Televisione

Francesca Brambilla, l’amaro sfogo sulla sua famiglia: “Finché gli servi e ti spennano i soldi sei perfetta, poi…”

La Bona Sorte di Avanti un Altro ha raccontato sui social: “È stato un lungo incubo, ora sono felice di essere la ‘figlia sbagliata’ perché…”

Stefania S 27/04/2026

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Periodo non facile per Francesca Brambilla, salita alla ribalta per la sua partecipazione nel game show Avanti un Altro nei panni de La Bona Sorte.

Negli scorsi mesi la ragazza aveva rilasciato una scioccante intervista al Corriere della Sera nella quale confessava di aver vissuto per anni una relazione tossica (ve ne abbiamo parlato QUI).

La Brambilla è mamma di due bimbe, Amaya e Guadalupe, avute con l’ex compagno che mirava a distruggerla psicologicamente.

L’ex volto di Canale 5 aveva raccontato un drammatico episodio che l’aveva portata a denunciarlo:

Martedì 6 gennaio nella notte mi ha rubato il passaporto di Guadalupe, insinuando che volessi partire con le bambine per una fuga d’amore. Parole sempre dettate dalla sua ossessione e mania di controllo. È uscito di casa dicendo di andare al lavoro, portandosi dietro i suoi effetti più cari che teneva in casa, forse temendo che potessi accorgermi del furto del passaporto e non permettergli più di entrare in casa mia. Nonostante lo avessi avvisato di non tornare, è tornato e mi ha minacciato: mi avrebbe ridato il passaporto se io lo facevo entrare a prendere le sue cose.

Nelle ultime ore Francesca Brambilla ha pubblicato una serie di storie Instagram nelle quali si sfoga riguardo il rapporto complicato con la sua famiglia: “Ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza. E quando ci chiamano “i figli sbagliati”, forse hanno ragione: perché prima o poi i conti si fanno. E non è mai bello quando arriva il momento di guardarli davvero”, ha esordito.

Francesca ha continuato il suo duro sfogo e, senza mezzi termini, ha raccontato il rapporto burrascoso con la sua famiglia. Secondo quanto scritto, i suoi familiari sarebbero colpevoli di averle chiesto un aiuto economico e, quando questo è finito, si sarebbero scontrati con lei:

In questo periodo vengo descritta come un mostro, come la cattiva della situazione, come quella senza cuore. Ma la verità è che per anni sono stata esattamente l’opposto: quella che taceva, sopportava, perdonava e andava avanti. La stupida, la buona, quella che accettava tutto e non diceva mai niente.

Finché servi, finché ti spennano soldi, finché ti cercano solo e solamente quando hanno bisogno di soldi, allora sei la più brava della famiglia, quella perfetta, quella indispensabile, quella senza la quale non si può andare avanti. Ma nel momento in cui smetti di essere utile ai loro interessi e inizi a mettere confini, improvvisamente diventi il mostro, la cattiva, quella da allontanare.

Poi arriva sempre un momento in cui ci si sveglia. Un momento in cui smetti di farti calpestare, di portare pesi che non ti appartengono, di giustificare chi ti ha ferita per una vita intera.

Ci sono persone che, siccome la loro vita è stata piena di amarezza, non accettano che la tua possa essere diversa, migliore. E allora remano contro, manipolano, inventano, distruggono. Anche se si chiamano famiglia.

Lo sfogo di Francesca Brambilla arriva dopo anni di silenzio:

34 anni di silenzi, di ferite, di cose mai dette chiaramente, di cattiveria nascosta dietro sorrisi finti.

Un fratello che invece di chiedere “come stai?” o semplicemente affrontare una conversazione, sceglie di bloccare senza neanche una motivazione. E questo non lo rende solo un codardo, ma rivela perfettamente ciò che è sempre stato.

Una famiglia che forse famiglia non è mai stata, ma solo un lungo incubo.

Oggi però non sono più quella di prima. Oggi ribalto tutto. Oggi ognuno si prende il posto che si è meritato e paga il conto di ciò che ha seminato.

Perché essere buoni con chi non lo merita non è nobiltà, è solo autodistruzione. È arrivato il tempo di essere lucidi, intelligenti e forti. Tutto ciò che ho visto, subito e vissuto non è mai stato dimenticato. È tutto lì, inciso nella memoria, nei dettagli, nelle cicatrici.

Lo sfogo è poi terminato con un’ennesima confessione: “sono felice di essere la figlia sbagliata“.

E sai una cosa? Sono felice di essere la figlia sbagliata. Perché il figlio che per loro è sempre stato quello giusto oggi ha una vita rovinata proprio da quella stessa famiglia che lo ha sempre difeso e protetto. Ed è esattamente ciò che non vorrei mai essere.

Per questo sono felice e fiera di essere la figlia sbagliata. Perché essere sbagliata per certe persone, a volte, significa semplicemente aver scelto di salvarsi.

Ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza. E quando ci chiamano “i figli sbagliati”, forse hanno ragione: perché prima o poi i conti si fanno. E non è mai bello quando arriva il momento di guardarli davvero.

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