Isola 15: l’opinione di Chia sulla semifinale

Chia Giugno 1, 2021

Voi che avete sicuramente più memoria di me ve la ricordate un’edizione di un reality più terrificante di questa Isola 15? Perché io francamente no. Ma volevo accertarmi non fosse per una mera carenza di fosforo, ecco.

Prendete Amici 20, per esempio. Lì almeno hanno aspettato la finalissima per mandare tutto in vacca. Ma fino a quel momento, a parte qualche eliminazione opinabile (che fa parte del gioco), il programma ha tenuto botta egregiamente, miscelando con arguzia il talent col drama. E gli ascolti li hanno premiati.

All’Isola 15 hanno voluto strafare, invece. E a mandare tutto in vacca ci hanno pensato fin dall’inizio.

Negli ultimi tre mesi non c’è stata una cosa che sia andata per il verso giusto. Ma zero proprio. Dalla conduzione di Ilary Blasi, che dopo sei mesi di Affonzo ci sembrava acqua nel deserto e invece si è rivelata un deludente miraggio, al cast che sulla carta non pareva granché ma – se gestito sapientemente – avrebbe potuto regalare parecchie gioie. E invece l’unica cosa che gli autori hanno saputo fare sapientemente è stata tutelare qualcuno di loro a discapito di qualcun altro. Figli e figliastri. In quello effettivamente sono stati quasi eccellenti, sì.

Isola 15: l’opinione di Chia sulla semifinale

E dico ‘quasi‘ perché mi ha fatto cappottare l’intervista a Vera Gemma in cui l’ex naufraga ha dichiarato candidamente come gli autori fossero disperati per la sua dipartita, nonostante avessero fatto di tutto per salvarla. Cioè, al ventordicesimo televoto perso che stranamente non comportava la sua uscita ma giusto un cambio di Playa (mentre altri sono stati rispediti a casa alla prima sconfitta per qualche cavillo no sense inventato ad hoc, citofonare a Fariba Tehrani per conferma) che fosse palesemente protetta era abbastanza evidente. Però mi spezza l’idea che un team di preparatissimi addetti ai lavori non abbia saputo studiarsi niente di meglio di ‘sto ping pong selvaggio di spiagge pur di preservare la propria cocca dall’eliminazione. Senza manco riuscirci, poi.

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Tra l’altro a ben vedere Vera la protezione autorale se la meritava pure, da istigatrice naturale di trash qual è. Roba che ha regalato più dinamiche lei con due interventi dallo studio che Angela Melillo in 70 giorni sull’Isola, per dire. Un potenziale infinito completamente sprecato, il suo. E lo stesso discorso vale per gente come Ubaldo Lanzo e Faribona, per troppo tempo inutilmente separati dal gruppo e assolutamente non valorizzati a dovere quando al gruppo si sono ricongiunti. E dire che ogni volta che aprivano bocca in Palapa scoperchiavano un vaso di Pandora così colmo di disagio che un conduttore capace ci avrebbe costruito sopra pure uno spin-off, tanta ciccia c’era al fuoco. Invece Ilary li azzittiva perché era il momento di un’altra scoppiettante prova ricompensa. Occccchei.

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Tutti i pezzi migliori del cast, da quella mina vagante di Akash Kumar a quella volpina di Elisa Isoardi, se ne sono andati dall’Honduras già da un pezzo. E, puntata dopo puntata, il mio entusiasmo per l’Isola è scemato miseramente. Se ho resistito alla (ridicola) eliminazione della Tehrani (ingiustamente perculata fino alla fine, senza ritegno proprio) era solo perché riponevo le mie ultime speranze in Isolde Kostner, una vera rivelazione in quest’edizione agghiacciante.

A parer mio, una naufraga praticamente perfetta. Tosta nelle prove e collaborativa nella vita sulla spiaggia, se evitava di litigare non era per mantenere un basso profilo e schivare le nomination (come ha fatto qualcun altro, da quelle parti) ma perché – più semplicemente – non gliene sbatteva una mazza di battibeccare per delle stronzate giusto per conquistarsi un’inquadratura in più. E, da campionessa indomita e cazzuta qual è, non si è mai proposta come una gentile fatina dei boschi, anzi. Che avesse una strategia e che la mettesse in pratica l’ha detto davanti a tutti. Siamo pur sempre in un reality, del resto, nessuno è lì a pettinare le bambole. Ma se si è guadagnata tutta la mia stima è perché questa strategia l’ha portata avanti in modo limpido, pulito, senza pugnalare nessuno alle spalle né arruffianarsi concorrenti pur di evitare il televoto.

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E poi, diciamocelo, ma che personaggione è? I daytime l’hanno valorizzata ben poco, per non parlare delle puntate dove nemmeno quando ha fatto quel bellissimo discorso sulla bellezza delle donne le è stato dedicato il giusto spazio. Ma bastava sbirciare qualche Extended Edition su Mediaset Extra per accorgersi di che party girl sotto mentite spoglie fosse. Che non so se ho riso di più a sentirla parlare in napoletano o nel vedere le facce degli altri quando se n’è uscita con “Voi mi vedete qua tutta bella tranquilla, sembro la tipa perfettina… ma tu vieni e facciamo una festa: ti sconvolgerei la vita, non hai idea!“. Un’ICONA totalmente sottovalutata. Ed ennesimo clamorosissimo spreco di questa edizione, manco a dirlo. Ma che non sia arrivata in finale una come lei è VERGOGNOSO, su.

Io avevo resistito giusto per Isolde e – ora che ci hanno ingiustamente privati di lei, ma anche di Miryea Stabile e del povero Roberto Ciufoli – ho deciso che la finale manco me la guardo. Perché a tutto c’è un limite, e in Honduras quel limite l’hanno passato da mo. Ma – schifo per schifo – a ‘sto punto sogno che a contendersi la vittoria finale siano Valentina Persia, Awed e Beatrice Marchetti. Perché non ci sarebbe peggior podio di questo per consacrare un’edizione TOTALLY DEMMMERDA.

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Sono sincera, non so chi fra i tre mi stia più sulle balle. Ma è una bella lotta, quello sì.

Beatrice è una miracolata. Letteralmente. Non tanto perché prima di vederla sbarcare a Cayo Cochinos l’unico che sapeva della sua esistenza era giusto Akash, ma perché è troppo comoda guadagnarsi la simpatia del pubblico stando da sola a intrecciare palme per creare imperdibili bikini, eh. Apprezzabile il suo spirito di adattamento, certo. Ma un reality è fatto di convivenza, battibecchi, alleanze e tradimenti. Troppo facile stare da soli, senza litigare con nessuno ma godendo di tutte le ricompense conquistate dagli altri, e andare avanti nel gioco. Ma io mica me lo sono scordata di quando stava a Playa Reunion a fingere il flirt fake con Awed pur di far parlare di sé, eh. E in mezzo al gruppo era così insopportabile e superflua che non a caso era stata cacciata, sia da loro che dal pubblico. Finché quest’ultimo non si è fatto intortare dalla favoletta dell’eroina solitaria imbastita dagli autori, almeno. E se già era follia che abbia avuto la meglio su Ciufoli, che è stata tanto carina da trattare come un vecchio cogli*nazzo fino alla fine, che una così anonima abbia sconfitto Isolde non lo accetterò mai.

La Persia non la tollero proprio, c’è poco da fa. Tutti a puntare il dito contro Andrea Cerioli, che sicuramente non avrà un caratterino facile, ma lui le sue idee – condivisibili o meno che fossero – le ha sempre portate avanti con coerenza. Senza fingere ripensamenti fake, senza piangersi addosso per recuperare consensi né tanto meno aggiustare il tiro quando si accorge che gli applausi dallo studio stanno diminuendo. Tutte lungimiranti tattiche di Valentina, queste. Pompata da morire, infilata in tutti i daytime (specie quando c’era da descriverla come una piccola fiammiferaia per farle conquistare punti agli occhi del pubblico), protagonista di immancabili clip in ogni puntata e pure avvantaggiata nelle prove (nonostante abbia avuto poi il coraggio di lamentarsene). E tutto questo per favorire una persona talmente piccola da sbraitare con rabbia in faccia ad un’altra che “sei cattiva dentro!“. Per un gioco. Per un cazzo di gioco. Manco Faribona le avesse investito il gatto, tanto livore. C’è talmente tanta frustrazione racchiusa in lei che il culo basso di cui si crucciava ieri mentre si ammirava allo specchio è proprio l’ultimo dei suoi problemi.

Awed, chevvvelodicoafffa, a parer mio in finale manco ci doveva arrivare. Voltafaccia di proporzioni bibliche (non solo in merito al televoto tra Isolde e il buon Matteo Diamante, che l’ha visto cambiare preferenza in base all’interlocutore che aveva di fronte, ma sin dai tempi di Vera Gemma, rinnegata alla velocità della luce non appena si è accorto che la sua amicizia non gli faceva più gioco) e talmente ruffiano e paraculo da allisciarsi pure le palme di Playa Reunion, si è studiato il manuale del perfetto concorrente da reality e – dopo aver provato ad imbastire flirt pure coi lumaconi pur di giocarsi la vantaggiosa carta della ship (peccato gli sia andata male con chiunque) – per tre mesi si è nascosto dietro ai personaggi più forti, senza esporsi mai pur di arrivare più lontano possibile. E ce l’ha fatta, ovviamente. C’è chi è stato fatto passare da 47 televoti pur di riuscire a liberarsene, e chi arriva in finale grazie ad un sondaggio – con voti manco palesi – su Instagram (visto che Ignazio Moser in qualsiasi altro tipo di prova l’avrebbe miseramente stracciato) e qualche secondo in apnea.

Sì, per un’edizione così ridicola, vergognosa e fallimentare questi tre sul podio sarebbero decisamente la ciliegina sulla torta.

E ora se avete una bella serie tv su Netflix da suggerirmi fate pure, lunedì sera avrò un sacco di tempo libero a occhio!

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