Matrimonio a prima vista 11, il commento di Marco Rompietti e Cecilia De Stefanis sulla quinta puntata

Chia Ottobre 12, 2023

Matrimonio a prima vista 11, il commento di Marco Rompietti e Cecilia De Stefanis sulla quinta puntata

Su Real Time è andata in onda la quinta puntata dell’undicesima edizione di Matrimonio a prima vista. A commentarla insieme a noi ci sono Marco Rompietti e Cecilia De Stefanis, protagonisti della quarta stagione del format.

A seguire eccovi l’opinione di Marco, a cui faranno seguito le pagelle di Cecilia sui protagonisti del programma, mentre in fondo all’articolo trovate il video commento “a caldo” di Marco, disponibile anche sul suo canale YouTube.

Questa puntata sancisce un aspetto: “tendenzialmente” una coppia è già naufragata ed è quella targata Juanchi Sanchez e Gianna Di Rosa.

Partiamo dal fatto che mi fa sorridere il numero spropositato di volte che Juanchi usa la parola “tendenzialmente” (ma lo dico per ridere, intendiamoci! All’atto pratico non c’è niente di male, solo che ormai è diventato un mezzo tormentone sui miei video YouTube). Ma al di là di questo, la coppia non va e come dico sempre, in Matrimonio a prima vista quando la luna di miele va male male male è quasi impossibile raddrizzare il tiro. Se non scatta l’idillio in quel contesto la fase successiva è assai difficile.

Gianna vede Juanchi falso (ha usato lei queste parole) e, nonostante i tentativi intermediari di Andrea Favaretto, nonostante lui con i fatti sembra provare a fare qualcosa, nulla funziona. Qui, come vi ho detto la scorsa settimana, mi sento di comprendere maggiormente lei che invece ad una vista più superficiale può apparire come la pesantona di turno.

Intendiamoci: Gianna probabilmente talvolta è fin troppo prepotente (verbalmente) nel modo di incalzare il marito, ma da lui non ci sono mai reazioni, sembra un bel contenitore “vuoto”. Juanchi non dice mai frasi sbagliate (oltre l’eccessivo uso di “tendenzialmente”) ma nulla di ciò che dice è impattante per la crescita del rapporto. Sembra più una bella statuina che non una persona che crede e vuole cercare di lavorare nel proprio percorso.

Ecco, in tal senso, l’esempio perfetto continuano ad esserlo Alessandro D’Agate e Valentina Mangili, due che con le parole (per alcuni forse anche troppe parole, per me no) hanno saputo gettare le basi per provare a costruire qualcosa. Non mancano nubi all’orizzonte per i due, soprattutto nella diversa prospettiva legata all’esperimento (Alessandro già si fa domande sulla scelta, Valentina vive alla giornata: io propendo concettualmente molto più per lei, sotto questo aspetto, ma è un’altra storia). Per il resto l’impatto dei due nella vita di lei sembra sia iniziato benissimo: si cercano, c’è contatto, c’è voglia di stare insieme. E mica era poi così scontato! Bravi e belli: poi sarò libero di ricredermi tra qualche settimana ma per ora “fatemi sognare”!

Alberto Miliziano e Sonia Liverani tolta la “mezza discussione” della quale vi ho parlato la scorsa settimana non registrano nulla di particolare in questo primo scorcio di convivenza, ma capiamoci bene: questo è un aspetto positivo. I due si stanno conoscendo sempre più, dapprima nella casa di lei e poi – attenzione attenzione – a casa della famiglia di lui. Già, perchè Alberto non vive da solo ma è con la famiglia, e che io ricordi nella storia del programma nessuna coppia ha fatto convivenza con i genitori. Questo aspetto è da ritenersi negativo? Per me no e vi spiego perchè.

In passato abbiamo avuto alcune coppie che per motivi disparati hanno richiesto e ottenuto dalla produzione un appartamento “terzo” per iniziare a convivere. Fu il caso ad esempio di Giorgia Rosati e Antonio Quarta (3-4 stagioni fa, ormai sto perdendo il conto anch’io). Secondo me fare questa fase in un ambiente neutrale è come allungare la luna di miele. Ma noi la luna di miele l’abbiamo già vista, e abbiamo bisogno di capire da spettatori le dinamiche della coppia nella vita di uno e poi dell’altro. Per questo motivo, per quanto sia particolare vedere una coppia di sposi a casa di genitori, francamente la trovo una scelta giusta e azzeccata.

La prossima puntata – a sorpresa – sarà incentrata a quanto pare sulla reunion, ed è un fatto straordinario. Già, perché in tutte le edizioni la reunion era da sempre fissata alla puntata numero 7, mentre qui si anticipa di una puntata. Trovo questa scelta potenzialmente azzeccata: alle volte due puntate di convivenza di fila risultavano essere un po’ noiose e, al contempo, la reunion rischiava di arrivare verso la fine del percorso quando invece potrebbe essere interessante vedere ciò che avverrà nel quotidiano delle tre coppie dopo  di essa.

Sono molto curioso, staremo a vedere la prossima settimana. Ora vi lascio alle immancabili e taglienti pagelle di Cecilia!

Le pagelle di Cecilia:

Sonia: voto 7. La sensazione è quella che si stia lasciando andare. La coppia sembra andare benissimo, c’è voglia di stare insieme e di viversi. È bello vederli insieme.

Alberto: voto 7. Inizio a pensare che questa coppia sia proprio ben assortita. Se è vero che ad Alberto non dà fastidio il bisogno di controllo di Sonia, ma anzi, lo comprende e con la sua sicurezza la aiuta a lasciarsi andare, non potrà che andare tutto bene.

Juanchi: voto 5. Sembra aver compreso le parole di Andrea Favaretto ma non va, la comunicazione ormai è compromessa. La prima cosa che si deve formare in questa esperienza è la fiducia tra i due partecipanti, e in questa coppia nessuno dei due si fida dell’altro. La vedo sempre più dura, anche se il tentativo sembra esserci.

Gianna: voto 6. Capisco la sua difficoltà ed il suo bisogno di entrare in profondità. Purtroppo siamo lontani dalla Gianna vista nella prima puntata e ormai non credo più la vedrò. La sensazione è che lei non sopporti più Juanchi.

Alessandro: voto 8. Puntata dopo puntata vedo sempre meno malinconia e più gioia. La mia ship è palesemente salpata e spero non mi diano un palo che non merito!

Valentina: voto 8. E’ sempre tutto così naturale tra loro. Mi piace anche quando riporta Alessandro nel vivere il presente senza entrare nelle paranoie che, spero, non arriveranno in futuro.

COMMENTI