‘Amici Speciali’: l’opinione di Chia sulla seconda puntata

Chia 23 Maggio, 2020

Amici Speciali

Ci stupiamo di come i protagonisti più trash del Trono over non abbiano qualche figlio, nipote o amico che apra loro gli occhi e li faccia rendere conto delle figure barbine che inanellano sistematicamente a Uomini e Donne, ma un congiunto a caso che dia un freno al delirio di onnipotenza di Maria De Filippi, che non ne sta imbroccando una da tempi immemori, ndo sta santo cielo?

Costanzo, te prego, almeno tu fai qualcosa! Dopo anni e anni di frigorifero col lucchetto e gelati concessi col contagocce, ribellati e lucchetta lei in casa per un po’, che male non le farebbe di certo. Trovatevi qualche hobby da coltivare insieme, datevi al giardinaggio, compratevi un puzzle del cielo azzurro da 5000 pezzi, mettetevi ai fornelli a seguire le ricette della deliziosa Benedetta Rossi, non lo so, ma fate qualcosa perché se andiamo avanti di questo passo, tra i 26enni a corteggiare Matusalemme Gemma Galgani e i Rudy Zerbi dati alle fiamme in prima serata, per la prossima stagione ci vedo male male, eh!

Amici Speciali (nome tremendo, per altro…) era nato come adattamento di quello che si sarebbe dovuto chiamare Amici All Star, uno spin off nel quale un gruppo di vecchie glorie della scuola di Queen Mary si sarebbe sfidato per eleggere un campione, sulla falsariga dell’Amici Big di qualche anno fa. E io lo capisco che l’emergenza Coronavirus abbia sparigliato parecchio le carte in tavola, eh, e apprezzo la svolta benefica che ha adottato il format (nonostante il modo super cringe di parlarne, tipo “avete sbloccato un obiettivo e devolverete 10mila mascherine ffp2 e 10mila tamponi alla Protezione Civile“, roba che manco nei videogiochi quando passi di livello e ottieni l’armatura più potente…), ma se il massimo che siete riusciti a ideare durante il lockdown è un mappazzone di 4 ore delle quali SE TUTTO VA BENE massimo 2 sono dedicate alle esibizioni dei ragazzi c’è qualche problema, eh.

E dire che l’unico motivo per cui vale la pena di sciropparsi questa cacata pazzesca prima serata infinita – che della gara in realtà ha poco e nulla, onestamente, visto che la competitività la si respira solo nelle gag ironiche sulle mozzarelle con cui Stash Fiordispino vorrebbe corrompere la giuria, e niente di più – sono proprio le esibizioni dei ragazzi (perché per il resto parliamone, oh… Poi ci domandiamo perché Giordana Angi abbia l’espressione perennemente scazzata… ma te credo, a sopportare sto gigantesco trituramento di maroni! Non le si può mica chiedere di fingere pure di divertirsi, poraccia…).

Dagli addominali di Andreas Muller agli sguardi di fuoco di Umberto Gaudino, delle performance pazzesche e un livello molto alto, specie nel ballo (nonostante le coreografie riciclate e le cover già sentite millemila volte nelle scorse edizioni). Ma ad aver catturato il mio cuore, in queste prime puntate, sono tre allievi in particolare. Innanzitutto Random, un tenerello vero. Così buffo e quasi goffo quando parla con Maria, ma così interessante quando scrive i suoi pezzi o riadatta quelli altrui, davvero un scoperta!

Poi, chevvvelodicoafffa, Alessio Gaudino. Un’intensità commovente a cui si uniscono tecnica, umiltà e una bravura straordinaria. Quando c’è lui sul palco io mi incanto, ha una capacità di raccontare storie danzando che pochi altri hanno, e non solo in quello studio dico.

Infine il mio preferito assoluto, Michele Bravi. Un ARTISTA nel vero senso della parola. Straordinario (inteso proprio come completamente fuori dall’ordinario) sia umanamente che artisticamente. E ieri me l’ha confermato con quella cover PAZZESCA di Vengo dalla luna di Caparezza. Chi mi conosce sa che Michele Salvemini è forse il mio cantautore italiano preferito, e di solito schifo qualsiasi cover dei suoi brani perché difficilmente qualcuno diverso da lui può cimentarsi con il suo stile inconfondibile senza sembrare imbarazzante e caricaturale. Ma la versione che ha eseguito ieri Bravi è stata non solo la migliore performance della serata, ma l’unica cover di Caparezza ad avermi lasciata senza parole. Originale, intensa e capace di farmi venire i brividi: uno spettacolo vero. Scoprire poi che la scelta di Vengo dalla luna è stata di Michele (tutti i brani che i ragazzi eseguono, ha detto la DeFy, sono decisi da loro stessi) non fa che aumentare la mia stima nei suoi confronti. Tanto di cappello, davvero.

Sulle altre due ore di estremo disagio che servono a Queen Mary per arrivare all’una di notte e raggranellare qualche punto di share in più stendo un paio di veli pietosi, invece. Anche Sabrina Ferilli si è accorta – sulla sua pelle, poraccia – che “a te t’è presa una mano proprio brutta, Marì“. Tipo che la gente per farsi due risate di solito guarda i monologhi dei migliori comici in circolazione, qualcun altro se la spassa con le gaffes involontarie o con i video sui social. Maria De Filippi si SBELLICA rantolando a terra perché la Ferilli HA IL 40 DI PIEDE. Perché lei le dava al massimo un 38. Cioè, ci rendiamo conto di quanto si diverte male, santo cielo?

Conosce fior fior di comici che potrebbe invitare anche in collegamento Skype per fare ironia, chessò, sul lockdown (e come a qualcuno abbia fatto più danno che agli altri, per esempio… ogni riferimento è puramente casuale, ovviamente…), e il massimo che riesce a ideare sono due poliziotti fake che fingono di arrestare la Ferilli sulla sigla iniziale (con lei che manco riusciva a trattenere le risate da quanto si stava divertendo. Da sola, come sempre)?

Te vedo proprio FLACIDA (cit), Marì, fidate de zia.

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