea Dal Corso dal 2024. I due si sono conosciuti proprio nel dating-show di Canale 5 e da allora non si sono più lasciati.

La loro attività condivisa sui social, include anche postare viaggi, cene e altri momenti ricreativi sponsorizzati da varie aziende. Questo è diventato oggetto di critica da parte dei loro follower che hanno insinuato che non lavorino, che non paghino contributi e che non conducano una vita normale.

Teresa ha dunque voluto rispondere a queste insinuazioni, sostenendo che non solo lavorano e pagano i contributi, ma che il loro è semplicemente un lavoro diverso, al passo con l’evoluzione dei tempi.

A chi ha insinuato che non lavorino e non paghino i contributi Langella ha risposto così:

Due aziende, 15 persone che ci lavorano, e poi c’è chi ancora scrive che non lavoriamo.

Io devo pagare i miei e anche quelli degli altri (contributi, ndr).

Ps: la pensione è un’incertezza che purtroppo ci accomuna tutti e anche chi fa impresa nel digitale oggi affronta un labirinto fiscale che spesso non si immagina: tra tassazione societaria ai vertici d’Europa, contributi Ex-Enpals e nuove normative AGCOM che ci danno le stesse responsabilità legali di una TV, mi verrebbe da pensare che forse dovresti informarti un po’ di più prima di dire… vabbè hai capito.

Riguardo invece a chi insinua che in un certo qual modo loro “scrocchino” viaggi e cene:

La risposta è semplice: paga il Marketing. Un hotel o un brand non regalano viaggi: investono. Ci scelgono per le nostre competenze e come loro vetrina pubblicitaria. Se fosse un regalo, lo farebbero a tutti. Questo muove l’economia: se il lavoro è fatto bene, il territorio cresce, l’hotel riempie le stanze e il ristorante assume personale. Sminuire tutto questo dicendo ‘tutto regalato’ è solo un limite di chi guarda.
Non pensate?

Invece a chi asserisce che non conducano una vita normale di due lavoratori normali:

Definire ” normale” solo ciò che rientra nei propri schemi è un limite. Tralasciando il fatto che ho lavorato come commessa, cameriera, cassiera, (vabbè l’elenco è lungo..) quindi ho piena consapevolezza delle cose e nessun lavoro toglie all’altro, mi chiedo però, perché alle persone venga più facile sminuire gli altri (spesso senza conoscere e informarsi) invece di chiedersi quanta disciplina o coraggio servano per costruirsi una strada fuori dai binari. Il mondo si evolve, le cose cambiano e così difficile accettarlo?

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