‘Amici di Maria De Filippi 19’: l’opinione di Chia sulla prima puntata

Chia 29 Febbraio, 2020

Amici 19 - Nyv e Gaia Gozzi

Nella vita è meraviglioso avere delle certezze, dei punti fermi. Sapere, per esempio, che dopo la notte arriverà sempre il giorno, che dopo la tempesta tornerà sempre il sereno. E che ogni regolamento del serale di Amici di Maria De Filippi sarà sempre più pongo di quello precedente.

Cioè, vi siete accorti che ieri Queen Mary è addirittura riuscita nella straordinaria impresa di cambiarlo in corso di diretta, vero? Inizialmente i gironi delle esibizioni dei ragazzi dovevano essere tre e poi – puff! – improvvisamente sono diventati due. Così, random, tra un balletto di Rudy Zerbi e l’altro. Come non amarli, loro che se la cantano e se la suonano da soli, in base a come vogliono far andare le cose?

Che poi io lo capisco che sia necessario inserire delle novità, qua e là, per dare un tocco di freschezza ad un programma così longevo come Amici che quest’anno è arrivato alla sua diciannovesima edizione, eh. Quindi approvo l’abolizione delle squadre con il ritorno al ‘tutti contro tutti‘, ed apprezzo molto che le puntate siano di nuovo in diretta, visto che nelle scorse edizioni le anticipazioni finivano per toglierti pure quel briciolo di curiosità che potevi avere per decidere eroicamente di immolare il tuo sabato sera a Maria De Filippi, ecco.

Ma di quella SOLENNE MINCH*ATA di Amici dei Prof ne sentivamo davvero la necessità? No, chiedo per curiosità. Ho capito che a Mediaset hanno preso il vizio di finire i programmi della prima serata direttamente sulla sigla di Mattino 5 per provare a raggranellare qualche punticino di share in più rispetto alla concorrenza, ma se dobbiamo perdere tempo almeno studiamocela meglio, santodddio. Autori su autori, e il massimo che vi viene in mentre è mettere Alessandra Celentano, Veronica Peparini, Timor Steffens, Anna Pettinelli, Stash Fiordispino e il buon Rudy su di un cubo che manco le foche allo zoo, e farli esibire in performance random – giudicate dagli onnipresenti Al Bano Carrisi e Romina Power – giusto per fargli perdere quel minimo di credibilità professionale che gli era rimasta? Sagaci davvero!

Come minimo ‘sta boiata se l’è inventata Maria stessa quando settimana l’altra si sono ritrovati tutti a ballare a centro studio durante la puntata del sabato pomeriggio, v’o dico. Lo sappiamo che la Sanguinaria si diverte con poco, un po’ come quando a Uomini e Donne fa credere a Tina Cipollari che Gemma Galgani stia per sedersi accanto a lei come nuova opinionista: noi immersi nel cringe più totale, lei piegata in due sullo scalino. Che anima semplice. Vedere dimenarsi i Prof come se fossero sotto effetto di allucinogeni l’avrà fatta sbellicare dalle risate, e da lì al nuovo format è stato un attimo.

Che poi fosse almeno una gara seria, ancora ancora. Invece no, è solo il modo di Queen Mary per bullizzare Rudy Zerbi in mondovisione, uno dei suoi passatempi preferiti da anni ormai. Lei si diverte come una matta mentre trucca le votazioni degli allievi pur di farlo perdere e fargli quindi subire una spassosissima punizione (sulla secchiata di acqua gelata che nemmeno alle feste di compleanno di quando eravamo piccoli io totally basita), e noi zitti e muti sul divano cercando di ricordarci che ci facciamo ancora masochisticamente sintonizzati su Canale 5.

Ma Amici dei Prof non è l’unica trovata imbarazzante di quest’edizione, sia chiaro. Vogliamo parlare di quell’inutile rituale della maglietta con la facciona dell’allievo che passa alla puntata successiva stampata sopra, che viene calata dall’alto in una teca di vetro e ruota pian piano sulle note di Don’t stop me now? Ma DAVVERO dobbiamo rifare sta sceneggiata OGNI volta per OGNI allievo in OGNI puntata? Cioè, sia chiaro, io potrei ascoltare la voce di Freddie Mercury in loop per tutto il resto della mia vita e ne sarei pure entusiasta, ma se – al posto di imbastire tutto sto circo – ci fossimo limitati ad un veloce, pratico e indolore “Passi alla prossima puntata” saremmo andati a letto ALMENO un’ora prima, ieri sera.

Tra Amici dei Prof, la manfrina infinita delle maglie coi faccioni sopra e quei grafici a pallini sul ledwall che più che rivelare l’andamento dei televoti pareva una mappa della diffusione del coronavirus nel mondo, a creatività da quelle parti sono messi bene ma non benissimo, ecco.

In tutto ciò, dovremmo parlare ANCHE dei ragazzi. Che da tutte queste trovate sono stati, ça va sans dire, oscurati. Come sempre. Già hanno solo sei puntate, al posto delle classiche nove delle ultime edizioni, per farsi notare e mettere in mostra il proprio – eventuale – talento (perché le ultime tre puntate saranno a quanto pare dedicate ad una gara tra vecchie glorie), se poi perdiamo più tempo appresso a Zerbi che a loro peggio me sento.

Ho letto in giro che in molti si lamentano del livello della classe, che sarebbe “il più scarso di sempre“, ma non sono d’accordo. Che ce lo siamo dimenticati che l’anno scorso c’erano ‘ballerini‘ come Mowgly e ‘cantanti‘ come Alvis o Jefeo? Certo, nemmeno in questa edizione sono tutti delle perle rare, ovvio, ma in generale sono convinta che dei fuoriclasse ci siano eccome.

A partire da Gaia Gozzi, la mia preferita in assoluto fin dalla primissima puntata, che – se nelle cover mi convince meno – quando sta nel suo personalissimo e riconoscibilissimo mood spacca proprio, passando da Nyv (che è un flauto persino a cappella, bravissima davvero) e arrivando dalle parti di Javier Rojas (non solo molto versatile nella danza, ma un jukebox in carne ed ossa che si scatena su ogni canzone con più foga dei cantanti stessi, adoro!) e di Valentin Alexandru (nonostante il latino sia la specialità a mio parere meno virile di tutta la danza, con quelle gambettine che sbatacchiano isteriche di qua e di là, lui è di una precisione e di un’energia invidiabili!). A Jacopo Ottonello non si può non voler bene, ma io ancora ferma a quando hanno casualmente assegnato la prova di improvvisazione a Talisa Jade Ravagnani che doveva interpretare la parte della donna che scopre che il proprio uomo se la fa con un’altra, dopo il chiacchierato limone con Javier – che fino a poco fa era fidanzato con un’altra – a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi.

Chi proprio non mi piace, invece, è Giulia Molino. Guarda caso la prediletta di Zerbi, che quanto a gusti nettamente opposti ai miei è una certezza fin dai tempi di Biondo e Tish (e se avete pensato “Biondo e Tish chi?” vi capisco pure). Qualcuno la avvisi che la trap non fa proprio per lei, santo cielo. A parte che non si capiscono manco le parole, perché farfuglia tutto insieme in modo inquietante, ma poi sa proprio di finto, non so come spiegarvi. Roba che ieri, quando si è esibita con Ghali, è riuscita a far sembrare lui un cantante dell’accidenti, e ho detto tutto. Le performance a cappella di solito sono come la barba sui maschi, fanno figo a prescindere, e invece nulla, quanto è toccato a lei manco un brividino per sbaglio ho provato. Su Remedios invece sì, un brivido m’è corso lungo la schiena, ma per l’imbarazzo. E su Cu ‘mme, vi prego, fatele ascoltare la versione di Giordana Angi ad Amici Celebrities per capire la differenza tra un’artista e una che gnafaproprio.

I duetti di ieri sera, comunque, hanno penalizzato un po’ tutti i cantanti, va detto. Non solo sono stati probabilmente abbinati dalla produzione durante una roulette russa alcolica – a giudicare dall’insensatezza degli accoppiamenti – ma finivano con lo scomparire appresso ad artisti come Elisa o Ermal Meta (a proposito, lo vogliamo sottolineare quanto sangue fa con quella cascata di ricci incredibile dentro cui affondare avidamente le dita? E sottolineiamolo, su!).

Tornando a chi proprio non sopporto, il posto d’onore va a Nicolai Gorodiskii. Uno che mi indispone persino quando balla, tanto trasuda convinzione e insopportabilità da tutti i pori. Ma la convinzione, si sa, fotte la gente, e io aspetto solo quel momento.

E veniamo alle eliminazioni. C’è da dire che, tra gli aspetti positivi di questo nuovo regolamento, c’è la sicurezza che chi lascia il serale sia riuscito ad esibirsi almeno una volta, dato che con la vecchia divisione in squadre andava a finire che ballavano e cantavano sempre gli stessi e chi veniva eliminato non l’avevamo manco visto inquadrato, spesso.

Ad abbandonare la gara, in questa prima puntata, sono stati Martina Beltrami e Francesco Bertoli. E – se per lui un pochino mi dispiace, perché mi è sempre sembrato la personificazione del principe azzurro non solo per il capello biondo e l’occhio azzurro ma proprio per l’estrema educazione che ha sempre dimostrato, ma oggettivamente era il meno talentuoso – sono invece entusiasta di essermi finalmente liberata di lei, un gatto attaccato ai maroni che ve lo raccomando.

Sempre a lamentarsi, sempre con il muso, mai un sorriso né un guizzo di positività. Ma hai diciannove anni, figlia mia, ma un po’ di vita, ma un po’ di energia! Qua ad ogni primo piano la Beltrami mi trasmetteva una depressione che manco il telegiornale, ultimamente. Non se ne poteva più, oh. E se penso che per fare entrare lei ci siamo giocati quel timbro pazzesco di Stefano Farinetti me sento male. Ciao Martina, vai e insegna agli angeli a scassare la minch*a per tutto, che giusto per quello ci ricorderemo di te.

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