Al Bano racconta la verità sulla mancata presenza di sua figlia Jasmine Carrisi nel cast del Gf Vip 6

Il cantante ha anche parlato della sua esperienza in corso a Ballando con le Stelle 16

Luisa Novembre 1, 2021

Al Bano ha rilasciato un’intervista a Novella 2000. Il cantante di Cellino San Marco ha raccontato al settimanale come stava affrontando l’avventura di Ballando con le Stelle prima che, nella puntata di sabato scorso, annunciasse il suo momentaneo abbandono del programma. Un ritiro, il suo, che ha inevitabilmente sollevato moltissime polemiche.

Sulla sua scelta di partecipare ad uno show del genere ha dichiarato:

Questa realtà l’ho sempre amata, ma me ne sono sempre tenuto distante. Ognuno conosce le proprie caratteristiche e inclinazioni: io ho sempre scelto di approfondire nel mio ambito. Ma amo la danza. Soprattutto quella che fanno gli altri.

Il cantante ha poi rivelato perché sua figlia Jasmine Carrisi non è diventata una concorrente del Gf Vip 6:

Gliel’hanno chiesto. E l’hanno chiesto anche a me. Ho detto di no perché non credo che sia un contesto adatto a me. Mia figlia ha deciso in autonomia e anche lei ha detto no. Con lei, come con tutti i miei figli, non discuto e nemmeno cerco di orientare le loro scelte. Se sbagliano possono imparare dai loro errori.

Tornando all’esperienza di Ballando, Al Bano aveva affermato di non avvertire nessun senso di responsabilità e di non puntare comunque alla vittoria:

Penso solo a fare bella figura. E la farò. Non partecipo per vincere, anche perché so che c’è gente molto più brava di me. Immagino che mi verranno dedicate tante attenzioni, ma tutti noi in gara abbiamo un ruolo e dobbiamo fare il nostro dovere. Essere qui è un’ulteriore spinta per cancellare il ricordo del Coronavirus che ha condizionato gli ultimi anni di tutti.

Un’esperienza impegnativa, quella nel talent show di Milly Carlucci, anche dal punto di vista fisico. Non a caso Carrisi ha confessato di aver perso qualche chilo:

Dopo i primi giorni di prove ho sentito muscoli che non sapevo di avere. Ma essendo un contadino, mi sono sempre dato da fare e lo sforzo non mi spaventa. L’età è quella che sta nel cervello: quando leggo che sono nato il 20 maggio 1943 e faccio il calcolo di quanti anni ho, grazie a Dio, e ne ho passate nella vita, non me li sento.

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