Skam Italia 5, Pietro Turano sbotta contro chi ha ironizzato sul tema del micropene: “Fate tanto i paladini contro gli stereotipi ma poi…”

L’annuncio della tematica della quinta stagione, che riguarderà l’ansia da prestazione di Elia, ha scatenato l’ilarità dei social, e l’attore non ha trattenuto un amaro sfogo

Valeria Agosto 30, 2022

Pietro Turano, interprete di Filippo Sava in Skam Italia, si è pubblicamente scagliato contro chi sta ironizzando sulla scelta della tematica della quinta stagione.

Proprio ieri vi avevamo annunciato del tema importante che verrà affrontato in questa attesissima nuova stagione della serie tv disponibile dal 1 Settembr su Netflix. Elia, il protagonista assoluto, infatti si troverà faccia a faccia con una tematica mai affrontata prima: il suo micropene.

Dopo l’annuncio in questione, sul web non si fa altro che parlare di questa scelta particolare di affrontare un argomento del genere. Molti fan di Skam Italia non hanno affatto gradito la direzione scelta per questa stagione e hanno ironizzato su Twitter scrivendo commenti del genere:

Sono un po’ perplessa, sicuramente è una tematica importante ma forse era meglio trattare altro. (…)

Sperando vivamente che quella tematica sia uno scherzo altrimenti tutta questa drammaticità nel trailer io non me la spiego. (…)

Io che volevo una bella stagione su cui piangere che potesse coinvolgere un tema davvero importante per la società e invece devo vedere un maschio cis etero piangere perché ha il ca**o piccolo. (…)

Questi i numerosi commenti che si sono alternati sul web. Ad intervenire è stato proprio Pietro Turano che attraverso il suo profilo Instagram ha così sbottato:

Fate tanto i paladini e le paladine battagliere contro gli stereotipi, i ruoli dei genere, la cultura machista e ciseteropatriarcale e poi quando scoprite che la serie tratterà di un ragazzo a disagio con il proprio corpo per via delle dimensioni del proprio pene rispetto alle aspettative sociali, sapete solo fare bullismo? (…) Vi sfugge l’associazione convenzionale e tossica su cui si basa tutta una cultura normativa ovvero genere=genitali. E poi: quali si hanno, quali si devono avere, come, di quali dimensioni, la durata, la durezza, la potenza, l’uso… E che su questo si costruiscono e tramandano i ruoli, le norme e i meccanismi di potere.

Poi ancora:

Tutti e tutte sono vittime di ruoli e aspettative sociali e che gli uomini, rispetto alle donne, sono meno consapevoli delle strutture che li opprimono e questo spesso si traduce in repressione e violenza.(…) Parlare di salute sessuale significa parlare anche di uomini che hanno il micropene o che pensano di averlo per via delle pressioni sociali. Ma significa parlare anche di identità, relazioni, benessere fisico/emotivo/psicologico. Significa domandarsi cosa debba significare essere uomini oltre la mascolinità tossica e il body shaming.

Pietro ha anche espresso tutto il suo rammarico nel leggere determinati commenti non proprio carini sulla questione:

Mi ha ferito leggere i Tweet violenti di oggi. C’è un vero tabù su questo e pensate a chi si sente colpito direttamente dalle vostre parole. Però mi conferma che, ancora una volta, abbiamo fatto qualcosa di necessario, forse più che mai. Siamo nel 2022 eppure ancora viviamo in un mondo che ci educa da un lato al pudore e dall’altro al sesso come strumento di potere, violenza, sopraffazione. Anziché al sesso come territorio di piacere, desiderio, relazione, incontro, godimento. Grazie alle sue infinite possibilità e pratiche, ne deriva una gioventù (dati alla mano) frustrata e confusa, repressa e aggressiva. Che non fa sesso o lo fa “male” e soffre. Godetevi Skam Italia 5. Guardate, ascoltate, riflettete, guardatevi allo specchio e amatevi. Abbiamo tanto da imparare, insieme.

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