Francesco Sarcina torna a parlare del matrimonio con Clizia Incorvaia: “Vivevo una vita dove era tutto basato sui like, a un certo punto…”

Martina 25 Giugno, 2020

Francesco Sarcina - Clizia Incorvaia

Nonostante sia sempre molto restio a parlare della sua vita privata, Francesco Sarcina nel corso dell’intervista ai microfoni de I Lunatici su Rai Radio2 ha parlato non solo di musica e nuovi progetti lavorativi, ma anche di come ha vissuto la quarantena, e di come si è organizzato per rivedere i figli Tobia e Nina:

Tobia, che è quello più grande, sono riuscito a vederlo anche durante la quarantena perché si trovava a Crema, e nonostante la situazione complicata l’ho visto, eravamo vicini. La piccola no, l’ho rivista questa settimana dopo 3 mesi e mezzo, è stato angosciante. Però comunque la vedevo tutti i giorni in videochiamata, la vedevo bene, era in Sicilia con la madre, circondata da persone che le vogliono bene.

Nina è la figlia nata dalla tormentata unione tra il leader de Le Vibrazioni e l’ex gieffina Clizia Incorvaia, che oggi è di nuovo felice vicino al suo Paolo Ciavarro. Un matrimonio e  una separazione di cui Sarcina non ama parlare né sui social né durante le interviste pubbliche, ma a proposito della quale questa volta si è lasciato sfuggire qualcosina in più mentre parlava del suo rapporto con i social:

Io sono un po’ sociopatico. Anzi, social patico. Ho un rapporto di odio amore con i social. Sono un’arma a doppio taglio. Si è creato tutto questo trip dell’avere seguaci. Io faccio musica, vorrei farti entrare nella mia musica, non per forza nei cavoli miei. Però alla gente sui social frega relativamente. Quindi ci dobbiamo adattare, ogni tanto mi piace far vedere i cavoli miei. A volte sì, a volte no. [..] Questa è un’epoca narcisista, tendiamo ad apparire fighi, belli, quando poi hai i like ti senti figo. I like creano dipendenza. Io arrivo da una separazione dovuta in gran parte a questo. Vivevo una vita dove era tutto basato sui like, a un certo punto mi sono rotto le palle. Le foto sono tutte in posa, uguali, un mondo fittizio. Quando vendi dischi, quelli sono like veri.

Più volte accusato di tradimenti da parte dell’ex moglie e di aver utilizzato proprio Instagram per conoscere le sue nuove fiamme, il cantante non ha negato che i social sono decisamente un’arma a doppio taglio che va saputa gestire con cautela:

Proposte indecenti che arrivano sui social? Io l’ormone ce l’ho già scatenato di mio. I social sono un’illusione della realtà. Io sono molto animale da questo punto di vista, ho bisogno di sentire l’odore, l’energia. Non è importante che una donna sia una fotomodella, l’importante è che la persona sia bella dentro. Di proposte indecenti ne arrivano tante, ma bisogna stare molto attenti, è anche pieno di fake. Ormai gli scheletri non sono più nell’armadio, ma negli smartphone.

Infine, a proposito della sua vita privata ha raccontato anche un doloroso aneddoto legato a suo padre, il primo a credere in lui e nel suo talento musicale:

Io sono un romanzo vivente. Mio padre suonava, si è separato da mia madre, girava sempre, andava in giro a suonare. Non vengo da una famiglia benestante, anche se non mi è mai mancato niente. Vivevo in una casa molto piccola, a un certo punto mia madre ha sclerato e si è separata. Quando ho iniziato a fare musica, lei voleva che continuassi a studiare, mio padre invece seguiva le mie orme. Io mi sbattevo, studiavo e lavoravo. Mio padre veniva spesso ai miei concertini, mio padre veniva, faceva anche un po’ broccolone con le tipe, scherzando, in modo pacifico ovviamente, e qui capiamo tante cose, senza entrare troppo nel gossip, capiamo la mia dedizione a scrivere canzoni alle donne. Poi però quando sono riuscito a sfondare con Le Vibrazioni mio padre ha avuto un ictus emorragico che lo ha lasciato paralizzato per dieci anni. Io sono figlio unico, ero da solo, della famiglia nessuno mi ha mai dato una mano, se non un cugino di mio padre di secondo grado, che è stato l’unico ad aiutarmi. Il successo delle Vibrazioni, ma pensando a mio padre ero totalmente sbandato. Ho fatto tanta fatica, avevo una preoccupazione continua. E poi mi è dispiaciuto non potergli dire ‘ehy papà, hai visto che ce l’ho fatta?’. L’ho portato a qualche concerto con la sedia a rotelle, dopo dieci anni è morto.

E voi cosa ne pensate delle sue parole?

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