Amici di Maria de Filippi

Angelina Mango e la paura dopo lo stop: “Temevo che nessuno si ricordasse di me, ora sono molto diversa da un anno fa perché…”

Ospite del podcast di Alessandro Cattelan, la cantante ha rivelato: “Maria De Filippi è molto presente nella mia vita, lei ha lo scanner integrato perché…”

Carola 16/06/2026

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Angelina Mango è stata una delle artiste rivelazione di Amici, il talent show condotto da Maria De Filippi, che in breve tempo con la sua voce e la sua personalità è stata in grado di convincere il pubblico arrivando alla vittoria della categoria canto al termine della 22esima edizione.

Un grande successo, a cui è seguito un periodo molto intenso, che l’ha portata prima alla vittoria del Festival di Sanremo e poi all’Eurovision. Ma proprio questo successo così immediato e forse inaspettato è stato per Angelina un peso troppo grande da reggere e così ha deciso di fermarsi per un anno e mezzo e rivedere le sue priorità.

La giovane cantante ha quindi fatto chiarezza dentro di sé prima di tornare con un nuovo album più introspettivo e un nuovo look.

Proprio di questo cambiamento, Angelina ha parlato nel corso dell’ultima puntata di Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan:

La persona che sono diventata dopo un anno e mezzo… Mh, secondo me ha delle cose in più da dire, delle teorie in più, delle cose che ha imparato e mi sento molto diversa rispetto a un anno e mezzo fa. Sì, forse forse in meglio. Sono un po’ più tranquilla. Eh, mi sono presa il mio tempo.

È una cosa che non si fa di solito. Soprattutto non si fa all’inizio, cioè prendersi tempo è un po’ un lusso di chi è arrivato a una certa età, ha messo da parte delle cose, solitamente all’inizio in pochi lo fanno, perché all’inizio c’è sempre questa cosa che devi battere il ferro finché è caldo e sei appena partito e vai eccetera eccetera. Per me la priorità è sempre stare centrati con se stessi.

Sì, sicuramente quando poi ho iniziato a scrivere il disco ho avuto paura che nessuno si ricordasse di me, cioè io proprio andavo in giro, dicevo “Ok, oggi nessuno mi ha riconosciuto e sono fo**uta”. Invece invece no, invece mi hanno aspettato e quindi questa cosa qui non poi poi è passata subito questa paura. Ma anche se si fossero dimenticati, mi piace ripresentarmi con questo disco e con la persona che sono adesso. Ecco.

 

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E a proposito del suo ritorno sulla scena musicale ha rivelato:

Di base io credo che nessuno abbia bisogno di gente in più che faccia musica o che racconti cose. Tutto questo per dire che non avrebbe avuto senso per me fare per me fare musica senza dire cose vere, cioè andando a dire “Wow, quanto è bella la vita, tutto pazzesco, avrei detto cose che per me in quel momento non erano proprio vere perché era un periodo abbastanza pesante e carame è questo.

Volevo raccontare ogni canzone con un fumetto perché io disegno tantissimo, molto più forse di quanto io faccia musica, soprattutto ultimamente e volevo che ci fosse tipo un racconto del momento in cui ho scritto la canzone o del motivo per cui l’ho scritta e volevo in qualche modo dedicarla a tutte le persone che hanno contribuito a questa creazione del disco, perché se fossi stata io da sola non avrei detto assolutamente niente.

Invece, grazie al alle persone che che fanno parte della mia vita, mi è venuto da scrivere e per ringraziarli anche li ho disegnati tutti e abbiamo fatto questo quadernino che poi è diventato un poster e e fa parte del merch come questa maglietta che ho deciso di indossare per pubblicizzarmi.

Pochi giorni fa, poi, la cantante è tornata in radio con il brano Canto d’amore, realizzato con Marco Mengoni:

Nel videoclip con Marco Mengoni mi piaceva mi piaceva l’idea di di fare un video che mostrasse il senso di quel pezzo, che quel pezzo parla di quanto si cerchi sempre di essere perfetti, di rispondere agli standard che ti chiedono e tutte queste cose, ma in realtà Marco nel videoclip è tipo la mia voce interiore, il mio, sai quando c’hai l’angelo e il diavolo, la mia coscienza che mi dice ribellati e fai un po’ quello che ti pare.

E quindi sì, l’abbiamo fatto in questo posto pazzesco, eh, una specie di ex scuola abbandonata con questa mensa pazzesca. È stato bellissimo. Faceva un caldo. Ma adesso, per esempio, per rispondere sempre alle alle esigenze degli altri eccetera, quando prendi una decisione di look, tipo questo taglio di capelli che si chiama wolfcut.

Io vado, prenoto le cose senza neanche sapere cosa voglio fare. E quindi mi parlano, mi dicono “Secondo me ti starebbe bene”. Ok, facciamolo e me lo fanno e così anche i tatuaggi, le cose. Mi imbarazza quando mi dicono che sto bene. Mentre quando qualcuno mi dice “Questo taglio fa schifo”, io dico “Ah, che me ne frega a me?” Così, poi vado vado a piangere.

E in merito al bisogno di essere sempre perfetti ha aggiunto:

Non l’ho mai sentito come un dovere essere perfetta, non proveniva dagli altri, perché fortunatamente sono circondata da persone che non mi fanno sentire così, perché altrimenti io sarei stata proprio la prima a stare malissimo subito. Anzi, il tutto il contrario.

Il principale sergente della situazione sono io, quindi sono più che altro io che cerco sempre la perfezione e questa roba qui abbastanza, però sto imparando anche a lasciare andare un po’ di cose, a dire “Ok, io sono questo e sono così”. A me piace anche badare al lato estetico, mi piace tutta l’estetica che si crea attorno È anche divertente il lato estetico. Cioè è divertente giocare con il look.

Secondo me ci sono anche progetti musicali nel mondo in cui il lato estetico è nettamente più importante quasi del lato musicale ed è giusto così. Il problema è che dipende tanto da persona a persona. Io sono arrivata in passato a vedere delle mie esibizioni senza neanche l’audio perché non mi interessava. E questo è sbagliatissimo perché in realtà quello che voglio fare è fare musica.

Quindi cosa ho fatto? Nel tour di marzo, per esempio, ho completamente escluso tutto ciò che riguardasse m vestiti fitting, poi mi divertivo a vestirmi come come mi svegliavo, come mi girava, perché non volevo volevo togliere tutta quella parte e andare lì e fare musica. Però questo non vuol dire che tutto il resto sia sbagliato. Adesso piano piano sto cercando di recuperare.

 

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Angelina ha poi parlato del rapporto con Maria De Filippi:

Maria De Filippi è molto presente nella mia vita. Ci sono delle persone nel mondo che hanno lo scanner integrato. Quindi ti guardano e ti scannerizzano e sanno già dove andare a colpire. Cioè, se tu in quel momento, quel giorno, hai vari pensieri, ma ce n’è uno che ti gira proprio in testa così, c’è quella persona scanner che lo vede e te lo chiede. Non so come dire.

Anche mia mamma è un po’ così, è un po’ scanner. Non per forza un’accezione negativa essere scanner, anzi ha anche un’accezione molto positiva, però sono forse persone molto sensibili o molto eh riflessive, no? E quindi mi ha aiutato molto la sua presenza, perché dove io invece cercavo di non vedere c’era uno scanner pronto a vedere tutto.

Infine, la Mango ha parlato di come nasce una canzone:

In studio duro pochissimo perché o cioè per me la canzone deve nascere per un motivo. Se non nasce ritorna al discorso di prima, non c’è bisogno di nuove canzoni, cioè non sto lì a incaponirmi su trovare la cosa giusta, la melodia giusta, la parola giusta. Non c’è, vuol dire che non deve esserci. Sono molto così. Però forse sono l’eccesso opposto, ecco, mi stufo un po’ troppo facilmente.

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