Tiziano Ferro con una toccante lettera rivela: “Sono stato alcolista, volevo morire”

Martina 15 Ottobre, 2020

Tiziano Ferro

E’ dedicata a Tiziano Ferro la copertina del magazine 7 del Corriere della Sera, disponibile da venerdì 16 ottobre in edicola e in formato digitale. Il cantautore di Latina, sempre poco incline a raccontarsi se non attraverso le sue bellissime canzoni, ha deciso di lasciarsi andare ad un racconto forte, intenso, toccante e coraggioso. Una lettera, scritta proprio da lui, in cui ha raccontato il momento più buio e difficile della sua vita, quello dell’alcolismo.

“Una sera la band mi convinse a bere” – ha esordito il cantante – “E da lì non mi sono fermato più. Bevevo quasi sempre da solo, l’alcol mi dava la forza di non pensare al dolore e alla tristezza, ma mi portava a voler morire sempre più spesso. Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista. L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti”. Un racconto duro, durante il quale il cantautore non ha voluto risparmiarsi: “Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore”.

Un’esperienza difficile, un momento di grande sofferenza, che Tiziano approfondirà nel film-documentario Ferro, disponibile dal 6 novembre (lo stesso giorno in cui uscirà anche esce Accetto miracoli: l’esperienza degli altri, il suo primo album di cover) su Prime Video.

Un documentario dove il cantautore si è messo totalmente a nudo, tirando fuori davvero tutto se stesso: “Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l’unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo”.

Così come nella sua musica, Tiziano – anche in questa lettera così toccante e personale – vuole mandare un messaggio di speranza e di rinascita per aiutare anche chi adesso si trova nella stessa situazione in cui si è trovato lui in passato: “Ho sempre pensato che dietro ogni storia di dolore si nascondessero il privilegio e il dovere morale di poter aiutare qualcun altro. La mia storia me lo insegna e ogni volta che ho consegnato alla gente le mie cicatrici, si sono sempre trasformate in soluzioni. Ferro per me è questo, un altro tassello alla luce dei miei 40 anni. Un po’ storia, un po’ diario, un po’ terapia, un po’ testamento. Di certo celebrazione di un sogno”. Nello stesso giorno, il 6 novembre, uscirà anche l’album “Accetto Miracoli: l’esperienza degli altri” dove l’artista ha reinterpretato 13 brani di autori italiani che con queste canzoni hanno rappresentato “luci piccolissime in fondo al tunnel, risposte, ispirazione, voglia di cambiamento, testardaggine, coraggio, risate, amore”.

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