Fedez ospite a ‘La Confessione’ racconta per la prima volta in maniera dettagliata i motivi della lite con Fabio Rovazzi e J-Ax

6 Dicembre, 2019 di Melissa

Fedez - J-Ax e Fabio Rovazzi

È destinata a far discutere l’intervista rilasciata da Fedez, uno dei rapper italiani più noti, alle telecamere de La Confessione ospite di Peter Gomez per Canale 9.

Gli argomenti trattati nel corso di questa lunga intervista esclusiva sono stati vari e principalmente mai affrontati prima: uno su tutti, la chiacchieratissima separazione professionale e personale da J-Ax, nome d’arte di Alessandro Aleotti, e da Fabio Rovazzi. I tre infatti avevano costruito un gruppo creativo ben assortito e di successo che si era formato e sviluppato sotto l’etichetta di Netwopia, la società discografica e di management creata da Fedez e J-Ax.

Dopo alcuni eventi mai del tutto ricostruiti il trio si è sciolto circa un anno e mezzo fa e nessuno dei diretti interessati ha mai voluto spiegare nel dettaglio quanto successo. Un silenzio che oggi si è interrotto quando Fedez, con un lungo e dettagliato sfogo, ha raccontato cosa ha portato alla separazione artistica da J-Ax e Rovazzi:

Per me la separazione è avvenuta un anno e mezzo fa, per me è stata una ferita grande. […] Se adesso riesco a parlarne, dopo un anno e mezzo, è perché è stato figlio di un percorso. Per me è stata una ferita grande dove io non ho perso un socio di lavoro… io con lui, con Fabio Rovazzi e un altro nostro collaboratore, ho perso un pezzo della mia famiglia acquisita. Noi eravamo soci, sì, ma tutto nasceva da un rapporto umano molto forte. […] Io e Alessandro ci conosciamo perché eravamo sotto lo stesso manager e io, dopo due anni di gestione da parte di questo manager, inizio ad appassionarmi al mondo del management e ci separiamo entrambi da questo manager. Per me è stata una separazione normale perché conoscevo questa persona da due anni, per Alessandro penso sia stata una cosa molto più importante perché era il suo manager da vent’anni. […] Decidiamo di metterci la faccia insieme, decidiamo di fondare un’etichetta, una società di management e l’atmosfera che si creò in quel periodo, di cui ho solo bei ricordi, era un’atmosfera incredibile […] Quando è arrivato Fabio Rovazzi ed è esploso il “caso Fabio Rovazzi” tutti hanno sempre pensato che fosse un esperimento da laboratorio creato da noi per fare qualcosa di successo […] La verità è che Fabio io lo conosco come amico e diventa, azzardo a dire, il mio migliore amico e siccome in quel momento ci occupavamo di discografia, per diletto, per scherzare, abbiamo provato a fare una canzone e a lanciarla. […] La canzone Andiamo a comandare ci esplose in mano. Tutto quello che è stato fatto in quel periodo è stato in un clima di vera amicizia. […] Non c’è mai stato nulla che potesse inficiare il nostro rapporto. […] Devo capire dove io stesso ho sbagliato. […] Se riesco a parlarne oggi con questa tranquillità è perché sono stato aiutato dalla mia famiglia e da professionisti. Io non so se la motivazione della separazione è da imputare al mio carattere. Io un carattere molto impulsivo e ho un grande problema che sto cercando di migliorare: devo sbatterti quello che penso, che non sempre è la verità, in faccia e nella maniera più brutta possibile. L’altro motivo è che probabilmente non servivo più.

A rendere l’avvenimento ancora più travagliato sembra essere stato il periodo in cui è avvenuto: un momento complicato dovuto all’imminente arrivo di Leone, il primogenito di Federico Lucia (vero nome di Fedez):

Parto per Los Angeles insieme a mia moglie incinta, era il 2018. Decidiamo di stare cinque mesi a Los Angeles per affrontare la gravidanza e io ero nel momento di fragilità più grande della mia vita. Diventare padre ha comportato di non sentirmi all’altezza, non sapere se fossi realmente di supporto a mia moglie. […] Ero fragile, poco lucido e per la prima volta ero lontano dal mio mondo per parecchi mesi. Quello che sto dicendo in realtà l’ho scoperto dopo: una terza persona, un nostro collaboratore (il legale) che aveva un ruolo molto importante nella nostra struttura e che era anche parte di questa famiglia […] Quando sono partitolui ha aperto una società speculare alla mia e io ovviamente l’ho scoperto dopo. […] Non me l’ha detto, l’ha fatto di nascosto e in un momento in cui io avevo bisogno delle persone a me più care… ero molto fragile. […] Quando ero a Los Angeles iniziano a scoppiare delle problematiche lavorative importanti che io non riesco ad avere sotto controllo. […] Problemi nei conti economici, problemi nel non essere retribuito come pensava. Soprattutto questa persona riscontrava una problematica con mia madre che ha sempre lavorato con me. Io mi fidavo a tal punto di questa persona che sono arrivato a mettere in discussione mia madre. […] Mi sono concentrato a cercare di arginare questi problemi e non son stato accanto a mia moglie durante la gravidanza.

Fedez ha allora raccontato di come è venuta a conoscenza della trappola ordita alle sue spalle…

Quello che lui stava facendo era diventare il mio manager e quando ho capito questa cosa mi sono subito allontanato da lui e di conseguenza lui ha cercato di portare a casa la restante parte del gruppo: Fabio e J-Ax. Fabio decide di andare con lui ed è stata una separazione rapida, a distanza. La domanda che continuo a pormi oggi è perché tutte queste vicende non si potevano affrontare dopo, perché si dovevano affrontare proprio in un momento così delicato per me: in un momento in cui ero così distante proprio quando dovevo godermi un momento che non vivrò più perché il primo figlio è il primo figlio. Ho avuto la sensazione che loro, oppure solo questa persona, sfruttassero questa mia debolezza.

Una delusione che è peggiorata quando l’arrivo di Leone non è stato celebrato nemmeno con un messaggio da parte di quanti considerava parte integrante della sua famiglia:

La cosa che mi è dispiaciuta di più nonostante le divergenze, i litigi dopo la separazione con Fabio che è avvenuta a distanza dopo anni di amicizia è che quando è nato mio figlio (da Fabio) non mi è arrivato neanche un messaggio. Da J-Ax sì. Non mi arriva né un messaggio durante la gravidanza quando Chiara, non è stata una gravidanza facile soprattutto nell’ultimo periodo. Non mi è arrivato un messaggio quando è nato mio figlio, non è arrivato quando ha saputo che mio figlio non ha passato il test dell’udito appena nato, le tre visite successive e noi per i primi sei mesi di vita di Leone non sapevamo se fosse sordo a livello neurologico. […] Vedere Fabio a Radio Deejay con Savino e Linus che gli chiedono, e non so nemmeno perché glielo abbiano chiesto, “ma è vero che gli hai fatto gli auguri per il bambino?“. Mi metto nei suoi panni ed è ovvio che non è facile dire davanti ad una telecamera “no, non gliel’ho fatti” però vedere un “sì” con quella naturalezza… io ho visto una persona che non conoscevo. Al posto suo avrei cercato di non rispondere. […] Per un anno e mezzo avrò scritto tipo sei canzoni sull’argomento perché era un’urgenza forte quella che avevo e non sono mai riuscito a fargli vedere la luce. […] Se oggi ne parlo qui è un modo per buttarlo fuori ed è un modo anche per riuscire a guardare avanti. […] Mi arrivano le scuse di Fabio ma troppo poco e troppo tardi, devo dire.

Il rapper ha confessato anche di come l’eccitante ricordo di San Siro, il concerto per eccellenza della sua carriera musicale, sia stato in qualche modo rovinato da quanto successo con Rovazzi e J-Ax:

In tutta questa vicenda io pensavo che J-Ax fosse estraneo. Succede che torno a Milano solo per fare San Siro che era il concerto di addio a livello artistico poi avremmo continuato a essere amici, collaboratori  e soci in tutto). Durante le prove di San Siro mi arrivano delle voci che mi dicevano che J-Ax sapeva tutto e che sapeva tante cose che non mi ha detto. […] Eravamo a fare le prove a Vigevano per San Siro, eravamo in camerino da soli, e gli ho detto che avevo bisogno di sapere se stavo facendo San Siro con un amico o no: “guardami in faccia e giurami su tuo figlio che tu in questa cosa non c’entri niente“. Lui mi giurò che non sapeva nulla. […] Il problema non è quello che è successo ma il come. Arriviamo a San Siro, un momento bellissimo dove ci abbracciamo, piangiamo, è stato pazzesco, ci mandiamo messaggi fino alle quattro di notte. […] Il giorno dopo siccome Alessandro non aveva mai visto mio figlio sarebbe dovuto venire e il giorno dopo san siro mi chiama e mi dici Mi dice: “Io non vengo. Sapevo tutto ed ero d’accordo. L’ho fatto perché professionalmente so che non saresti mai salito sul palco con me se avessi saputo questa cosa“. La cosa che mi spiace più di tutte è che lui non mi ha dato la possibilità di scegliere perché tutto quello che ho detto su quel palco, tutto quello che ho fatto, tutti gli abbracci, tutte le cose che ci siamo detti anche dopo il concerto erano tutte vere, sincere… per lui no. Lui non mi ha dato la possibilità di scegliere se condividere un momento così importante della mia carriera, ma anche della mia vita, con lui anche sapendo quello che era successo. Io avrei annullato il concerto, mi sarei fatto carico di tutti gli oneri ma non avrei fatto San Siro. Io ho fatto San Siro ma non ho fatto San Siro… per me quel San Siro non vale.

Sono parole dure quelle che oggi Fedez ha deciso di riservare agli ex amici, soci e collaboratori: dichiarazioni frutto anche nell’essersi ritrovato da solo in quella che era stata la società creata e portata avanti in coppia…

Dopo la separazione fu tutto tremendo. […] Con Alessandro non ci sono state cause, assolutamente, l’abbiamo chiusa . C’è forse una cosa con Fabio ma la cosa più grande era la causa con l’ex legale ma ho deciso volutamente di chiuderla perché non volevo portarmela dietro. Mi rendo conto che probabilmente Alessandro aveva accumulato il peso del mio carattere. Io sono sempre stato un socio, a livello lavorativo, perché umanamente non abbiamo mai avuto contrasti, ho sempre preso le redini in mano nel bene e nel male. Per esempio San Siro è una cosa che ho voluto fortemente io, ho dovuto convincerlo perché Alessandro è molto più cauto, gli piacciono più date ma in locali piccoli e gli ho detto: “Proviamo“. […] A volte sono stato duro con lui però nel bene e nel male e per quanto il mio carattere possa essere pesato su di lui io non gli avrei mai fatto una cosa così. […] Dopo che mi ha detto quella cosa lui è sparito con me ma anche con tutti quanti. Noi avevamo una società con quindici dipendenti che sono quindici adulti, professionisti che hanno scelto di venire a lavorare in una realtà piccola. […] Mi fa pensare che la nostra società fosse una cosa accessoria. Per me era, è ancora ora, una cosa importante sotto ogni punto di vista.

Potete vedere QUI il video dell’intervista integrale.

E voi che cosa ne pensate? Vi aspettavate questi retroscena tra Fedez, J-Ax e Fabio Rovazzi?