Ballando con le Stelle
Ballando con le Stelle, storica protagonista sui disturbi alimentari: “Mangiavo solo uno yogurt e due mele, ossessionata dalla bilancia”
La donna ha poi spiegato quale è stato il preciso momento in cui è arrivata la svolta che le ha permesso di recuperare un sano rapporto col cibo
Alessia S. 05/06/2026

Una ballerina e conduttrice, famosa per essere una professionista del talent Ballando con le Stelle ha parlato a cuore aperto in una sua intervista per il settimanale Gente.
La maestra di Ballando ha sofferto per anni di disturbi alimentari, e per molto tempo si è nutrita solo con uno yogurt e due mele al giorno.
Stiamo parlando di Samanta Togni.

Il suo rapporto problematico con il suo corpo è nato durante l’adolescenza, negli anni in cui inseguiva il sogno della danza professionistica, la pressione dovuta sia alle prestazioni che al fatto di dover mostrare il suo corpo con abiti che mettevano in evidenza ogni possibile difetto si è trasformata in ossessione per il cibo:
Da ballerina avevo un approccio diverso alla valutazione dell’aspetto estetico: cercavo ciò che non mi piaceva per migliorarlo. Stando costantemente sul palco con abiti che evidenziano la minima imperfezione, anche un etto in più mi mandava in crisi.
Il problema è peggiorato col tempo, quando ha iniziato a gareggiare con altre ballerine:
Le vedevo tutte bellissime, sinuose, bravissime e in me cresceva un’ansia da prestazione difficile da gestire.
Col tempo questa ansia da prestazione si è trasformata in una vera e propria ossessione nei confronti della bilancia:
La bilancia era diventata un’ossessione. Ero entrata in fissa con il peso. Ero arrivata a 44 chili per un metro e 69. Mangiavo pochissimo, nonostante i due allenamenti al giorno. Uno yogurt, due mele, mi concedevo qualche corn flakes solo perché sapevo che li avrei smaltiti durante la giornata.
Il conteggio delle calorie era diventato l’unico modo per sentire in qualche modo il controllo:
Facevo di continuo il conteggio delle calorie, ero in un tunnel. ‘Come sei dimagrita’ era il complimento migliore che potessi ricevere.
Poi finalmente la svolta, grazie alla maternità:
Quando sono rimasta incinta avevo 20 anni. Dovevo pensare prima al suo e poi al mio bene. Il cervello ha fatto un cambio di marcia: sentendomi responsabile della vita che cresceva dentro di me è iniziata la risalita verso la normalità.
Il cibo ha smesso di essere un nemico ed è diventato finalmente nutrimento:
Non vedevo più il cibo come una minaccia ma come una giusta necessità. Il mio sguardo aveva ripreso luminosità ed ero più serena anche nel guardarmi allo specchio.
Oggi il rapporto col suo corpo e di conseguenza col cibo è diverso:
La maturità mi ha resa più sicura, forse più saggia. Sono grata di come sono, mi voglio bene e ho meno demoni.
Restare in linea ora è una forma di rispetto verso me stessa e verso la vita, non più una rincorsa verso la magrezza e una perfezione che vedevo solo io. Il mio corpo è lavorato dall’allenamento, dalla danza, è nutrito con cura, con amore.








