Adriana Volpe interviene sui social, smentisce Giancarlo Magalli e spiega come utilizzerà i soldi del risarcimento

L’opinionista confuta le dichiarazioni del conduttore Rai

Franci Dicembre 17, 2021

Caro Magalli, ieri il tribunale di Milano ti ha condannato per il reato di diffamazione aggravata“. Con queste parole inizia il lungo post di Adriana Volpe pubblicato pochi attimi fa su Instagram. Se nelle ultime ore era stato proprio Giancarlo Magalli a scagliarsi contro l’opinionista del Gf Vip, la replica della donna non c’ha messo troppo ad arrivare. Ecco le sue parole, dopo l’epilogo delle nostre querelle giudiziali:

All’uscita, invece di chiedermi scusa sei corso fuori a scrivere un post su Facebook tentando di distorcere e sminuire questa sentenza che invece ha una portata e peso straordinari. Hai scritto cose false e come sempre screditanti. I giornali leggendo il tuo post hanno subito riportato titoli come “Magalli deve pagare solo una multa”, “Sono stato multato”. NO GIANCARLO SEI STATO CONDANNATO!

Giancarlo con le tue azioni hai cambiato il corso della mia vita lavorativa ma forse non sai che sei riuscito a tirare fuori una forza che neppure io sapevo di avere, l’ho tirata fuori per rispondere ai tuoi insulti, alle gravi allusioni e alle cattiverie gratuite che hai detto e scritto. È una battaglia che ho fatto per me, per mia figlia e per tutte le donne che sono vittime di soprusi e angherie sul lavoro. Leggendo il tuo post hai scritto: “Il giudice mi ha dato una multa (che non devo nemmeno pagare), una provvisionale (che non devo pagare) e le spese legali (che pagherò)”.

Beh, informati bene. Pagherai un mio risarcimento di 25 mila, ti ricordo è una provvisionale che va pagata perché è immediatamente esecutiva; Dovrai risarcire tutte le spese legali; Dovrai liquidarmi ulteriori danni che verranno quantificati dal giudice civile.

Devo ringraziare per questo il lavoro straordinario degli Avvocati Nicola Menardo e Stefania Nubile dello studio Grande Stevens. Sappi che i soldi che riceverò li verserò ad un’associazione che tutela le donne vittime di violenza perché questa è una battaglia che ho fatto non per i tuoi soldi ma per avere giustizia, per avere una sentenza che aiuti a combattere antichi retaggi legati alle donne che ancora oggi sono duri a morire, e spero che questa sentenza incoraggi tutte le donne che si sono trovate nella mia condizione a reagire e denunciare.

Ora che l’autorità giudiziaria si è pronunciata, auspico che la RAI faccia altrettanto, a tutela della sua immagine di tv pubblica. Oggi si è chiuso il caso giudiziario del Tribunale di Milano. Ci vediamo ad aprile al Tribunale di Roma dove ancora pende per Te un rinvio a giudizio. Ad maiora!

 

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