‘Live – Non è la D’Urso’, Marco Carta racconta la sua versione dei fatti sul fermo per il furto di magliette: ecco le sue parole!

Di Stefania - 6 giugno 2019 11:06:51

Live - Non è la D’Urso - Marco Carta

Dopo il caos mediatico scoppiato negli ultimi giorni intorno a Marco Carta, il vincitore di Amici di Maria De Filippi 7, che è stato accusato del furto di sei magliette dal valore di 1200€ alla Rinascente di Milano, ha deciso di rompere il silenzio in cui si è chiuso.

Come vi abbiamo raccontato in QUESTO post, il sardo è stato subito arrestato e poi rilasciato in attesa del processo. Lui continua a dichiararsi innocente e ha attribuito alla donna che si trovava con lui ogni tipo di responsabilità.

Ospite di Live – Non È La D’Urso, ieri sera, Marco ha raccontato tra le lacrime la sua versione dei fatti.

Ti racconto quello posso, essendoci un processo di mezzo. Sono molto molto scosso ed è difficile in un manicomio dimostrare che non sei pazzo. Il Tg5 dice che sono stato fermato con le magliette rubate. Non è vero. Io ero con una persona, una mia amica, lei è stata fermata. Quando l’allarme anti-taccheggio è suonato, ci hanno detto: “Seguiteci”. A un certo punto ho visto tirare fuori delle magliette dalla sua borsa. Sono rimasto sconcertato, allibito. Lei non ha detto nulla. Essendo tanto scosso, non ho ricordi lucidi di quei momenti, brutti, e dei giorni successivi. Continuavo a ripetermi: “Sei una brava persona“. Mi sono sempre ritenuto una persona distratta e sregolata, ora mi dico che sono una brava persona e non, come molti pensano, un ladro.

Non si sarebbe mai aspettato un risvolto simile, tanto che ingenuamente non aveva nemmeno considerato l’ipotesi di contattare il suo avvocato. E così ha passato una notte in cella.

La polizia ci ha detto: “Dovete seguirci, ci potrebbe essere un arresto“. Li abbiamo seguiti, ma separatamente, in due diverse macchine della polizia. Ci hanno portato dentro una cella, separati. Io continuavo a fare avanti e indietro, mi sentivo un animale in gabbia. Non potevo chiamare il mio fidanzato, la mia famiglia. Mi hanno detto che non potevo sentire nessuno se non un avvocato. Però io volevo chiamare prima casa, non mi interessava chiamare l’avvocato. Sono rimasto lì fino alle 5 del mattino, una donna ufficiale mi ha detto: “Guarda che ci sarà un processo, poi tornerai a casa“. Si vedeva che ero scioccato, ero fuori di me, non perché facessi chissà cosa ma perché fissavo il vuoto. La donna ha chiamato il mio fidanzato, poi mi hanno riportato a casa. Non mi ricordo il termine ma diciamo che ero agli arresti domiciliari. Alle 8 sono venuti a prendermi e mi hanno portato al processo. C’eravamo tutti e due, sia io che lei.

C’è, tuttavia, un vigilante che sembra smentire quanto da lui dichiarato, e a lui Carta replica così:

Proprio sulla base di quella testimonianza, il magistrato non ha convalidato l’arresto. Le telecamere le abbiamo chieste noi, e diranno la verità. Non è vero che sono uscito dal camerino senza magliette, sono uscito con tante magliette. Non so dire perché ha detto così.

Ciò che lo ha ferito maggiormente è stato leggere le feroci critiche del web, che nel giro di pochissimo tempo ha creato dei meme che sono diventati virali.

Non è vero che Carta è stato rinviato a giudizio, ho scelto la direttissima. Ho chiesto al giudice di fissare il processo il prima possibile. Non sono preoccupato, il fatto è che ho avuto la stupidità di aprire i social e leggere le cattiverie che mi hanno scritto: mi hanno detto “meriteresti la pena di morte, di stare con i pedofili”. Odio piangere in pubblico. Sono preoccupato per la mia famiglia. Che camminino a testa alta, io non l’ho fatto. Quando mi riconosceranno innocente, mi resterà comunque il brutto ricordo e il giudizio della gente.

Ha fatto parlare anche la fuga romantica in Grecia con il fidanzato Sirio, paparazzata dal settimanale Chi (QUI ve ne abbiamo parlato). In merito a questo episodio, ha rivelato:

Sono andato in Grecia per un addio al nubilato, non sono scappato e la data era già fissata. Questa è una paparazzata, mi spiace perché ho sempre tutelato il mio fidanzato. Lo amo tanto

QUI il video.

E voi cosa ne pensate?