‘L’Intervista’, Fedez si racconta a 360 gradi da Maurizio Costanzo, dall’adolescenza ribelle al matrimonio con Chiara Ferragni. E a proposito di Rovazzi e J-Ax…

Stefania 18 Settembre, 2018

Fedez, Maurizio Costanzo

C’era molta attesa per il ritorno del talk L’Intervista di Maurizio Costanzo, che ha da poco tagliato un traguardo molto importante (lo scorso 28 agosto ha spento 80 candeline). L’ospite della prima serata è stato il personaggio del momento, Federico Lucia, in arte Fedez, che il primo settembre è convolato a nozze con la fashion blogger Chiara Ferragni.

Durante il faccia a faccia con il giornalista romano, l’artista ha avuto l’opportunità di mettersi completamente a nudo, partendo dalla sua infanzia, di cui si è fatto accenno al suo problema con l’asma, che lo ha portato – a causa dell’assunzione di cortisone – ad aumentare diversi chili, all’adolescenza ribelle, in cui non sono mancate le esperienze, che lo hanno trasformato nell’uomo che è oggi. Inevitabile è stato il riferimento ai suoi innumerevoli tatuaggi.

Il primo tatuaggio l’ho fatto a 14 anni, ma ormai ne ho perso il conto. Non cercare un significato in essi, sono semplicemente delle opere d’arte, a cui ho prestato il corpo. Non ho ancora fatto nulla dedicato a mio figlio Leone. Da piccolo volevo fare il benzinaio o il gelataio, ma onestamente non ne ricordo il motivo. Dalla 3° superiore in poi ho inseguito il sogno di diventare un artista. Se da ragazzo ho avuto brutte frequentazioni? Sì, ma non ho di certo frequentato criminali, ma persone con un’indole diversa dalla mia, sempre nei limiti della legalità.

Alla luce del successo raggiunto, si guarda alle spalle e ripensa a se stesso qualche anno fa e ha un appunto da farsi.

Se incontrassi il Federico di ieri gli direi di farsi meno paranoie. Sono uno che se ne fa tante. Quella più grande è andare indietro, di vendere meno, e so che può accadere. Ho paura di affrontare l’inevitabile che accadrà. Sicuramente sono cambiate molte cose, ma non c’è mai stata la ricerca ossessiva del successo da parte mia. E’ stato più un effetto collaterale. E’ a metà tra ciò che odio e ciò che amo. E’ ciò che avrei voluto essere, ma che da una parte non avrei voluto. Ho sempre avuto le mie idee, cantavo nei centri sociali. Sono diventato ciò che combattevo, infatti, il mio “imborghesimento” artistico mi ha reso un po’ contraddittorio.

Federico non si è mai voluto mostrare per quello che non è, ha sempre tenuto fede ai suoi ideali, per i quali si batte ogni giorno. Questa cosa gli ha inevitabilmente trascinato addosso piogge di critiche, alle quali replica con serenità.  Gli scontri politici con Matteo Salvini e Maurizio Gasparri, le diatribe contro “i figli di” e con i colleghi Marracash e Gue Pequeno, sono solo alcune delle provocazioni in cui è incappato.

Esiste la meritocrazia nella musica, ma a volte mi è capitato di vedere certe persone spingere avanti altre persone. Mi sono sempre scagliato contro “i figli di”. Mi sono fatto da solo e perciò mi vedevo passare avanti persone meno meritevoli solo perché avevano cognomi altisonanti. Ho avuto un sacco di diatribe. La prima volta che la parola rapper è stata nominata in parlamento è stato fatto per me, perché due onorevoli del Partito Democratico mi accusarono di vilipendio, perché presi parte a degli incontri del Movimento Cinque Stelle. Io e Matteo Salvini ce ne siamo dette abbastanza. Lui concluse il dibattito dicendo che suo figlio era stato ad un mio concerto e io gli risposi ironicamente che aveva il nemico in casa. Con Maurizio Gasparri ne ho avuto un sacco di cose da dire. Attraverso i social, lui, che all’epoca era vicepresidente del Senato, una volta insultò una mia fan, perché in sovrappeso, dicendo “più dieta, meno droga”. E’ stato impunito, come succede spesso in Italia, ma per me un vicepresidente del Senato non dovrebbe dire certe cose, io non lo avrei tenute. Ma in generale ne ho fatte tante di querele.

Malgrado abbia sempre raccontato di essersi costruito da solo la strada per il successo, non ha negato l’importanza della sua famiglia nel suo percorso di crescita.

Mio padre era magazziniere, mia madre Tatiana era disoccupata. Lei non ha sempre creduto in me, neanche mio padre, lui ha cominciato a farlo, quando ha visto qualcosa di concreto. Fondamentalmente non ci credevo io, era difficile che loro ci riuscissero. La nostra situazione economica non era delle migliori, se non fossi diventato qualcuno ad oggi non vivremmo nell’agio. Ma ci tengo sempre a ricordare da dove vengo, anche mia madre ci tiene a ricordarmelo. Con i primi soldi ho pagato i nostri debiti e ho offerto a mio padre di pagargli gli ultimi anni di contributi per mandarlo in pensione, ma lui ha rifiutato.  Loro hanno conosciuto la cassa integrazione, e con quei soldi ebbero la brillante idea di comprare un bar, ma era un lavoro che non avevamo mai fatto. In più, lo abbiamo venduto a persone che non ci hanno mai pagato e ci hanno sequestrato la licenza. Da lì le cose sono andate male. Il sostegno di mia madre è stato importante, però all’inizio il mio viaggio è stato molto individuale. Il nostro rapporto è cresciuto nel tempo, ma è ottimo. Siamo con pochi fronzoli, siamo di poche parole ma di tanti fatti. Io e mamma ci diciamo poco ti voglio bene, una volta l’anno nelle varie occasioni e ricorrenze. E’ diventata la mia manager ed è brava, è puntigliosa, come lo sono io.

La sua favola d’amore con la Ferragni fa sognare i milioni e milioni di followers che seguono le loro vicende su Instagram, dove sono molto attivi nel mostrare senza filtri le loro giornate tra lavoro e tante tenerezze. Il 28enne milanese non ha difficoltà nell’esprimere i suoi sentimenti per la donna, che gli ha regalato la gioia più grande: la paternità.

Con Chiara è nato tutto per caso. Stavo lavorando con J-Ax la singolo “Vorrei ma non posto” e siamo partiti dal titolo. Nello scrivere il testo abbozzai delle idee su che argomenti trattare e parlando del web il suo è stato il primo nome che mi è venuto in mente, ma non avevo assolutamente secondi fini. Raviolo è un nomignolo che ci siamo sempre dati. Non so come sia nato. Penso sia stato destino inserirlo nella canzone. Fin dal primo bacio, ci fu da subito un’affinità fuori dal comune. La sensazione era che si trattava di un qualcosa che potesse durare. Lei è bravissima nel suo lavoro. Chiara non è un’imprenditrice del web, è stata nominata da Forbes la donna più influente del mondo. E’ una persona estremamente intelligente ed estremamente positiva. Per me è stata una medicina, perché io sono l’opposto. Sono molto cinico, poco spensierato. Quando c’è da vedere il bicchiere mezzo pieno, io lo vedo mezzo vuoto. Il vuoto ti può trascinare giù, beh, lei è l’opposto. Io sono così, il mio non è un problema, è una condizione. Il giorno prima della proposta (avvenuta il giorno del compleanno della Ferragni durante un concerto all’Arena di Verona, ndr) abbiamo avuto una litigata assurda, e io non sapevo come sarebbe andata. Quando ho fatto la proposta a Chiara eravamo davanti a 13.000 persone. L’ho messa davanti ad una situazione in cui non poteva dire no. I pantaloni in casa li portiamo entrambi. A noi interessa stare bene, se ci fossero conflitti interni e giochi di potere non saremmo qui oggi. Sono un uomo felice in questo momento.

Lo scorso 19 marzo è venuto al mondo Leone Lucia Ferragni, che ha riempito di gioia la sua vita. E’ nato in una clinica di Los Angeles, in modo da acquisire fin da subito la doppia cittadinanza. Nel vedere le immagini del suo bambino, il rapper si è visibilmente commosso, non nascondendo l’amore che prova nei suoi confronti.

E’ la cosa più bella che abbia fatto. Se da grande vorrà seguire la mia strada? Io non sono per inibire o contrastare qualsiasi cosa vorrà fare. Il nome lo aveva scelto Chiara, io optavo per Leonardo. Il giorno del mio compleanno vennero nell’albergo in cui lo festeggiavo Manuel Agnelli e Mika. Chiara era in un’altra stanza, poiché era stanca, allora andai con Mika e Manuel a salutarla. Tra i regali ricevuti, tipico per chi sta per diventare papà, c’era il libro dei nomi. Scherzando Mika mi disse apri a caso il libro e vedi il nome che esce. E’ uscito Leone e allora non ho potuto contrastare il fato. Per ora, Leone ha solo il passaporto americano, ma a breve avrà anche quello italiano. Ha il doppio cognome. E’ giusto. Mi stupisce che negli anni in cui c’è lo sdoganamento della donna, ci si stupisce che una donna voglia dare il cognome a suo figlio.

Purtroppo, non sono mancati in questi cinque mesi gli attacchi ricevuti per la sovraesposizione di Leone sui social. Il rapper ci ha tenuto a chiarire il suo pensiero.

Io e Chiara siamo figli della nostra generazione, facciamo la nostra scelta, che sia opinabile o meno. Mi dispiace che questa cosa sia partita con noi, come se fossimo stati i primi. Noi, a differenza di altri, non abbiamo fatto profili social a nostro figlio per pubblicizzare prodotti. Io non voglio nascondere la gioia più grande della mia vita. Io non voglio blerare mio figlio come se fosse un collaboratore di giustizia.

Anche il suo fatidico giorno è stato macchiato dai commenti negativi di molti, che non hanno apprezzato lo spettacolo messo in mostra liberamente sui social. L’artista, insieme alla sua neo moglie, ha scelto di non vendere l’esclusiva del suo matrimonio a nessuno, ma di avere un canale diretto con i propri sostenitori, che hanno assistito ad ogni momento della cerimonia e del ricevimento, che si è protratto fino a notte fonda, registrando numeri da capogiro.

Per me è stato un giorno incredibile. Mai avrei immaginato il mio matrimonio in quel modo. Io non ho visto l’inferno intorno. Ci tengo a dire una cosa a chi ci ha criticato, noi non abbiamo dato nessuna esclusiva alle emittenti televisive e ai giornali, a differenza di tanti altri che invece lo hanno fatto, perché lo reputavamo giusto così. Non volevamo che i nostri invitati si sentissero vincolati, manco fossero infiltrati della CIA. Se poi ha avuto questa risonanza, bisognerebbe farsi delle domande.

Sul capitolo J-Ax e Fabio Rovazzi, con i quali ha bruscamente interrotto i contatti, nonostante fino a qualche mese fa abbiano lavorato a stretto contatto e intrattenevano un legame di forte amicizia, non ha voluto commentare e alimentare le voci che si inseguono sui maggiori portali di gossip.

Non ho proferito parole riguardo l’argomento e preferisco continuare a dire niente. Puoi stare tutta la serata ad insistere non caverai niente. Io quello che ho da dire non lo dico nelle interviste, lo dico in faccia.

Attualmente è stato confermato come giudice di X Factor, che negli ultimi tempi è stato monopolizzato dallo scandalo delle molestie sessuali che si è riversato su Asia Argento, che ha comportato l’allontanamento di quest’ultima da parte dei vertici Sky nella speranza di salvaguardare i giovani talenti e la trasmissione.

Io sono un promotore del ritorno di Asia. La decisione di Sky è stata fatta a tutela dei ragazzi. Il rischio era che si parlasse di Asia e non dei ragazzi. Ma ora non si parla che di Asia come giudice. Penso che i  concorrenti la richiederanno come giudice.

Che ne pensate delle sue dichiarazioni?

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