WIDG, la tv che vorrei: Chia version

Chia Febbraio 28, 2012

Una settimana di confronto e di riflessioni sul tema della qualità televisiva: questa è -in sintesi- l’essenza di WIDG – La tv che vorrei, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra i più conosciuti siti, blog e forum a tema televisivo.

Dal 27 febbraio al 4 marzo sarà infatti il web ad esprimere il proprio gradimento sulla tv, a dire ciò che piace e ciò che invece convince meno: lo faranno i blogger pubblicando contenuti a tema, e lo potrete fare anche voi lettori tramite la pagina Facebook ufficiale del Web Indice di Gradimento, oppure l’hashtag #WIDG su Twitter.

Potevano Isa e Chia tirarsi indietro di fronte a questa nuova missione? Certo che no :doc

La domanda a cui ci accingiamo a rispondere, e che rigiriamo anche a voi, è semplice: qual è la tv che vorreste? :fischia

WIDG

Ed ora toccherebbe alla sottoscritta iniziare a rispondere all’annosa questione :emo50

‘Ma non avevi appena detto che era una domanda semplice?’, diranno alcuni di voi, giustamente. Ed in effetti la domanda non è complessa, è cercare di dare ad essa una risposta sensata la cosa difficile.

E’ che funziona un po’ come con gli uomini: è più facile sapere ciò che NON vogliamo da loro, piuttosto che cercare di capire quello che con precisione desideriamo nel marasma di alternative possibili :emo14

Ed io, per lo stesso principio, non vi so dire esattamente come la vorrei, ma so che di certo sarebbe ben diversa da quella di oggi :sisi

Attualmente a fare i danni principali -secondo me- è proprio il tanto chiacchierato Auditel, in nome del quale assistiamo ogni giorno a veri e propri scempi: programmi cancellati, fiction rinviate, neri pubblicitari lanciati random per inseguire quelli del programma concorrente.. insomma, un macello, in cui a mancare è in primis il rispetto del telespettatore :emo15

E se l’Auditel fosse sicuro e infallibile, certe scelte delle Reti forse le capirei già di più.. ma contando che è stato spesso dimostrato quanto questo sistema di rilevazione sia parziale e facilmente taroccabile, non vedo proprio come sia possibile fare su di esso così tanto affidamento tanto da stravolgere interi palinsesti in nome dello share :emo53

Diciamo che l’Auditel sta alla tv come il televoto sta a Sanremo: due sistemi poco attendibili, che non dimostrano certo il valore ne tantomeno la qualità di ciò che coi numeri premiano :fischia E Sanremo stesso ha inoltre dimostrato come uno share elevato non corrisponda per forza ad un bello spettacolo :emo32

Mi pare impossibile che nell’era del digitale terrestre non ci sia ancora un modo di rilevare gli effettivi ascolti di un programma, senza campioni statistici o proiezioni di dati :emo45 Ma è comunque assurdo che si sia diventati così schiavi dello share dal privilegiare la quantità di telespettatori alla qualità dello show: un programma orrendo che produce uno share elevato continuerà ad andare in onda, mentre probabilmente un programma piacevole ma di nicchia avrà vita breve o sarà quantomeno relegato ad orari improponibili :crazy E ribadiamo che questi dati NON sono attendibili al 100%, molte testimonianze di ex appartenenti alle famiglie Auditel lo hanno rivelato: si rischia quindi di premiare programmi che in realtà non sono poi così visti, o penalizzare spettacoli che hanno ben più seguito di quello che risulta dallo share..

Che tv vorrei? Forse lo so. Vorrei una tv coraggiosa. Una tv che se ne frega di questi benedetti numeri, e che si dimostra innanzitutto coerente nelle proprie scelte e rispettosa dei telespettatori. Si è scelto un nuovo spettacolo, una nuova fiction, e si è creduto in esso fino al punto di produrlo e mandarlo in onda? Bene, allora lo si porta sino alla fine, perchè -pochi o tanti che siano- ci sono spettatori a casa a cui quel prodotto è piaciuto, e che hanno tutto il diritto di continuare a fruirne nei modi e nei tempi che gli erano stati promessi dalla programmazione.

Non è certo cancellando programmi (con conseguente spreco di soldi) o modificando palinsesti che si fidelizzano i telespettatori, anzi :nono la gente a occhio ne ha anche le balle piene :emo14

E se tutta l’energia che impiegano per studiare minuziosamente curve d’ascolto, picchi e punti percentuali la incanalassero meglio, forse :fame

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