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Gianmarco Zagato svela alcuni retroscena su The 50 Italia: “Ecco cosa ci avevano chiesto ai provini e cosa hanno tagliato dalle puntate”

Il creator, che ha partecipato insieme a Nicole Pallado, ha confessato: “Ci hanno già chiesto di fare altri due reality ma…”

Carola 14/06/2026

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Tra i protagonisti della prima edizione di The 50 Italia, il reality show che ha visto come protagonisti ben 50 personaggi famosi, tra il mondo del web e della televisione, ci sono stati anche Gianmarco Zagato e Nicole Pallado, creatori del podcast Tavolo Parcheggio e influencer sui social.

Suo suo canale YouTube Gianmarco ha raccontato ciò che è accaduto durante l’esperienza nel reality, tra rapporti con gli altri concorrenti, strategie di gioco, retroscena inediti e aspetti che non aveva preso in considerazione.

Per prima cosa l’influencer ha rivelato che sia a lui che a Nicole è stato chiesto di fare altri reality, ma hanno preferito rifiutare:

Sia a me che a Nicole hanno già chiesto di fare altri reality, almeno altri due. Abbiamo rinunciato all’offerta, ma ne parleremo dopo.

E a chi gli ha chiesto se rifarebbe mai una cosa simile ha risposto:

Questo reality è partito tra me e Nicole proprio con l’idea che, in realtà, non volevamo farlo. Non vi nascondo, e forse ve l’ho già detto diverse volte, che nel corso degli anni è stato chiesto più volte a me singolarmente, a Nicole singolarmente e anche a noi come coppia di partecipare a dei reality. Non sono particolarmente interessato ai reality stile Grande Fratello o Isola dei Famosi. Poi, per carità, mai dire mai: magari un giorno mi vedrete lì e questo video invecchierà malissimo. Però, ad oggi, ho sempre visto i reality come un contesto in cui andare a raccontarmi e a raccontare me stesso a un pubblico molto più vasto. Chissà quante persone che mi hanno visto su The 50 Prime Video non avevano la minima idea di chi fossi. Quindi nuove persone mi hanno conosciuto e magari gli sto sulle scatole, oppure magari gli piaccio.

Quando The 50 è stato proposto a me e Nicole, tra l’altro, non sapevamo nemmeno che si chiamasse così. Aveva un altro nome, qualcosa tipo “The Social Project”. Quindi non sapevamo esattamente cosa fosse. Ci avevano detto soltanto che sarebbe durato poco: massimo otto o dieci giorni. E allora ci siamo detti: forse questo possiamo farlo. Tra l’altro non ci avevano spiegato cosa avremmo dovuto fare, quanti concorrenti ci sarebbero stati o dove saremmo andati. Non sapevamo assolutamente niente. Io e Nicole ci siamo chiesti più e più volte se volevamo partecipare oppure no. Da una parte ci attirava l’esperienza in sé: fare qualcosa di diverso, di divertente e soprattutto insieme. Dall’altra continuavamo a domandarci se sarebbe stato utile per la nostra carriera.

Alla fine sapete perché siamo andati? Perché ci siamo detti: “Sai che c’è? Al massimo ci facciamo otto giorni senza cellulare, ci divertiamo e la viviamo quasi come una vacanza.” Se fosse stato solo per i soldi, vi dirò che il compenso era buono, per carità. Ma non siamo andati per quello. Siamo andati per vivere un’esperienza diversa dal solito. Altro scoop: fino all’ultimo, sia io che Nicole non eravamo sicurissimi di partecipare. E quando dico “fino all’ultimo”, intendo davvero pochi giorni prima della partenza. Continuavamo a dirci: “Boh, forse non andiamo…”

Poi però siamo andati. E vi dirò: sì, lo rifarei. Ne abbiamo parlato tante volte io e Nicole. Se dovessi rifare un programma come The 50, o comunque un reality così breve, lo rifarei senza problemi. È stata un’esperienza piena di emozioni, davvero tante. Sapete quando sentite dire in televisione che lì dentro è tutto amplificato? È vero. Le emozioni che ho vissuto lì erano estreme. L’ansia durante le sfide era estrema. I giochi li vivevo come una questione di vita o di morte. Andare in nomination era un’agitazione enorme.

Per fortuna io e Nicole ci siamo finiti poche volte, credo due. Però quelle poche volte le abbiamo vissute malissimo. Nicole diceva spesso una frase che rende perfettamente l’idea: “Nella mia testa chi viene eliminato muore.” Perché, in effetti, era così. Non avevamo telefoni, non avevamo contatti con l’esterno. Quando una persona veniva eliminata, spariva letteralmente dalla tua vita. Non potevi scriverle un messaggio. Non potevi sapere come stesse. E secondo me questa cosa si percepisce anche guardando il programma. Quando qualcuno veniva eliminato, molte persone piangevano davvero. Non era recitazione. Era tutto molto reale.

Mentre sull’arrivo al castello e i primi rapporti con gli altri concorrenti ha aggiunto:

È stato molto forte vivere tutto questo insieme. A tratti è stato anche complicato. Quando siamo arrivati al castello, io e Nicole eravamo in auto insieme a Matteo Diamante, una ragazza di 0nlyfans e Jenny di Temptation Island. Forse ve la ricordate perché era venuta a Tavolo Parcheggio e c’era stato un mezzo scandalo: durante tutta la puntata mi aveva praticamente dato le spalle. Per forza di cose abbiamo iniziato a parlare e Jenny è stata molto carina. Si è scusata per quello che era successo e mi ha detto che le era dispiaciuto per le cose che erano state dette sul suo conto e che non aveva mai avuto intenzione di mancarmi di rispetto.

Quando una persona ti dice sinceramente “Mi dispiace, ho sbagliato”, secondo me le scuse vanno accettate. È stato un gesto che ho apprezzato. Non so se la produzione si aspettasse che io e Jenny discutessimo. Non credo. Durante i provini ci avevano chiesto se avessimo conti in sospeso con qualcuno e io avevo risposto di no. Per me quella situazione non era certo un conto in sospeso.

E ancora:

Secondo me speravano di vedere qualche dinamica anche tra noi e il Musazzi. Per chi non lo sapesse, c’era stata una situazione particolare tra lui e Nicole. Il Musazzi realizza contenuti in cui prende in giro influencer e creator per le sciocchezze che dicono online. A me ha sempre fatto ridere. Tempo prima, però, aveva organizzato con i suoi follower quella che aveva chiamato “la notte degli unfollow”, invitando tutti a smettere di seguire un influencer.

Il primo nome scelto era stato proprio Nicole Pallado. Nicole ci era rimasta molto male perché lo seguiva da tempo e apprezzava i suoi contenuti. Diceva sempre che riusciva a farla ridere anche quando prendeva in giro lei. Quando aveva fatto quella cosa, però, ci era rimasta davvero male. Io continuo a pensare che, in fondo, il Musazzi l’avesse fatto anche per attirare la sua attenzione. Secondo me Nicole gli piaceva un po’, ma non lo voleva ammettere. Il problema è che a Nicole non puoi pestare i piedi. Infatti gli aveva chiesto un risarcimento da trentamila euro.

Quando siamo arrivati al castello e l’abbiamo visto, io sono andato subito da lui dicendogli: “Ah però, chi c’è qua?” Abbiamo iniziato a parlare e nel giro di pochissimo tempo ci siamo trovati bene. La verità è che non siamo riusciti a litigare con lui, così come non siamo riusciti a litigare praticamente con nessuno. Non siamo persone litigiose. Molto spesso nei reality si litiga per questioni davvero minime: un cuscino spostato, delle scarpe messe nel posto sbagliato o altre sciocchezze. Io mi considero una persona abbastanza ragionevole. Se arrivo al punto di scherzare con te sulla diffida di Nicole e sulla notte degli unfollow, significa che per me quella situazione è già diventata una cosa su cui ridere. Così, nel giro di poco tempo, abbiamo fatto amicizia.

Zagato ha anche svelato se si è mai pentito di qualcosa che ha detto davanti alle telecamere:

Onestamente no. Io e Nicole ci siamo dati una regola molto semplice: “Comportiamoci in modo che, quando riguarderemo queste immagini, non dovremo vergognarci di nulla.” Abbiamo cercato di agire sempre con rispetto verso noi stessi e verso gli altri. Questo non significa che non mi sia mai venuta voglia di giocare davvero. Anzi. In alcuni momenti mi è venuta la tentazione di utilizzare strategie che avrebbero potuto favorirmi nel gioco. Uno degli esempi più evidenti riguarda Helena Prestes. Io non la conoscevo prima del programma. La sua stanza era accanto alla nostra e condividevamo una zona dedicata al trucco e alla preparazione. Io, Nicole, Helena e anche Shaila passavamo molto tempo lì. Quando non c’erano prove o registrazioni ci ritrovavamo a chiacchierare, raccontarci le nostre vite e prepararci insieme. Con il tempo si era creato un rapporto molto bello.

Ricordo anche una lunga conversazione con Shaila. A un certo punto mi chiese: “Ma voi due siete davvero così o fate finta di essere un po’ ingenui per nascondere una strategia?” Io le risposi sinceramente: “Shaila, posso dirti una cosa? A me non interessa nulla di tutta questa strategia. Io sono qui per divertirmi.” E lo pensavo davvero. Arrivò poi una votazione in cui molti volevano eliminare Helena perché era considerata una concorrente molto forte.

Ricordo che Nicole mi disse: “Io ho paura di giocare contro di lei.” E aveva ragione. Anche io pensavo che nelle prove avrebbe potuto batterci. Però continuavo a chiedermi una cosa: “Mi renderebbe davvero orgoglioso votarla dopo il rapporto che abbiamo costruito?” Più ci pensavo e più la risposta era no. Così io e Nicole decidemmo di non votarla. Sono convinto che quella scelta abbia fatto la differenza e che Helena si sia salvata anche grazie a noi. La cosa più assurda è che subito dopo lei venne da noi e ci disse: “Voi mi avete votata, vero?”.

Ci aveva osservati mentre parlavamo prima di votare e pensava che stessimo decidendo di eliminarla. Le risposi: “No, Helena. Se non ti fidi lo capisco, ma non ti abbiamo votata.” Ed era la verità. Successivamente, quando siamo tornati in stanza, Helena ci aveva lasciato un messaggio per ringraziarci delle conversazioni e del rapporto che si era creato. Quando l’ho letto ho avuto i brividi. Mi sono detto che, se l’avessi eliminata e poi avessi trovato quel messaggio, mi sarei sentito una persona orribile. In quel momento ho avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta.

E a chi si è chiesto se sia tutto reale ha replicato:

Questa è una domanda che mi avete fatto tantissimo. La risposta è sì. O meglio: tutto quello che avete visto succedeva davvero. Non c’era nessuno della produzione che ci diceva cosa fare o cosa dire. Sicuramente potevano indirizzarci verso determinate attività o situazioni, ma non è mai successo che qualcuno dicesse: “Tu adesso vai a litigare con quella persona” oppure “Tu fai questa scenata”. Assolutamente no.

Anzi, secondo me la produzione ha fatto un ottimo lavoro nel creare le condizioni perché si sviluppassero certe dinamiche, lasciando però che fossero le persone a determinarne l’esito. Per esempio, quando sono state assegnate le stanze, io e Nicole siamo finiti insieme a Federico Fashion Style, Floriana, Francesca Cipriani e altri concorrenti. Credo che quella scelta fosse stata fatta apposta per creare un po’ di caos. E infatti la prima notte è stata un disastro. Floriana e Federico hanno fatto un casino incredibile. Ridevano, urlavano, scherzavano continuamente. Il problema è che noi arrivavamo da una giornata devastante.

Eravamo svegli da ore impossibili, avevamo registrato sotto il sole, eravamo esausti. Io quella notte ero talmente arrabbiato che, quando mi sono svegliato, ho detto apertamente: “Vi mando tutti in nomination.” Lo dissi indicando Floriana, Federico e persino Lucky John. Poi, ovviamente, mi sono subito reso conto che Lucky John non aveva fatto assolutamente nulla. Poverino, stava semplicemente dormendo. Infatti gli chiesi scusa perché in quel momento ero completamente confuso e non riuscivo a capire chi stesse facendo tutto quel baccano.

Con Floriana, invece, ebbi una discussione. Devo dire che lei si è scusata più volte e io ho accettato le sue scuse. Però le dissi chiaramente che quella notte mi era sembrata una mancanza di rispetto nei confronti di chi voleva semplicemente riposare. Questo non significa che non mi facesse ridere. Anzi. Floriana era uno dei personaggi più divertenti del castello. Continuava a chiamarmi “Marchesino” e sosteneva che avessi delle vibes da nobile. Mi faceva ridere continuamente. Però, quando è finita a rischio eliminazione, l’ho comunque votata. Perché sono coerente.

Gianmarco ha anche spiegato cosa pensa del vincitore:

Matteo Diamante ha vinto il reality. Personalmente ero convinto che avrebbe vinto Helena. Ne ero quasi certo. Detto questo, Matteo è stato un concorrente bravissimo. Soprattutto è una persona che ha una storia incredibile alle spalle. Durante il programma mi ha raccontato episodi della sua vita che non conoscevo e che mi hanno colpito moltissimo. Ha avuto momenti di grandissima crescita e altri estremamente difficili. Sarebbe bellissimo averlo un giorno a Tavolo Parcheggio per parlarne.

L’unica situazione che non mi è piaciuta particolarmente è stata la discussione con il Defe. Per chi non l’avesse vista, il Defe arrivò in ritardo a una prova e questo causò una penalizzazione per tutto il gruppo. Matteo si arrabbiò molto. Io, però, conoscevo anche l’altra faccia della situazione. Il Defe è una persona che racconta apertamente di avere delle difficoltà e non lo dico per sminuirlo, anzi. Lui stesso ne parla tranquillamente. Dopo quella discussione parlai con Matteo e gli dissi che, pur comprendendo il suo punto di vista, bisognava anche considerare che non tutte le persone partono dalle stesse condizioni.

A volte esistono limiti, difficoltà o fragilità che vanno oltre il gioco. Certo, c’era di mezzo il montepremi destinato ai follower. Però io ho sempre avuto la sensazione che, in un modo o nell’altro, la produzione avrebbe comunque fatto arrivare il premio alla cifra finale prevista. A un certo punto le prove erano diventate talmente semplici che sembravano costruite apposta per aumentare il montepremi. All’inizio c’erano prove fisiche complicate. Verso la fine sembrava quasi: “Se riuscite a dire l’alfabeto in ordine, guadagnate altri soldi.” Era evidente che si stesse cercando di far salire il totale.

L’influencer ha proseguito raccontando alcune dinamiche che si sono verificate nel castello:

C’erano comunque personaggi molto forti all’interno del cast. Per esempio, devo dire che Eva Grimaldi e la moglie Imma Battaglia sono state per me una grande sorpresa, in senso non del tutto positivo. Ho percepito in alcuni momenti un atteggiamento di superiorità nei confronti di altri concorrenti. In particolare, quando Imma è andata a rischio eliminazione, ho visto delle dinamiche un po’ tese anche nel modo in cui cercava di influenzare le votazioni per salvarla. In alcune situazioni, però, il modo in cui si rapportavano agli altri concorrenti mi è sembrato poco rispettoso. Questo ha creato anche discussioni e tensioni nel gruppo.

Quando poi Imma è stata eliminata, ha fatto una dichiarazione del tipo che quello non era un ambiente per lei, che non era “a quel livello”, lasciando intendere una certa distanza dagli altri. Io non credo che sia necessario ribadire continuamente la propria superiorità rispetto agli altri. Anzi, spesso è proprio il contrario: più lo fai, meno trasmetti davvero quella sicurezza. Detto questo, all’interno di un reality le emozioni sono amplificate. E infatti so anche che, fuori dal programma, alcune persone hanno rivisto certe cose con più lucidità. So ad esempio che Eva Grimaldi ha poi fatto delle scuse pubbliche per alcune frasi dette durante momenti di forte tensione. Sono cose che possono succedere quando si vive un contesto così intenso.

E sul rapporto tra i concorrenti ha rivelato:

In generale, tra i 50 concorrenti si sono creati gruppi abbastanza definiti. Ed è normale: quando hai così tante persone insieme, non è possibile che tutti abbiano lo stesso legame. Molti si conoscevano già tra loro, altri avevano esperienze completamente diverse. Era inevitabile che si formassero gruppi più affini per età, interessi e modo di vivere. Io, per esempio, avevo poche cose in comune con alcuni concorrenti più grandi. Le conversazioni erano spesso cordiali, ma abbastanza superficiali. Con altri invece si creavano rapporti molto più naturali. Nonostante questo, l’obiettivo generale era comunque mantenere un clima il più possibile sereno. Anche se, ovviamente, le discussioni e le litigate non mancavano.

Gianmarco ha anche svelato come è stato rimanere senza telefono:

Una delle cose più difficili è stata sicuramente la mancanza del telefono. Non averlo a disposizione per tutto il tempo è stato molto complicato. All’inizio sembrava quasi una sfida gestibile, ma col passare dei giorni diventava sempre più difficile. Io, personalmente, arrivavo anche a chiedere in confessionale di avere una prova in cui poter usare il telefono per qualche minuto. Era diventata quasi un’ossessione. Avevo addirittura iniziato a pensare ai biglietti di un concerto che stavano uscendo in quel periodo, e non potevo controllare nulla. C’è stato anche un momento in cui ho girato per il castello cercando letteralmente un telefono nascosto. Col senno di poi sembra assurdo, ma lì dentro la percezione della realtà cambia completamente.

E sulle scene tagliate e momenti non mostrati ha fatto delle confessioni:

Ci sono state anche molte cose che non sono state mostrate. Per esempio, alcune stanze e dinamiche legate a premi speciali non sono finite nel montaggio finale. Una di queste riguardava una stanza assegnata come premio ad alcuni concorrenti, che era molto particolare e che non è stata mai mostrata in puntata. In generale, molte situazioni sono rimaste fuori dal racconto televisivo. Non perché non fossero interessanti, ma semplicemente perché non tutto può entrare nel montaggio.

Mentre per quanto riguarda la convivenza e le difficoltà quotidiane ha precisato:

La convivenza, per me, è stata una delle parti più difficili dell’esperienza. Non tanto per le persone in sé, ma proprio per il contesto. Stare in 50 in un ambiente chiuso cambia completamente il modo in cui vivi le giornate. All’inizio, lo dicevo spesso anche in modo molto diretto: volevo “svuotare la stanza”, cioè eliminare persone dalla mia camera semplicemente per avere più spazio e più tranquillità. Il problema principale era la gestione degli spazi comuni, soprattutto il bagno. Con così tante persone era difficile mantenere ordine e pulizia costante. E io su queste cose sono abbastanza sensibile: mi dà fastidio il caos, soprattutto quando condivido gli spazi. Non è una cosa contro qualcuno in particolare, è proprio un mio limite personale. Per questo, a tratti, diventavo anche molto insofferente. E infatti ho sempre detto che i reality lunghi non fanno per me. Qualche giorno o una settimana la posso gestire, ma mesi interi no.

Gianmarco ha parlato anche del rapporto con il gioco e la strategia:

Una cosa interessante è che, nonostante fossi dentro un reality, io non ho mai vissuto davvero tutto come un “gioco strategico”. Per me era più una situazione reale che uno schema da manipolare. Questo mi ha portato a volte a non entrare pienamente nelle dinamiche di strategia o confronto. E probabilmente questo ha influito anche su come sono stato percepito nel montaggio finale. A volte avevo la sensazione che alcune parti mie e di Nicole non venissero valorizzate, semplicemente perché non rientravano nella narrazione più “forte”. Ma allo stesso tempo capisco che in un programma televisivo è normale costruire una storia e dare spazio a ciò che crea più dinamica.

Uno dei momenti più difficili è stato il sacrificio di Nicole:

Una delle parti più intense è stata sicuramente il sacrificio finale di Nicole. Quando è successo, per me è stato un momento molto difficile da gestire emotivamente. Nonostante sapessi razionalmente che l’avrei rivista, in quel contesto la percezione era completamente diversa. Nel reality tutto viene amplificato: le emozioni, le paure, la sensazione di perdita. Quando Nicole ha deciso di autoeliminarsi per salvare il percorso, ho vissuto quella scelta come qualcosa di molto più grande di quanto fosse nella realtà. Per me era come se fosse una separazione definitiva, nonostante non lo fosse. È difficile da spiegare se non lo si vive. In quel momento si spezza una sorta di equilibrio mentale che ti sei costruito nei giorni precedenti. E tutto diventa più fragile.

Il nostro rapporto all’interno del programma è stato una delle cose più solide dell’intera esperienza. Abbiamo sempre cercato di rimanere coerenti con noi stessi, anche quando sarebbe stato più facile adattarsi a dinamiche diverse. Ci siamo sostenuti a vicenda praticamente in ogni momento. E credo che questo si sia visto anche dall’esterno. Non siamo mai entrati davvero in dinamiche di conflitto pesante con altri concorrenti, proprio perché non era nel nostro modo di essere.

Zagato ha quindi concluso con una riflessione sull’esperienza vissuta:

Ripensandoci oggi, credo che il bilancio sia assolutamente positivo. Nonostante le difficoltà, lo stress e i momenti complicati, è stata un’esperienza che mi ha fatto conoscere meglio me stesso. Ho capito quali situazioni riesco a gestire e quali invece mi mettono più in difficoltà. E soprattutto ho capito che, anche in un contesto così particolare, resto comunque una persona molto legata alla realtà più che al “gioco”. Se lo rifarei? Sì, ma solo in versioni brevi come questa. Esperienze lunghe, tipo mesi, non credo siano adatte a me. Ma questo reality, nel complesso, è stato un’esperienza intensa, vera e sicuramente unica.

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