Tiziano Ferro e Victor Allen, tutte le foto del matrimonio dell’anno!

Di Stefania - 17 luglio 2019 10:07:11

Tiziano Ferro e Victor Allen

“Ho sempre creduto nel vero amore, unico, solo, imperfetto, assoluto. Niente di meno, mai… Ho trascorso la vita a cercare l’amore incondizionato, quello che mi fa tornare bambino… Ho sempre amato il silenzio, adesso ascolto la tua voce nella stanza accanto e mi sento a casa… Siamo io e il mio amore, pronti a cambiare il mondo. Magari non proprio oggi, perché oggi è il nostro giorno”. Tiziano Ferro ha incantato e continua ad incantare il mondo con le sue canzoni, ma questa volta queste parole riguardano semplicemente il giorno più bello della sua vita. Lo scorso 14 luglio ha sposato con rito civile l’imprenditore americano Victor Allen, da tre anni al suo fianco, dopo l’unione già celebrato il 25 giugno in America (QUI vi abbiamo lanciato la notizia).

Nessuno se lo aspettava, l’artista è riuscito a custodire tutto con grande riservatezza per potersi godere al meglio la magia del momento, che promette di non dimenticare per il resto della sua vita. L’unico “invitato” a testimoniare e ad imprimere sulla carta di giornale la loro unione è Vanity Fair, che già nel 2010 ha raccolto un altro tassello importante della vita di Ferro.

Era scritto fin dal loro primo incontro che doveva andare esattamente com’è andata oggi. Come riporta la rivista, il 25 giugno 2016, il 39enne si trovava negli studi della Warner Bros di Los Angeles per girare il videoclip di Valore Assoluto, che doveva diventare – e poi così non è stato più per altri motivi – il primo singolo in uscita dell’album Il mestiere della vita, mentre Allen, nonché vice presidente marketing consumer products agli Studios, era di ritorno da Las Vegas e, nonostante avrebbe voluto tornare direttamente a casa, aveva dimenticato dei documenti importanti in ufficio ed è tornato lì per prenderli. E’ proprio lì che si sono visti per la prima volta. Ha trovato il cantante che girava per i corridoi in cerca di un caffè di Starbucks e subito ha colto l’occasione per un invito: “Qui non c’è, ma se proprio vuoi Starbucks, domani ci andiamo”.

A raccontare il seguito di questa storia è il diretto interessato, che rivela:

Sono tornata a casa con il suo numero di telefono salvato sul cellulare, ho chiamato la mia amica Alessandra e le ho chiesto: “che faccio?”. Mi ha detto:Tiziano, se non vai sei un coglione”. Sono andato. Per la cronaca: poi il video faceva schifo e l’abbiamo buttato via. Valore assoluto non è mai diventato il primo singolo dell’album. A questo destino di cose che dovevano essere e poi non sono state, ne è sfuggita una, ed è stato l’incontro con Victor, che è, invece, diventata la cosa più grande di tutte.

Ed ha poi aggiunto:

Da Starbucks? Macché, non ci siamo più andati. Mi ha portato da Coffee Bean. E lì abbiamo cominciato a parlare, ed era così bello che non siamo riusciti a smettere, e il caffè è diventato una cena. E’ stato alla fine di quella cena che ho saputo tutto. Volevamo pagare tutti e due, io gli ho toccato il braccio per allontanarlo dal conto, ci siamo guardati, lui ha sorriso e, come a volte mi succede, le cose mi sono apparse in tutta la loro evidente chiarezza. Peccato che due giorni dopo io dovessi tornare in Italia: l’ho fatto, ma avevo il magone. Dopo 10 giorni ero di nuovo lì.

Inizialmente, il suo compagno non sapeva nulla del suo mestiere e della fama che ha non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Se sapeva chi fossi? No. Mi aveva chiesto quasi subito che cosa facessi a Los Angeles e gli avevo risposto una cosa vera: scrivo canzoni. Poi una sera – a un mese da quel caffè – mi ha detto che voleva sentire qualcosa di mio. Ho aperto iTunes e lui si è stupito: “Ah, sei su iTunes?”. Allora ho pensato: beh, adesso ti faccio vedere io. E ho sparato un Sere Nere a San Siro. Lui è rimasto molto colpito perché a LA tutti quelli che incontri muoiono dalla voglia di raccontarti che hanno fatto le comparse di spalle in uno spot, si uccidono per dirti che hanno suonato un campanellino nella 14esima traccia di un disco di qualcuno semi famoso. Tutto questo mio understatement l’ha molto intenerito. Nemmeno la mia maestra di canto sa cosa faccio. Non scherzo, vado da lei, che è la figlia di una cantante delle Supremes, e faccio le mie lezioni. Lei mi dice sempre: “Man, you’ve go to sing!”, dice che ho una gran voce, e io non ho mai avuto il coraggio di dirle che sono un cantante.

La convivenza non c’è stata subito, anzi ha raccontato che per due anni hanno vissuto vicinissimi, ma ognuno a casa propria, e che la differenza d’età (che ammonta a quindici anni) non si sente affatto.

Con lui ho capito che la convivenza è la celebrazione di qualcosa che esiste, non una cosa che scopri facendola. Così per un paio di anni abbiamo vissuto vicini, ma ognuno a casa propria. Victor ha 54 anni, diversamente da me ha una vita serena e aperta alle spalle. Sa prendere decisioni sagge. Io sono sempre stato quello che gli americani chiamano old soul, un’anima antica: a 15 anni me ne davano 19 e mentre i miei amici andavano a ballare o nel corso a Latina, io stavo a casa a studiare. Non ero spocchia, era che non mi connettevo. Essere un’anima antica è diventato il mio super potere e ora con Victor non sento nessuna distanza.

Nato da genitori spagnoli e cresciuto con un’educazione europea, Victor è stato accolto con amore dalla sua famiglia e lo stesso trattamento ha ricevuto lui dai suoi genitori.

Gli dico sempre: se noi abbiamo una relazione lo devi a tuo padre e tua madre. Due persone dolcissime che mi hanno accolto e amato subito. E’ molto divertente vedere i triangolari tra mio padre, mia madre e Victor. Sta provando a studiare l’italiano, mio padre parla un pochino di inglese, mia madre zero. Quindi applica una teoria tutta sua: se qualcuno non capisce, tu urla. Io le dico sempre: “mamma è americano, non sordo”. Problemi di comunicazione a parte, non ho mai visto mia madre così di sostegno come ora. Victor le piace perché come lei, è un amante degli animali. E perché un uomo dinamico: di me e dei miei amici dice sempre che siamo troppo musoni.

La proposta di matrimonio è arrivata in un modo del tutto inaspettato nel giorno del suo compleanno (QUI ve ne abbiamo parlato), ma è felice di essere tornato a Latina per un giorno così speciale.

Sono nato e cresciuto qui, e non era per niente cool essere gay. Amo la mia città e il mio Paese, ma è stato difficile. Sono cresciuto sentendomi dire che tutto quello che provavo era sbagliato. La musica mi ha salvato dal degrado che sentivo e vedevo, che non era un degrado materiale, ma spirituale: una morte interiore. Non avevo nemmeno, come hanno tanti, una doppia vita. Il successo mi è scoppiato tra le mani da giovanissimo e io, per onorarlo, ho pensato che ci fossero solo due cose da fare: stare zitto e lavorare. Mi dicevo che il resto sarebbe arrivato. Così ho congelato tutto e un giorno, a 28 anni, non sono più riuscito ad alzarmi dal letto. E’ stato lì che ho cercato aiuto e sono andato da una dottoressa e ci ho lavorato su.

Da lì conosciamo ciò che è successo: il coming out, nel 2010, è stato una vera liberazione e ha potuto cominciare a vivere la sua vita con maggiore serenità per arrivare ad oggi, innamoratissimo di Victor. Prima delle nozze, ha sempre tutelato la sua relazione, ma adesso non può più nascondere una parte così importante della sua vita. Lui c’è ed è destinato a rimanere al suo fianco. La cosa che ama di più di lui? Ecco la sua risposta:

Il fatto che, quando le cose si fanno tumultuose, sa fermare la palla e dire: aspetta, parliamo. Il fatto ce se mi guarda fissare un muro, sa che sono altrove, e gli piaccio anche così. Il fatto che se il muro lo fissa lui, lo guarda e basta. E mi piace anche così.

Vanity Fair ha pubblicato anche due scatti fondamentali del rito civile negli Stati Uniti:

Il settimanale Chi, invece, è riuscito a pizzicare alcuni momenti della cerimonia tenuta a Sabaudia sabato scorso:

Ancora tanti auguri a Tiziano e Victor! E voi cosa ne pensate di questa emozionante intervista?