Amici Specials, prima della finale gli allievi hanno incontrato Gio Evan che ha raccontato un brutto episodio vissuto in Brasile

Il cantautore racconta ai finalisti del talent la sua vita avventurosa in giro per il mondo e il suo approccio alla musica

Linda Maggio 20, 2021

Amici

Gli allievi di Amici, prima di approcciarsi alla finalissima del serale della ventesima edizione, hanno avuto modo di trascorrere del tempo con un artista poliedrico e geniale, Gio Evan.

La puntata di cui è stato ospite il cantautore, è disponibile esclusivamente sulla piattaforma di Amazon Prime Video nella categoria Amici Specials. I ragazzi, seduti al banco, hanno accolto con un grande applauso il cantante “fuori dagli schemi” che ha esordito così:

Volevo mettere subito in chiaro che io sono più timido di voi e più in imbarazzo di voi quindi consideratemi un pesce fuor d’acqua. Piacere io sono a quanto dicono Gio Evan. Il video che abbiamo appena visto mi ha caricato molto meno di quello che si pensa. Io sono molto meno di quello che si pensa. Sono un po’ scosso perché non sono abituato a vivere le luci quindi vivo una cecità mediatica, mi affido più alla campagna. Io sono una persona noiosa, vivo in un bosco, ho più animali che persone accanto, conosco più il linguaggio del muschio che delle persone. E sono capace a praticare un grande silenzio, il fatto che sia conosciuto per le parole è un escamotage del pensiero. Sono solo uno che pensa più del dovuto, che ne pensate?

Aka7even ha inaugurato lo spazio delle domande: “Io ti conosco dai tempi dei famosi aforismi che componevi, come è stato questo passaggio da scrivere a cimentarti nel mondo della musica?“, al ché, Gio si è definito un errore di sistema:

Io sono un bug di sistema. Sono un errore nel sistema delle celebrità. Non sono proprio il prodotto giusto. Sono una persona più fragile del dovuto in un mondo che ha bisogno di farti credere che sei forte sei tenace, devi essere bello e aitante. Ho iniziato per urgenza, l’arte è la mossa più quotidiana e odierna di una persona che è zuppa di creatività.

Sono andato via di casa a 14 anni e ho vissuto tre anni in India. Li ho tagliato il cordone ombelicale, ho lasciato amici e amore, per essere preda di chissà chi è chissà dove. C’era urgenza di esprimersi. Sono un fan dell’anti comfort, quando ho ospiti gli dico “mettiti scomodo”. Sono credente all’arte in questa vita. L’arte è creare consensi con le relazioni, creare una rete. È una poesia o il fatto che io sia andato in India senza niente? Penso che sia l’ultima l’arte, la parola è solo una scusa quasi.

Subito dopo aver performato L’Amarea, Evan ha iniziato a raccontare qualcosa di sé:

Io sono molto disadattato. Penso sia la persona meno adatta a dare consigli o a mostrare vie inconsuete. Una cosa posso dirvela. Quando uscirete da Amici e vorrete scrivere una canzone, e vi diranno “non vi preoccupate siate voi stessi”, ecco, questo nel mondo dell’arte è il primo tranello. Non è così. Essere solo sé stessi non è sufficiente, è un limite, voi avete il potenziale di essere tutto. Altro – Arte – Oltre. La potenza di essere l’altro è arte. Io quando scrivo non sono me stesso sono esattamente vuoto e privo di ego. Se l’arte ha un nemico è l’estetica, che rende anestetica l’arte. L’arte deve supplicare il vostro corpo per dare la movenza. Innamoratevi del vostro pensiero, praticate la corte. Si muore quando si smette di corteggiare. Se non ti annaffi non ti innamori, muori, secchi. Gli artisti seccano, portate sempre tanta acqua dentro di voi.

Sangiovanni ha chiesto allora all’ospite: “In questo momento davanti a noi, chi sei? Te stesso o chi hai incontrato fuori dal cancello prima di venire qua?” “Sono te stesso molto probabilmente. Non è che perso l’identità, non essere se stessi significa non essere solo se stessi. La vita chiede ospitalità. Quindi forse sono l’ospite.” ha spiegato con un sorriso il cantautore.

Gio Evan ha interpretato ai ragazzi una delle sue poesie più note: Sei perfetta perché sai sbagliare bene, spiegando come e quando è nata:

Questa è nata nel mezzo di una divisione di torta in un compleanno. “Vuoi una fetta” e io ho pensato a perfetta. Passeggio e sento un bambino dire all’altro “vai devi rischiare” e io vado a casa con questo “rischi” nella testa. Sento un contadino dire “ara” e io vado a casa con questo “rischiara”.

Deddy ha voluto indagare sull’origine della sua scrittura: “Tu ti senti fuori dalla società ma quello che scrivi prende tutti. Per il serale di Amici, io ho una tua canzone, Arnica. Ti assicuro che ogni parola la posso associare ad una fase della mia vita. Come fai?” Il cantante ha provato a svelare il suo segreto:

Sono stato sempre bravo a praticare la solitudine. Non riuscivo ad avere il passo d’uomo con l’uomo. Pensavo tantissimo. Sono stato ammaliato dai racconti di mio zio che era un narra fiabe. Dentro di me ho creato li la scrittura. La testimonianza di una scrittura attraente. Pratichiamo tutti gli stessi sentimenti, quello che ci frega sono i fraintendimenti. A volte credi nella stessa cosa ma la lingua andava in altre direzioni. La verità nostra sta nel silenzio, in quello siamo tutti uguali.

La meditazione crea la scrittura che conferma che siamo tutti dello stesso pianeta. Mi sono molto esercitato, do regalo alla mia vita tante ore di occhi chiusi svegli. Faccio tanta meditazione, la mia voce le tue parole io me le porto a casa. Sul frigo di casa mettiamo le cartoline e le foto tessere, noi siamo il frigorifero di noi stessi e le pareti dentro di noi non finiscono. Devi innamorarti dell’Università che io preferisco, la facoltà dell’ascolto.

Giulia Stabile ha chiesto qual è il suo cartone animato preferito,  Gio ha replicato un po’ in difficoltà:

È difficile, non lo so. Sono una persona orribile? Hai scoperto che sono una persona molto brutta. Ne invento uno? Qual è il tuo? Anche il mio. No vabbè ti dico Ranma. Vabbè è un anime voi siete giovani. Era bello, una storia di questo ragazzo che se si bagnava con l’acqua fredda diventata donna e con l’acqua calda diventava uomo. Gli anni Novanta sono stati belli.

La ballerina ha voluto conoscere anche la soddisfazione più grande della sua vita:

La mia soddisfazione più grande è stata scampare una gang in Brasile di notte che voleva farmi fuori. Vicino Rio de Janeiro sono arrivati dei ragazzi che cercavano soldi e li ho scampati, semplicemente parlando e creando una situazione familiare. E’ incredibile come l’estraneo, persino il bruto, è diventato servo dell’umiltà.

Aka7even ha voluto sapere i posti che ha conosciuto e visitato finora, al ché l’ospite ha iniziato il racconto del suo lungo giro in bicicletta nel mondo:

A 18 anni avevo già vissuto tre mesi di Ecuador, è stata un po’ la scintilla. Ho fatto tre anni in India a piedi in autostop, in bicicletta. Ho toccato il Nepal e gli estremi del Tibet. Da lì sono partito dal Sud America, ho fatto Paraguay Brasile e ci sono stato altri tre annetti. Scrivevo e cantavo tantissimo, un hippie di buon anima mi regalò una chitarra. Creavo musica per i miei testi, sennò cantavo un po’ al jazz.

In Brasile mi hanno offerto un viaggio per la Norvegia, ho lasciato il Brasile e sono andato. Ho pescato mi sono rotto le scatole, sono andato in Danimarca, con la bici sono arrivato alle Canarie, in Slovacchia, in Repubblica Ceca, in Francia con una compagna di cui mi ero innamorato, vabbè. Ho cominciato a fare poesie molto piccole e le attaccavo in pezzi di città, facevo le foto e su Facebook mi divertivo a scrivere la latitudine, la longitudine. Da lì è esplosa la condivisione mi hanno chiamato in Italia ed eccomi qui ad Amici.

Infine, l’artista, prima di andare via, ha salutato i ragazzi di Amici con un pensiero premuroso: “La vita è molto breve, è molto effimera. La vostra capacità di silenzio mi è piaciuta moltissimo. Avete degli occhi molto validi e quindi proteggeteli.”

E voi avete seguito l’ultima puntata di Amici Specials?

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