‘Grande Fratello Vip 4’: l’opinione di Isa sulla terza puntata

16 Gennaio, 2020 di Isa

Grande Fratello Vip 4

Ma ragazzi, ma qui stiamo impazzendo tutti? C’è un raptus di follia collettiva e nessuno mi aveva avvisata? Oppure è tutto uno scherzo in cui a me è sfuggita la parte in cui si ride? No, perché io NON CI CREDO, io NON VOGLIO CREDERE, io NON VOGLIO MANCO LONTANAMENTE PENSARE CHE SIA VERO che Alfonso Signorini all’interno di uno dei programmi più trash (e oggettivamente meno edificanti per l’umanità) del mondo come il Grande Fratello abbia DAVVERO proposto che delle donne che hanno subito il dramma profondo e lacerante della violenza sui propri corpi e nella propria anima, debbano star lì a raccontarlo a Salvo Veneziano, Pasquale Laricchia, Patrick Pugliese e all’Ottusangolo con di contorno i commenti di Pupo e Wanda Nara.

Cioè ma davvero facciamo? Ma davvero, davvero? Ma io non ci credo che un conduttore con diversa esperienza nel settore della comunicazione e tutta una schiera di autori siano davvero riusciti a partorire questa minchiata e a proporla in diretta senza provare imbarazzo.

Parliamoci chiaro, Salvo Veneziano ha sbagliato, è stata giustissima la sua espulsione e sono state dovute le sue scuse. Ma basta. Stop. Finisce qui. Del resto, insomma, penso fosse palese agli occhi di tutti che le parole di Veneziano non fossero frutto di alcun tipo di intento violento quanto, piuttosto, frutto di ignoranza. Ignoranza nel modo di esprimersi, ignoranza (e cafonaggine) nel modo di scherzare, ignoranza nel non rendersi conto del peso delle parole che si usano. Ha sbagliato, si è scusato, è stato espulso dal gioco. La storia doveva finire qui. E invece non solo non è finita lì, ma Signorini ci ha ricamato per tutta la puntata nel modo più ipocrita e populista possibile nonché mortificante per il vero dramma della violenza sulle donne.

Ma ci rendiamo conto che siamo a arrivati a proporre una roba molto simile a quelle che nel nostro codice penale vengono considerate come ‘pene alternative alla detenzione’ per uno che ha fatto delle battute sgradevoli al Grande Fratello Vip e per altri tre colpevoli di non averlo fustigato a favore di telecamera? Ma scherziamo? E menomale che ‘questo non è un processo‘, Alfò, ammazza, le pene vengono emesse prima da te su Canale 5 che in qualunque aula di tribunale italiana.

Che adesso visto che questa ipocrisia dilagante mi ha davvero sfrantumato le palle che non ho, io ve la dico tutta, chi mi vuol capire mi capisca chi non mi vuol capire mi consideri ‘kattivaaa a FaVoRe dElLa ViOlEnZa!11!!‘. Situazione conviviale, si ride, si scherza, si fanno delle battute: se anche una persona fa delle battute che reputiamo sgradevoli, ma ovviamente ci rendiamo conto che non ci sono reali intenti cattivi dietro, ma alzi la mano chi cavolo si mette lì a dire ‘Eh, no, scusa, ma questa battuta non posso accettarla perché bla bla bla‘… ma chi lo farebbe, ma dai, ma non prendiamoci per il c*ulo. Io probabilmente al posto di Pugliese, Laricchia e Sergio Volpini avrei fatto lo stesso: o una risata finta, o una espressione fintamente accondiscendente o al massimo lo avrei ignorato. Di certo non mi sarei messa lì a fare il sermone moralizzatore.

E noi per tre tizi che si sono limitati a non fare la rivoluzione armata di fronte a delle evidenti battute (per quanto sgradevoli, grottesche e certamente meritevoli di espulsione da un reality show) proponiamo delle sedute di ‘dialogo con le donne vittime di violenza’ facendoli così passare, nemmeno troppo indirettamente, come dei potenziali uomini violenti? Ma scherziamo davvero? Ma i reality show facessero i reality show. Se ritenete che anche ‘sti tre abbiano sbagliato li buttate fuori dal programma e ciao, ma, santoddio, lasciate stare le donne che con gli uomini violenti ci hanno avuto a che fare davvero e che non si meritano di essere strumentalizzate in maniera così becera da un programma televisivo di quarta categoria.

Infine, e poi chiudo l’argomento, sentire questo moralismo spicciolo dallo stesso Alfonso che rideva quando nel suo programma si dava della ‘feccia umana‘ alla De Lellis o che sul suo settimanale ha fatto uscire delle foto in cui una donna viene paparazzata mentre lecca un cono gelato e il titolo fa una chiarissima allusione a sfondo sessuale su quanto ‘ci sappia fare bene‘, è quantomai patetico.

Per il resto la puntata (che negli ascolti ha sicuramente giovato di tutto il clamore mediatico generato dal ‘caso Veneziano‘) mi è sembrata complessivamente sottotono, se non altro perché realmente questo Gf Vip durante il live regala un sacco di spunti, è interessante da vedere e ci si potrebbe far salotto per ore, il problema è che tutti gli spunti interessanti durante la prima serata non vengono minimamente approfonditi e piuttosto si preferisce dar spazio a Paola Caruso che, serpentello munita, ci regala l’ennesimo siparietto inutile che le servirà per assicurarsi le prossime 20 puntate di Domenica Live e le prossime 15 di Live – Non è la D’Urso. Mamma mia, ragà, trovate un lavoro alla Caruso, vi prego, perché gnafaccio più. Trovatele un lavoro o un marito milionario ma, vi prego, basta con Paola Caruso. Io piena proprio a tappo di Paola Caruso.

Che il cast sia potenzialmente esplosivo lo si è notato anche dal momento delle nomination palesi in cui ci mancava poco che le donne iniziassero a lanciarsi i tacchi 12 in fronte e a strapparsi il semipermanente dalle unghie. Tutte odiano tutte e se lo dicono in faccia, roba che con degli autori seri il programma andrebbe avanti da solo senza manco bisogno di scaletta perché le dinamiche fioccano senza sosta. Anzi, direi che ci vuole proprio una certa abilità al contrario per riuscire a tirar fuori delle puntate così mosce nonostante il materiale umano a disposizione.

Nominati della settimana: Elisa De Panicis e Andrea Montovoli. Io, manco a dirvelo, salvo senzadubbiamente Montovoli. In primis perché penso che la De Panicis in questi pochi giorni si sia già sparata tutte le cartucce a sua disposizione, abbia già esaurito la sua utilità e farebbe meglio a tornare dal padre settantenne che la guarda con angoscia, in secondo luogo perché confido nel fatto che Andrea stia ancora studiando la situazione e prendendo le misure ma, una volta sciolto, possa regalarci delle gioie. Infine, ma non meno importante, c’è una ragione più filosofica e antropologica che mi spinge e sostenere la permanenza, senza se e senza ma, di Montovoli: