Isola 15: l’opinione di Isa sulla finale

Isa Giugno 8, 2021

Devo dire che era da parecchio tempo che non provavo il brivido di guardare una finale di cui non mi importava assolutamente niente. Insomma, tra Gf Vip 5 e Amici 20 ho fatto del tifo spudorato, avevo i miei preferiti, restavo col fiato sospeso al momento dell’esito dei televoti, avevo pure quella certa ansietta che ti piglia quando devi scoprire il podio finale di una competizione che hai seguito per mesi.

Ieri, invece, una calma piatta che non vi dico, una pacchia assoluta, non me ne fregava una mazza di niente e a un certo punto per arrivare a fine serata ho dovuto pure tirare fuori il limoncello fatto in casa da mia suocera (99% alcol 1% limoni).

E sapete da cosa capisco che di questa edizione non mi è importato assolutamente nulla? Dal fatto che sostanzialmente l’unica che secondo me non meritava la vittoria era Beatrice Marchetti perché trovo che i reality siano giochi in cui la difficoltà sta tutta nello stare in gruppo, è in gruppo che viene fuori il carattere, è rapportandosi agli altri, specie in condizioni estreme e di privazione come quelle dell’Isola, che ci si mostra per ciò che si è, e la Marchetti nel poco tempo in cui si è mostrata era stata eliminata in tempi record salvo poi giocare facile nella Playa Imboscatissima dove tra prove che non fai, cibo che ottieni grazie alle prove vinte dagli altri e impossibilità di rapportarsi col gruppo e tirar fuori i carattere avendo solo clip gigione sui costumini di palme, è troppo facile risultare simpatici e avere la strada spianata per la finale, dicevo capisco che di questa edizione non mi è importato nulla proprio perché alla fine per me, chiunque avesse vinto sarebbe andato tutto sommato bene.

Si, magari potevo avere una scala di preferenze, ma poca roba, fondamentalmente uno valeva l’altro. E non c’è di peggio. Cioè se non provo nemmeno antipatia per i concorrenti (manco la Marchetti mi stava antipatica alla fine, avrei trovato ingiusta la sua vittoria per le ragioni espresse poco sopra ma l’antipatia è altro) vuol dire che navighiamo proprio nell’indifferenza più totale. Insomma, avere un super preferito non capita sempre, anzi mi è capitato spesso di non avere preferenze assolute nei reality, ma se non c’è manco quello che proprio ti sta sulle palle, che lo gufi malamente e che se non vince ci godi, vuol dire che davvero l’apatia è totale. E confermo che per me è stato così: apatia e indifferenza totale.

La vittoria di Awed mi sta bene: si, calcolatore, si paraculo, si stratega, ma alla fine è un reality, calcoli e strategie li fanno tutti e se la sua strategia si è rivelata vincente vuol dire che è stata migliore di quella degli altri e meritava di esser premiata.  Certamente a suo favore ha giocato anche il seguito social, ma quella non può comunque essere l’unica motivazione perché la storia dei reality ci insegna che non sempre i followers si traducono in voti se pensate che, ad esempio, Marco Maddaloni ha vinto un’edizione in cui tra Soleil Sorge e Jeremias Rodriguez se i followers fossero stati determinanti non avrebbe avuto mezza chance.

Awed ha vinto perché alla fine nella sua paraculaggine non arriva cattiveria ( parlo per me e, immagino, per il 61% di pubblico che l’ha votato, poi ovvio che ci sarà certamente chi lo ha percepito come la reincarnazione di Belzebù, la pluralità di percezioni è una delle cose più belle dei reality), perché ha un sorriso buono (sempre per la mia percezione e per il 61% di pubblico bla bla) e perché probabilmente dopo averlo visto ridotto a pelle e ossa nel pubblico dello stivale è scattato l’istinto tipico delle nonne italiane, e speriamo tutti che il buon Simone utilizzi i soldi del montepremi esclusivamente per magnare fino a rimettersi in sesto.

Meritato, a mio avviso, anche il secondo posto di Valentina Persia. Lei per larghissimi tratti non mi è piaciuta, l’ho trovata spesso sopra le righe e a volte realmente cattivella (penso al mancato saluto a Fariba Tehrani o alla sua imitazione, assolutamente evitabile), tuttavia è stata una delle poche protagoniste di questa edizione e questo non le può non essere riconosciuto in maniera oggettiva.

Poi, vabbé, io ormai nella vecchiaia sono diventata una mollacciona e se penso al trauma che ha subito per la morte del compagno (e per il modo in cui è morto) e se la vedo interagire col fratello, non riesco a infierire più di tanto su di lei basandomi sulle dinamiche del reality. Valentina, nel bene e nel male, ci ha sempre messo la faccia, si è sempre esposta in prima persona senza bisogno di nascondersi dietro figure più forti come hanno fatto altri (ciao Francesca Lodo, smack), è sempre stata molto attiva nell’organizzazione della vita sull’ Isola, insomma, per me la sua presenza sul podio ci stava tutta. Poi mi ha anche regalato questa gif che conto di utilizzare l’anno prossimo per tutte le puntate di Uomini e Donne in cui si parlerà solo di Gemma quindi thanks Vale.

Terzo posto per Andrea Cerioli. Il Cerio ha davvero un carattere difficile, diciamo pure che ha un carattere di merda. E’ permaloso fino alla nausea, polemico, incazzoso e pure rancoroso. Insomma, non mi sento di provare grande invidia per Arianna Cirrincione che deve combatterci ogni giorno che il Signore fa sorgere il sole sulla terra. Detto questo, però, dietro la scorza che si vede in superficie, c’è una persona molto sensibile, molto complessa, molto cervellotica semplicemente perché alla perenne ricerca di un benessere che probabilmente non sente mai di aver raggiunto appieno.

Dopo tre programmi tv mi sembra di “conoscerlo” sicuramente meglio di altri naufraghi e personalmente al netto dei pregi e dei difetti io ad Andrew voglio un po’ di bene virtuale perché ho sempre percepito in lui molta verità, anche negli eccessi, anche e soprattutto nelle contraddizioni. Sono felice non abbia vinto perché qualora fosse accaduto lo avrebbero sommerso di critiche, medaglia di bronzo, zero polemica e via a strafogarsi di tortellini al ragù. Vai, Andre, vai e mangia che, checché ne dica Ilary Blasi, stavi benissimo anche con le maniglie dell’amore. Remember: uomo di panza uomo di sostanza

Quarto posto per Ignazio Moser. Chi mi legge da tempo sa che non sono una sua fan né una fan della coppia composta da lui e Cecilia Rodriguez. Credo, però, che a lui questa Isola abbia fatto proprio bene. Sono venuti fuori nuovi lati del suo carattere, si è potuto parlare di lui anche fuori dalla storia con Cecilia che a livello di percezione mediatica lo aveva assorbito del tutto, ha mostrato carattere, si è esposto, ha mostrato sensibilità, è stato tenerissimo con il video del padre. Insomma, non sono diventata una moserina ma ho apprezzato, devo dire che ho apprezzato. E ho apprezzato ancora di più quando ieri si è rifiutato di prestarsi al patetico teatrino della proposta di matrimonio da fare i diretta col brillocco honduregno messo sotto la sabbia dagli autori. Ma che roba è? Ma che cringiata assurda è? Grazie Ignazio per non esserti prestato, grazie, grazie, grazie, mi hai proprio guadagnato una carrettata di punti e mi hai risparmiato 5/10 minuti da vivere in apnea per l’imbarazzo

Su Beatrice Marchetti ho già espresso il mio parere, aggiungo solo una sintetica rosicata: sta ragazza è stupenda, bellissima, fisico pazzesco, occhi pazzeschi, lineamenti pazzeschi, che urto quanto la natura si accanisce così in positivo con certa gente

E infine Matteo Diamante. Ecco, tra tutti, posto sempre che per me un vincitore valeva l’altro, avrei avuto un pizzico di piacere in più se avesse vinto lui. Perché ci teneva un sacco, perché è meno conosciuto di altri quindi questa vittoria poteva ‘servirgli’ maggiormente, perché è un ragazzo molto spontaneo e semplice che ha vissuto questa avventura nel modo in cui andrebbe vissuta: dandosi da fare a Cayo Paloma, inserendosi nella vita del gruppo e non tirandosi indietro nelle discussioni. Awed ha fatto sicuramente strategia a scegliere lui per la sfida al televoto, capisco che il papà di Diamante sia nero come la pece, ma alla fine è un gioco e la strategia più furba ha vinto.

Note finalissime:

Ilary Blasi per me bocciata, aspettavamo così tanto il suo ritorno che forse lo abbiamo montato di eccessive aspettative. Ritmo lento, battute sempre uguali, incapacità di esaltare le dinamiche che si creano durante la diretta, attaccamento eccessivo alla scaletta. Insomma, questo lo sapeva fare, e pure meglio, anche la Marcuzzi, da Ilary mi sarei aspettata di più. Delusione

Massimiliano Rosolino per me promosso: non è il suo mestiere e si vede, ma si è prestato con simpatia e umiltà stando al gioco anche quando le battutine nei suoi confronti hanno iniziato ad essere noiose e ripetitive. Una brava persona, una presenza dolce e ‘familiare’, pur con tutte le sue imperfezioni. Lui e Ubaldo Lanzo, poi, ci hanno regalato l’unica vera big ship dell’edizione

Iva Zanicchi ed Elettra Lamborghini non pervenute, vorrei davvero capire il criterio con il quale in quel di Mediaset selezionano gli OPINIONISTI perché onestamente tra Iva ed Elettra ho trovato più interessanti le osservazioni sul programma che mi fa la signora che viene ad aiutarmi a pulire casa il martedì mattina

Tommaso Zorzi unico opinionista che abbia dato delle opinioni e che, almeno nella fase iniziale del reality, ha provato con i suoi interventi a mettere un po’ di pepe nei meccanismi del gioco. Poi a una certa ha perso le speranze pure lui e nelle ultime puntate aveva la stessa faccia mia, ovvero la faccia di chi si stava facendo due coglioni enormi e non vedeva l’ora di infilarsi il pigiama e sotterrarsi dentro sei metri di piumone

Pare che Mediaset abbia già acquistato il format anche per la prossima edizione quindi, insomma, avete un anno di tempo per organizzarvi e fare meglio di quest’anno. Il lato positivo è che fare peggio sarà parecchio difficile.

Anyway per ora capitolo chiuso, ciao. Pippo Bisciglia, vivo aspettando solo te, sento già l’inebriante profumo delle cornazze… i can’t wait!

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