Quando i media entrano nella vita, tra reality e talent

23 Luglio, 2019 di Redazione

Marco Mengoni

Marco Mengoni

La vita dopo l’avvento dei talent show: le prospettive dei giovani

Da quando è stato trasmesso per la prima volta il Grande Fratello, inteso non tanto come programma televisivo di successo, quanto anche come una modalità dei nuovi media di fare irruzione nella sfera vitale e relazionale delle persone, non si può certo dire che il mondo sia sempre lo stesso.

Le parole chiave di questo cambiamento sono l’interconnessione e l’interdipendenza, tanto è che le persone non sono quasi più in grado di distinguere la Rete dalla realtà e la realtà dalla Rete. E questo particolarissimo fenomeno ha coinvolto anche il rapporto di solito frontale e poco interattivo tra la gente e i mezzi di comunicazione maggiormente diffusi fino agli anni Novanta, come, uno su tutti, la televisione.

Oggi la tv non infatti è più un mezzo frontale e unidirezionale come lo era all’inizio, quando poteva essere interrotta, moderata e controllata soltanto dal potere del telecomando di cambiare canale.

Oggi infatti la Rete è entrata in tutte le cose e ne ha modificato i rapporti in termini generali: quelli tra gli spettatori e i personaggi famosi, quelli tra gli utenti e i fornitori di contenuti, quelli tra gli intellettuali e gli opinionisti popolari, tanto che anche la tv si è appunto piegata all’interattività proposta e incentivata da Internet.

Tutto questo a partire da quello che è stato uno dei grandi fenomeni mediatici del secolo, prima ancora dell’avvento dei social network: i reality show.

Se i reality show hanno permesso alla gente comune di esprimersi – visto che, almeno inizialmente, i concorrenti erano presi tra la gente e non esistevano edizioni “vip” o presunte tali, come ora – i talent show hanno consentito alle persone comuni anche di far valere il proprio talento artistico.

Ne sono usciti personaggi ormai di rilievo per la scena musicale nazionale come, ad esempio, Marco Mengoni, concorrente di X Factor ai tempi di Morgan, Claudia Mori e Mara Maionchi, dunque contestualmente alla terza edizione del programma, che si è svolta nel 2009.

Ecco comunque, anche soltanto a titolo di esempio, un trio femminile di talenti tutti italici usciti dagli show musicali in prima serata:
Noemi
Giusy Ferreri
Annalisa

Si tratta in ogni caso di un modo di fare spettacolo e di incentivare i giovani artisti piuttosto importante, tanto che in moltissimi si iscrivono alle selezioni nazionali dei programmi dedicati ai talenti in base alle proprie competenze – dalla musica alla recitazione, fino al canto -, così come i migliori siti di scommesse online italiani propongono al loro
interno, soprattutto a ridosso delle finali, la possibilità di puntare sul proprio artista o concorrente prediletto.

Del resto anche la Rete ha avuto un proprio particolare e specifico ruolo all’interno di questo fenomeno di interazione tra la realtà e il virtuale: si pensi, a titolo di esempio, alla funzione importante e definitiva svolta in questo senso dai social network, a partire dai primissimi – che ormai tanti neanche ricordano (come MySpace, importante vetrina musicale e non soltanto) – fino a Facebook e Twitter, passando per Instagram.

Tutto un reality? Come il virtuale ha cambiato la realtà delle cose

Dunque Internet ha un ruolo ormai imprescindibile nell’affermazione artistica, tanto che molti cantanti, attori, poeti e musicisti utilizzano questi mezzi per creare pagine dedicate e sponsorizzate, magari dedicando ad esse anche degli investimenti economici mirati. Lo stesso accade per gli artigiani e comunque per le imprese in generale.

Un fenomeno questo dell’interattività, che coinvolge anche le persone comuni, in grado, grazie a i nuovi media, magari di far valere la propria opinione o di diffondere cause di particolare rilevanza, anche di matrice sociale, piuttosto importanti, poi opportunamente riprese anche da mezzi come la televisione.

Dunque, se da un lato Internet e i mezzi – ormai interattivi – hanno amplificato, dato voce e informato su stili e comportamenti di vita talvolta discutibili, dall’altro possono anche concorrere a valorizzare pensieri e opinioni di tutto rispetto, all’insegna della democrazia e superando il potere unidirezionale del telecomando o del televideo, che seppur con una minima percentuale di interazione, non ha mai dato ampie possibilità di espressione e condivisione.

Dall’altro lato, certo, c’è il forte rischio di spettacolarizzazione di eventi e tragedie, nonché la superficialità delle opinioni, ma del resto tutte le cose passano sempre dal giusto mezzo, dal rispetto degli altri e dalla legalità.