‘Amici 19’, Giulia Molino racconta a ‘Chi’ il periodo buio dell’anoressia e svela cosa le ha dato la forza per uscirne

Franci 7 Maggio, 2020

Giulia Molino

Si chiama Nietzsche, il nuovo brano di Giulia Molino, in cui la cantante di Amici 19 urla al mondo la sua rinascita. Un male estremo, l’anoressia, che ti coglie alla sprovvista e di cui non ti liberi facilmente. Lo ha raccontato proprio la giovane al settimanale Chi:

E’ quasi una prerogativa di chi soffre del disturbo, quella di dedicarsi alla cucina, a prescindere da quanto sia predisposta. Io… c’è stato un periodo che cucinavo tantissimo, non mangiavo nulla e facevo un ragionamento malato, spesso molte cose non le racconto… La verità è che si prova soddisfazione guardando gli altri mangiare, intanto tu pensi: “Io resto magra”, sono degli input che chi ne soffre ha. […] Pensi solo che se ne può soffrire anche a fasi alterne e l’anoressia, comunque, resta lì e tu puoi solo tenerla a bada. Ma quante volte mi capita di dire a me stessa: “No, questo non lo mangio“. E poi di fermarmi e dirmi ancora “Ma va la, la vita è bella e anche questa è gioia!“.

E non è stato semplice a raccontare questo grosso problema attraverso la musica:

E’ stato difficile. Anche perché l’ho fatto in maniera schietta, assumendo me ne la responsabilità, non l’ho fatto come fosse una cosa che non mi riguarda, non avrebbe significato molto. L’anoressia è un disturbo molto diffuso e la mia speranza è che tanti possono ascoltare la mia canzone, ritrovarsi e magari trovare la forza per, come dire, sollevarsi. Grazie ad amici ho capito che posso anche essere un esempio, volendo, positivo.

Raccontando di questo terribile mostro al mondo intero, Giulia si è trasformata in qualche modo in un punto di riferimento per chi soffre di anoressia:

Adesso quando magari penso di privarmi di qualcosa, il mio pensiero è che ho una responsabilità, che è quella di essere forte – tutti dovrebbero rendersi conto che sono forti abbastanza – questo brano mi dice, ogni volta, di essere consapevole delle mie scelte, che non devono mai farmi male. […] L’anoressia può scatenarsi per qualunque disagio, per una delusione, un dolore, per un semplice disappunto. È come se fosse sempre stata lì, per attecchire laddove si manifesta la fragilità.

Poi la Molino ha proseguito raccontando anche i pensieri di chi ne è “affetto”, a cui spesso si risponde, minimizzando, di mangiare un piatto di pasta per poter risolvere il problema:

Appena ti svegli la mattina hai in testa la tabella delle calorie, da quel momento ti sfugge tutto di mano, ma tu hai sotto controllo una sola situazione della tua vita e, quindi, ti senti forte. […] Io sono arrivata a pesare poco più di 40 chili, almeno 20 chili sotto il mio peso forma. Mi si era bloccato tutto, il ciclo non lo avevo più da due anni, avevo problemi alle ossa, muscolari, mi stavano lasciando pure le corde vocali – perché quelli sono muscoli – e io la mattina mi svegliavo afona, senza voce, il mio dono più prezioso.

La giovane cantante è scesa sempre più nel dettaglio:

Quando sei in quel buco nero ti fai mille foto e fai mille check: controlli le ossa. ti guardi di profilo e vedi se l’osso del bacino sporge abbastanza rispetto all’addome, fai esercizio fisico su esercizio fisico, che poi parliamo di un fisico finto, i muscoli si vedono perché perdi l’adipe punto io ho anche avuto il collasso dello strato di adipe tra gli organi e la pelle: il corpo si aggrappa a tutto pur di nutrirsi… Di anoressia si vive male e si muore.

Ma poi, finalmente, la rinascita:

A un certo punto ero solo stanca, stanca di non riuscire a inseguire il mio sogno, il canto. Ed ero stanca di non vivere, di stare in quel buco nero, un giorno ho aperto gli occhi e mi sono detta: “L’anoressia mi rende a persona più egoista del mondo, invece io voglio portare gioia e vita con la mia voce”. La musica è la mia compagna ed è la mia arma. E io vivo con lei e… se smetti di guardare l’abisso, l’abisso non ti guarda più.

Che ne pensate delle sue parole?

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