‘A raccontare comincia tu’, Maria De Filippi svela: “Ho scelto mio figlio Gabriele non perché non potessi fare altrimenti ma perché lo volevo! “. E intanto lancia una proposta a Raffaella Carrà…

Di Stefania - 26 aprile 2019 09:04:11

Maria De Filippi, Raffaella Carrà

Negli ultimi giorni non si parlava d’altro che dell’ospitata di Maria De Filippi nel nuovo programma di Raffaella Carrà: ieri sera, è arrivato finalmente il momento di assistere all’incontro di due delle più grandi figure femminili della televisione italiana.

A raccontare comincia tu, nuovo format di Rai 3 che è già giunto con successo alla quarta puntata, la conduttrice di show di successo come Uomini e Donne e Amici si è messa a nudo su vari aspetti della sua vita, che non sempre ha lasciato venir fuori a causa della sua estrema riservatezza.

La gioia più grande della 57enne lombarda è senza dubbio legata alla sua sfera più intima: si tratta di suo figlio Gabriele, adottato con suo marito Maurizio Costanzo, che rappresenta la persona più importante per lei. Ha solo belle per parole per quel bambino conosciuto quando aveva soli 12 anni – e che aveva già visto andare in frantumi ben due volte la possibilità di crescere con una famiglia – e che adesso è diventato uno splendido uomo, che la segue – dietro le quinte – di tutti i suoi programmi.

Maurizio aveva già due figli grandi. E io ho scelto Gabriele. E’ stata una cosa che volevo fare da tempo. Penso che sia una scelta e io l’ho fatta non perché non potessi fare altrimenti, ma perché lo volevo. E’ stata la cosa più bella che mi potesse succedere. Aveva 10 anni e non ho mai avuto paura. La cosa fantastica di quando fai questa scelta è che hai un periodo di conoscenza. All’inizio quando arrivi sei piena di “boh, chissà”, ma la cosa bella è anche lui ti sceglie. Lui aveva già non scelto due volte, è un testone. Ci eravamo già visti due volte, poi è venuto a Natale a casa, è stato 10 giorni, in cui sei tu sotto esame. Fai fatica ad accettare di essere esaminata, perché non era più lui, ma l’assistente sociale a metterti in esame. Dopo dieci giorni, l’assistente sociale arriva per fargli delle domande e tu non puoi assistere, sei nell’altra stanza e friggi, perché tu non puoi avvisarlo prima. Io sono molto severa con lui, a volte quanto mia madre e mi è dispiaciuto perché a volte la reputavo troppo severa, ma con lui ho fatto lo stesso. Per me è assurdo dover essere per forza sposati per adottare, perché oltretutto ci sono dei modi per aggirare la legge. Nei Paesi civili si può farlo senza essere sposata, a volte sembra che l’Italia non sia un paese civile.

E’ certamente il frutto del matrimonio duraturo con Costanzo (i due sono sposati da quasi 24 anni), il quale l’ha conquistata giorno dopo giorno.

Non fu un colpo di fulmine, ma Maurizio fu bravo ad essere presente. All’epoca in cui la nostra storia era clandestina non poteva che essere presente solo telefonicamente.

Anche i suoi familiari sono stati fondamentali per la sua crescita. La sua mamma era una donna tutta d’un pezzo, che costrinse suo marito a non trasferirsi dalla città alla provincia per non perdere le sue abitudini, mentre il suo papà era quello più espansivo, a cui amava accoccolarsi di sera mentre guardavano la tv. Un po’ più conflittuale il rapporto con suo fratello, più grande di 7 anni.

Quando sono nata mi ha definito la bambina più brutta d’Italia. E’ sempre stato il cocco di mamma, fino alla fine, perciò era abituato a star da solo. Dunque, arrivo io e lui non ci stava, hanno cercato di farlo partecipare a questo evento e lui lo ha fatto a modo suo. Il suo modo era, hai presente quando vengono i parenti, lui stava davanti alla porta per riceverli e pare che dicesse “andate a vedere la bambina più brutta che c’è in Italia”. Adesso lavora con me. Lui per me era il mio mito. A 10 anni sognavo di stare solo in camera sua, non c’era niente di che, ma c’era lui. Per me era il massimo stare con lui, il fratello più grande, e quindi stavo sempre appiccicata a vedere che faceva. Lui non era felice perché voleva la sua privacy e un giorno mi ha detto “se continui ad entrare in camera ti sparo”, mi ha sparato eh. Lui aveva una Diana 16 con i pallini, continuava a ripetermi questa cosa, per me era una sfida e la prima cosa che ho fatto è stata quella di entrare. Lui ha inforcato il fucile e mi ha preso al volto. Poi siamo andati in ospedale. Dopo cercavo di menarlo, ma non ce la facevo. Ero pazza dei suoi maglioni, soprattutto di uno blu che teneva custodito con cura. Quando è partito per il servizio militare mi ha avvisato “se lo tocchi ti meno ovunque tu sia”, io ovviamente l’ho preso. Un giorno ero in giro con i miei amici con su questo maglione, lo vedo arrivare in macchina mi è preso un colpo. Ero in vespa, ho fatto tutti i sensi vietati di Pavia, sono arrivata a casa, al quarto piano, ho aperto la finestra e gliel’ho lanciato come a dire “tieni è tuo” e mi sono barricata in bagno per sei ore finché non è uscito di casa.

Dal punto di vista professionale, Maria si è sempre data da fare per capire dove verte il gradimento del pubblico. Infatti, trascorre molte ore nel suo ufficio, che è un vero e proprio appartamento adibito a tal funzione, dove si rintana tutto il giorno con i suoi collaboratori, proprio come fa anche suo marito, che ha confidato di salutare al mattino e rivedere in serata.

A proposito del suo bagaglio di esperienze, non si può non parlare della sua partecipazione a ben due Festival di Sanremo, uno in veste di valletta nell’ultima serata, nel 2009 con Paolo Bonolis, e l’altro come co-conduttrice nel 2017 al fianco di Carlo Conti.

Con Paolo è stata una passeggiata di salute. Ha fatto tutto lui, io sono arrivata all’ultima serata, il suo Sanremo era andato bene quindi è stato tutto tranquillo. Con Carlo ho detto di sì perché me l’ha chiesto. Chiedi una volta e due, alla fine ho ceduto. Una delle mie settimane più da incubo. Io sono arrivata e non sceglievo niente, ha fatto tutto Carlo e sono andata sulla fiducia. Solo che io non sapevo fare nulla, cantare o ballare e mi sono sentita a disagio. Ora come ora lo rifarei in una maniera totalmente diversa. Lì ho pensato “non ce la farò mai ad arrivare all’ultimo giorno”. Finita la prima sera mi sono detta “bene ora è finita” perché sono abituata ad andare in onda il sabato e si passa alla settimana dopo. Invece Sanremo sono cinque serate di fila.

Ha, inoltre, svelato che dietro all’idea di C’è posta per te, il people show di Canale 5 che fa emozionare milioni di italiani, si nasconde il modello di Carramba – Che sorpresa! storica trasmissione della Carrà, sottolineando però le differenze.

Carramba che io vedevo e ti dico che quando ho iniziato a fare C’è posta per te per tanto tempo ho guardato te per vedere come facevi. Le emozioni e le storie, il modo in cui le raccontavi. Ho cercato di ispirarmi al tuo modo di raccontare. Il racconto più efficace mai visto in televisione era il tuo. La differenza è che a C’è posta per te sono conflittuali, mentre a Carramba c’è la persona che da tanto tempo non si vede con i cari. Le storie di Carramba non sono dovute a un conflitto, mentre a C’è posta per te si parla di conflitti. Carramba è stata la mamma di tutto quel genere di programmi, ha aperto un mondo. Un po’ come Tortora con Portobello.

Non solo, la De Filippi ha lanciato una super proposta all’artista poliedrica di origine bolognese: da anni, conserva delle lettere dei suoi spettatori, le cui storie ritiene più adatte ad un programma come Carramba rispetto al suo. Quale miglior scusa per rivedere il ritorno in scena del programma, che magari per l’occasione potrebbe vedere la collaborazione delle due donne?

E voi cosa ne pensate?