‘Amici di Maria De Filippi 17’: l’opinione di Isa sulla terza puntata

Isa 22 Aprile, 2018

Amici di Maria De Filippi 17

Cioè ma quindi, fatemi capire, in pratica siamo stati svegli fino all’una di notte, ci siamo sciroppati non so quante esibizioni di Biondo, i momenti strappacuore che in una gara di talenti hanno senso quanto una buffet di Big mac a una cena di modelle, i commenti populisti di Simona Ventura, l’inutilità di Marco Bocci e tutto il resto… e alla fine non è uscito nessuno, non c’è stata nessuna eliminazione, queste 4 ore di diretta non hanno portato a niente se non alla lenta e inesorabile frantumazione delle mie povere ovaie?

Cioè, ma scusate, è una gara? E’ una gara a eliminazione? E allora io ogni santo sabato voglio vedere qualcuno evaporare, diamine! Che è sta storia che un sabato ne eliminano due, un altro sabato restate tutti trallallero trallalà… ma che robaccia è? Ma sto caspita di regolamento chi lo ha scritto? Maradona insieme alla Bertè 20 anni fa e lo hanno tramandato alle generazioni future?

Mai avrei pensato di dirlo ma davvero a me quasi quasi mancano le puntate registrate. Almeno lì la gara aveva un suo normale corso, ogni settimana ne usciva e uno e, SOPRATTUTTO, quantomeno si evitava di rubare impunemente la paghetta delle ragazzine televotanti. Eh già perché il televoto, con il regolamento di quest’anno, equivale in tutto e per tutto a un furto di soldi. Cioè ste povere stelle si azzerano il credito per sostenere i loro idoliH e il loro voto conta più o meno quanto il voto popolare alle più recenti elezioni politiche -> un cazzo. Ste povere patapuffe votano, votano, votano ma alla fine il loro voto non incide su NIENTE e l’esempio della scorsa settimana con la Squadra Blu vincitrice al televoto e che ha fine puntata si è trovata con due componenti silurati dice tutto. Fate un passo indietro, togliete il televoto, decidete direttamente tutto voi (come peraltro fate lo stesso) e almeno lasciate a ste ragazzette i loro 20 euro per pagarsi pizza e patatine il fine settimana.

Anyway, io già non amo Amici di per sé e credo di averlo detto in tutte le salse da almeno 7/8 anni, se però al fatto che io ormai trovi il format logoro ed eccessivamente pilotato da case discografiche e interessi economici, ci si aggiunge anche, non solo un cast di allievi meno che mediocre, ma anche l’introduzione CONTINUA, PERENNE, INCESSANTE e altamente URTICANTE di questi momenti cèpostaperte il risultato è che io proprio non ce la posso fare. Ora, per carità, la storia di quella mamma che è venuta a mancare quando la figlia era piccola e ha scritto per lei delle lettere per ogni suoi compleanno fino ai 18 anni è una storia incredibile, struggente, toccante, la avevo già letta tempo fa ed avevo terminato la lettura dell’articolo in una valle di lacrime… ma il senso di strumentalizzarla a fini di share in una gara di talenti quale sarebbe, di preciso? E, in secondo luogo, perché alcune esibizioni (ieri nello specifico quelle di Irama e di Einar Ortiz) devono essere corredate da tutto questo contorno struggente che inevitabilmente valorizza la loro performance sfruttando lo stato emotivo dello spettatore? Io trovo tutto molto poraccio, sinceramente. Trovo poraccio dover sfruttare tristissime storie di cronaca per acchiappare un po’ di pubblico in più e trovo altrettanto poraccio che nell’ambito di una gara i partecipanti debbano concorrere ad armi così impari.

Detto ciò, bella gente, menomale che in questo programma esiste Ermal Meta. ME-NO-MA-LE. E non solo perché è uno dei pochi che, quando si parla di musica, dice delle cose sensate e ha anche i titoli per poterle dire, ma soprattutto, essendo lui amatissimo anche dal target amiciano , è uno dei pochi che, quando parla, riesce a zittire le galline starnazzanti del pubblico che quanto si tratta della Parisi fanno le leonesse e le gridano di andar fuori, alla Oxa gridavano di andar fuori, alla Bertè pure, ma con Ermal ascoltano. E si stanno pure mute. E se serve questo per fare ascoltare due considerazioni sensate a ste dodicenni in piena tempesta ormonale, ebbene, che il signor Meta venga interpellato ogni momento, venga messo alla conduzione, alla produzione a pure alla regia, grazie.

Vorrei chiudere con qualche considerazione, in gif, su tutti i concorrenti sopravvissuti a questa terza puntata.

Valentina Verdecchi: sono contenta non abbia lasciato il programma per l’infortunio. Una cosa del genere non si augura a nessuno. E poi io non voglio che lei vada via perché si è fatta male, io voglio che venga regolarmente eliminata dalla gara perché è scarsa, così come giustizia vuole. Tante mosse, tanti ammiccamenti, pochissima sostanza. Il Grande Fratello 15 mi ha fornito la gif perfetta per lei.

Luca Capomaggi. Il ragazzo mi ispira un sacco di simpatia. Mi sembra uno che si impegna e che ce la mette tutta per imparare. Ciò non toglie che al momento il livello è quello che è e lo vedrei al massimo come ballerino durante un concerto di Fedez, di più nsepò.

Bryan Ramirez e Lauren Celentano. Gli unici che in questo serale ci ricordano ancora l’esistenza della categoria ‘DANZA’.

Passando ai cantanti, fatemi subito fare un outing CLAMOROSO: a me Irama non dispiace. Si, si, spernacchiatemi quanto vi pare, siiii, infierite quanto volete, ma a me me piace lo stesso. Non è un bravo interprete ma trovo che invece renda molto bene con le sue canzoni, ha un suo stile, ha qualcosa da dire, e a me non dispiace. Sono pure disposta a perdonargli quegli orridi orecchini con le piume di Giorgio Manetti penzolanti, pensate un po’.

Emma Muscat e Carmen Ferreri. Leggo everywhere che praticamente ci sono due fandom che si scannano e questa sarebbe una delle rivalità più grandi di questo serale. Mah, a me sembra una guerra sprecata perché, nonostante trovi entrambe parecchio anonime e per comprare un loro cd dovrei essere sotto effetto della stessa roba che avevano dato ieri a Maradona, mi sembrano oggettivamente due delle poche che sappiano realmente cantare.  Insomma, nel mare di mediocrità che le circonda questi ragazze andrebbero salvaguardate, quantomeno per non arrivare all’ultima puntata dovendo sentire solo il deeeegiaaaa vuuuu che si ri-pe-te.

E a proposito dei degiàvù ieri Biondo ha raggiunto vette inesplorate: è riuscito ad essere inascoltabile anche col supporto dell’autotune. Incredibile, amisci. Già di base lui manco canta, teoricamente dovrebbe rappare, e per rappare due cose devi avere: musicalità e capacità di andare a tempo. Ecco, lui manco questo. E manco col supporto. Cioè è una roba tipo un bambino di 9 mesi che vuole camminare ma non riesce a stare eretto manco quando lo mettono dentro il girello.

Oh, ma comunque siamo noi che non lo capiamo, eh. Siamo noi che non entriamo nel suo mondo, nel suo viaggio e nel suo mood.

Einar. Un ragazzo a mio avviso splendido. Davvero, umanamente mi ha sempre trasmesso la sensazione di essere una persona molto carina e sensibile. Anche ieri la reazione alla vista del nonno è stata tenerissima. Purtroppo, però, questa non è una gara di dolcezza ma una gara di talento e tra lui e Biondo quando cantano riescono ad essere più stonati di me mentre mi faccio il silk epil. Niente di personale, Einar, sei davvero un batuffolo dolcissimo e ti auguro le cose più belle, però nella vita ci sono altre opzioni piuttosto che fare il cantante, ecco, avoooooglia se ce ne sono.

Matteo Cazzato. Lui probabilmente rende solo in un determinato genere. Ma considerando che c’è gente che non rende in niente direi che è già un buon motivo per apprezzarlo. E infine Zic. A Zic dall’inizio dell’anno non fanno che ripetere che è bravo come autore ma non come cantante. Mah, a me sinceramente sembra che il ragazzo sappia cantare. Sicuramente non è uno dei più scarsi. Sapete cosa penso davvero? Che se Zic invece di avere quei capelloni incolti e gli occhi scuri avesse avuto l’occhietto azzurro e l’addominale scolpito il buon Rudy Zerbi, sempre molto attento alla sostanza e non alla forma :D, lo avrebbe apprezzato molto di più e avrebbe immaginato per lui un futuro discografico certo. In tutto ciò il ragazzo è uno dei pochi a sapersi esprimere in lingua italiana, uno dei pochi che sa articolare concetti senza bisogno di infilarci dentro ogni 2×3 un ‘bella ragà‘ e un ‘oh, fratè‘ e già solo per questo avrà il mio appoggio incondizionato fino alla fine. Perché, in fin dei conti, nessuna esibizione al mondo sarà mai emozionante come un congiuntivo ben coniugato.

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