‘Gf Vip 5’, le prime dichiarazioni di Fausto Leali dopo la squalifica. E Clizia Incorvaia interviene: “Io sono contro le gogne mediatiche perché…”

Titta 23 Settembre, 2020

Fausto Leali - Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia

Ha tenuto banco nell’ultima puntata del Grande Fratello Vip 5 la querelle che ha visto protagonista Fausto Leali e l’epiteto razzista usato in una conversazione con Enock Barwuah: un’espressione, quella del cantante, che ha indignato il web e ha portato gli autori ad optare per l’annullamento del televoto e la sua squalifica dal gioco.

Nonostante il dispiacere e i tentativi di giustificarlo dei suoi compagni d’avventura e benché lo stesso Alfonso Signorini abbia riconosciuto la leggerezza di Fausto nell’utilizzare il termine incriminato, il concorrente ha dovuto abbandonare la Casa e oggi, in un’intervista ad Adnkronos, il cantante ha voluto rigettare ogni accusa di razzismo:

Ma come si fa a dire che sono razzista? Ho sbagliato perché il termine che ho usato, ‘negro’, è ormai considerato offensivo. Ma la verità è che io ho passato talmente tanto tempo con musicisti afroamericani con i quali ho sempre scherzato utilizzando quel termine come fossi uno di loro.

Leali ha, infatti, chiarito che con il fratello minore di Mario Balotelli aveva instaurato un bellissimo rapporto di amicizia:

Con Enock avevamo intrapreso un bellissimo rapporto. Giocavamo e scherzavamo spesso insieme. Comunque, io ho infranto involontariamente il regolamento ed accetto il verdetto. Pure di buon grado perché sono contento di tornare da mia moglie e dal resto della mia famiglia. Ma non si dica che Fausto Leali è razzista perché è un’eresia.

L’interprete di Mi Manchi ha confidato di non essersi sentito a suo agio all’interno della Casa:

È faticoso. Più di quello che pensavo. Lì è pieno di giovani che fanno ginnastica dalla mattina alla sera ma io dopo 10 minuti di stretching non so più che fare. Insomma, purtroppo non ero a mio agio.

E si è spiegato anche in merito alle affermazioni sul fascismo e su Benito Mussolini e Adolf Hitler che avevano già fatto discutere sul web:

C’è stato un fraintedimento, mi sono spiegato male anche perché ho fatto un’interpretazione errata di un documentario che avevo visto. E capisco anche le reazioni perché è un periodo storico che è meglio dimenticare.

Fausto ha rivelato di essere pentito di aver accettato di partecipare al Gf Vip 5:

No, non accetterei più. Non solo per quello che è successo — spero che con il tempo i leoni da tastiera si stanchino e credo che non sarò ricordato per questo — ma anche perché mi sono sentito un po’ fuori luogo: gli altri inquilini facevano palestra gran parte del tempo. Io no, mi sono ritrovato spesso solo, tra i miei pensieri. Non lo rifarei!

E ha, infine, commentato la durissima reazione dei social alle sue esternazioni:

Allora, non avrei dovuto dire nemmeno ‘Mu’ di Mussolini, o ‘ne’ di quell’altra parola. Non avevo considerato che c’è chi lì fuori sta con il mitra puntato e non vede l’ora di vederti sbagliare. So che sui social è stato un disastro, mia moglie mi ha consigliato di non aprirli per non soffrirci troppo. L’eliminazione è stata il colpo finale, ma ho visto che in tanti da quel momento mi hanno capito e hanno espresso solidarietà. Ho sbagliato ma senza voler fare del male a nessuno.

Intanto a commentare ieri la squalifica di Leali sono stati, ospiti a Casa Chi (potete vedere QUI l’intera puntata), Clizia Incorvaia e Paolo Ciavarro, sempre più affiatati e innamorati. E se Clizia si è dimostrata più solidale nei confronti della sofferenza del cantante:

Sicuramente dal punto di vista televisivo è giusta la squalifica, perché siamo personaggi pubblici e quindi è giusta, com’è stata giusta anche per me. Però ti devo dire che dal punto di vista umano, io devo essere onesta, sono contro le gogne mediatiche perché l’ho subita e ho sofferto come un cane, non è giusto che la cattiveria della gente si scaraventi su di te, e nemmeno le frustrazioni della gente, che sono tante, perché tutti siamo esseri imperfetti, tutti possiamo cadere, com’è successo a me, come è successo a lui, come succede a miliardi di persone. Quindi c’è sempre la riva del perdono. Però dal punto di vista televisivo è giusta la squalifica, perché purtroppo dobbiamo essere dei modelli giusti, quasi perfetti, perché diamo dei messaggi a casa importanti.

La posizione di Paolo è stata decisamente più netta:

Per me è assolutamente giusta la squalifica, è giusto condannare quelle frasi lì, perché oggi giorno non si può assolutamente far passare il messaggio che parlare così, in questi termini, possa essere accettabile. Assolutamente no, va condannato e quindi è giustissima la squalifica.

E voi cosa ne pensate invece?

 

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