Gossip
Beatrice Arnera presenta un esposto in Procura: la polizia postale risale ai nomi reali degli utenti del web che saranno iscritti al registro degli indagati
L’attrice ha dovuto subire un’ondata di gravi insulti social quando è stata resa pubblica la sua relazione con Raoul Bova
Carola 20/06/2026

Gli ultimi mesi sono stati piuttosto difficili dal punto di vista emotivo, per l’attrice Beatrice Arnera ex fidanzata di Andrea Pisani e oggi legata sentimentalmente al collega Raoul Bova.
Dopo la fine della storia d’amore con il comico, da cui ha avuto la sua prima figlia, Beatrice è uscita allo scoperto con Bova e proprio questo ha suscitato un’ondata di odio inaudita nei confronti dell’attrice, che ha dovuto fare i conti con numerose critiche e insulti sui social da parte degli hater che si sono sentiti legittimati ad apostrofare con epiteti irripetibili la donna.
“Ucciditi”, “Sei una pessima madre”, “Fai schifo traditrice” sono stati solo alcuni dei messaggi arrivati all’indirizzo dell’attrice, che ha raccontato di vivere da mesi sotto una valanga di offese e minacce. Tale situazione è diventata insostenibile, al punto di spingerla a presentare un esposto in Procura.
Come riportato dal Messaggero, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per stalking, minacce e diffamazione. Le indagini sono ora nelle mani della polizia postale, al lavoro per risalire ai nomi reali degli utenti che hanno inusitato e minacciato l’attrice.
Un lavoro lungo e certamente non semplice, ma che sembra essere arrivato ad un punto di svolta: stando a quanto rivelato dal Corriere, infatti, sono attese a breve le prime iscrizioni nel registro degli indagati.
L’ondata di odio è cominciata a ottobre 2025, quando è iniziato a circolare il gossip di un avvicinamento tra Beatrice e Raoul ed è culminata con le dichiarazioni del suo ex Andrea Pisani nel corso di un’intervista con Gianluca Gazzoli nel podcast Passa dal BSMT.
Una situazione diventata in breve tempo insostenibile, spingendo l’attrice a presentare denuncia, mettendo nero su bianco di aver anche temuto per la propria incolumità e per quella di sua figlia.








