Grande Fratello

Ignazio Moser difende suo papà Francesco: “È sempre dipinto come il cattivo nella nostra storia ma…”

L’ex del Gf Vip ha poi parlato della sua storia con Cecilia Rodriguez: “In nove anni ci sono stati momenti complicati, ma col tempo abbiamo imparato a proteggerci”

Carola 10/06/2026

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Da quando Ignazio Moser ha preso parte al Gf Vip prima e a L’isola dei Famosi poi si è spesso parlato del rapporto con la sua famiglia e in particolar modo con il padre Francesco, ex campione di ciclismo, che in molte occasioni è stato dipinto come il contraltare dell’ex gieffino, poco avvezzo al mondo della televisione e dello spettacolo e non sempre d’accordo con le scelte del figlio.

Intervistato nel podcast MyPersonalTrainer, Ignazio ha parlato proprio del rapporto con il padre e la sua famiglia, ma anche del ruolo inedito di papà della piccola Clara Isabel e della sua carriera televisiva.

Per prima cosa, però, l’influencer ha raccontato come sta vivendo questi primi mesi da papà:

Beh, è quasi scontato dirlo. Clara sta crescendo ogni giorno di più e ogni giorno ci regala una soddisfazione in più. Siamo in un momento molto felice. Dopo anni di travaglio – e in questo caso la parola è proprio azzeccata – siamo riusciti a realizzare il sogno di allargare la famiglia. Adesso ce la stiamo davvero godendo. Ovviamente cambia la vita: le priorità, gli impegni e il tempo a disposizione cambiano parecchio. Però ogni giorno siamo lì a monitorare e scoprire qualcosa di nuovo della nostra piccola. Cresce lei, ma cresciamo anche noi come genitori. Quando nasce un figlio nasce anche un papà e una mamma.

E a proposito della sua infanzia ha aggiunto:

È stata un’infanzia molto felice, quella che augurerei anche a mia figlia. Sono nato e cresciuto per i primi dieci anni a Palù di Giovo, un paesino di 500 abitanti. Ci conoscevamo tutti. In classe alle elementari eravamo in cinque. I maestri erano praticamente persone di famiglia. Giravamo liberi per il paese: un giorno giocavamo a calcio, un altro andavamo in bici, un altro ancora nei boschi a costruire basi e fare giochi di guerra. Poi è arrivato il ciclismo, quando avevo sette anni, ed è diventato una costante per gran parte della mia vita.

Mentre su suo padre Francesco e sulle sue scelte professionali ha dichiarato:

Da piccolo no. All’inizio è semplicemente tuo padre. Poi, quando ho iniziato a correre in bici, ho capito che era un papà speciale. Alle gare tutti mi dicevano: “Ah, sei il figlio di Francesco, allora oggi vinci”. Ma una gara è una gara per tutti. Quando metti il numero sulla schiena devi guadagnarti la vittoria, indipendentemente dal cognome.

L’identità rimane. Sarò sempre il figlio di mio padre e ne vado orgoglioso. Però devi riuscire a costruirci sopra qualcosa di tuo. Quando ho terminato la carriera ciclistica ho cercato una strada personale, sempre legata alla mia famiglia ma che fosse davvero mia. È stato difficile e lo è ancora oggi, ma ho cercato di sfruttare al meglio anche i vantaggi che derivano dal mio cognome.

Quando ho smesso di correre sono andato a lavorare nell’azienda di famiglia. Avevo studiato enologia e quella sembrava la mia strada. Poi mi hanno chiamato per il Grande Fratello Vip. Mi sembrava una cosa lontanissima da me. Ho pensato: “Vediamo cosa c’è dall’altra parte”. Da lì è nata una carriera che dura ormai da dieci anni. Soprattutto, ho conosciuto mia moglie. E oggi Clara è il centro della mia vita.

Mentre sul suo rapporto con gli haters e ciò che la stampa scrive su suo padre ha voluto spiegare:

Ti dico la verità: in un certo senso apprezzo gli haters. Quando qualcuno ti critica vuol dire che stai facendo qualcosa. La storia ci insegna che chiunque faccia qualcosa di buono viene criticato, invidiato e odiato. Gli haters, in qualche modo, ti posizionano. Sono cresciuto vedendo mio padre, che è stato un personaggio divisivo. Per questo non ho mai dato troppo peso alle critiche. Quelle costruttive le accetto. Quelle fatte solo per criticare mi fanno ridere. Anzi, quasi le apprezzo. Mi fanno piacere. Mi fanno sentire importante in quel momento.

Mio padre viene spesso strumentalizzato. È una persona molto diretta e burbera nei modi. I giornalisti spesso enfatizzano le sue dichiarazioni. Per esempio, recentemente gli hanno chiesto di sua nipote. Ha detto scherzando che non sa mai se chiamarla Clara o Isabel, perché ha due nomi. Il titolo è diventato: “Francesco Moser non sa nemmeno come si chiama sua nipote”. È un esempio di come vengano travisate le sue parole. É sempre dipinto come il cattivo della nostra storia, ormai viene sempre cavalcato e cercato di far uscire in quel modo.

Ignazio ha poi parlato di come la sua famiglia ha preso la sua scelta di dedicarsi alla televisione:

La mia vita è sicuramente cambiata. Ho intrapreso una strada diversa da quella della mia famiglia. Però sono rimasto lo stesso. Ho ancora gli amici di quando ero piccolo, sono legato alle mie origini e appena posso torno a Trento.

Più che deludere la mia famiglia, ho fatto scelte che all’inizio sono state divisive. Andare al Grande Fratello è stato un momento difficile per la mia famiglia. Era qualcosa di molto distante da ciò che avevamo sempre fatto. Con il tempo però ho costruito una famiglia, una carriera e delle aziende. Credo che il tempo abbia dimostrato che quella scelta aveva un senso.

Lex gieffino è tornato quindi a parlare di suo padre:

Mio padre è una persona unica. È nato nel 1951 da un padre nato nel 1898. È cresciuto in un piccolo paese trentino, in una famiglia di dodici figli, lavorando la terra. Con lui ho un rapporto molto bello. Non è una persona di tante parole, ma ci capiamo.

Mia madre è sempre stata il lato affettivo della famiglia. Mio padre invece è stato il simbolo della disciplina, del sacrificio e del lavoro. È un rapporto profondo e ancora in evoluzione. Ci sono stati tantissimi momenti di tensione. Siamo molto simili: irruenti e impulsivi. Quando ci scontriamo lo facciamo in modo duro. Però abbiamo anche una caratteristica: dopo pochi minuti torna tutto a posto. Le discussioni non durano mai a lungo.

Per molte cose vorrei essere come mio padre. Mi ha trasmesso il valore della perseveranza e del lavoro. Vorrei dare a mia figlia lo stesso esempio. Ma vorrei anche essere diverso sotto alcuni aspetti: più presente emotivamente, più vicino, più confidenziale. Non voglio essere amico dei miei figli, ma voglio avere con loro un dialogo più diretto di quello che ho avuto io con mio padre.

Moser ha anche spiegato i pro e i contro dell’esposizione mediatica e di come questa possa influire nella vita di coppia:

L’esposizione porta vantaggi, sarebbe ipocrita negarlo. Però porta anche problemi che una coppia normale non ha. Tutte le coppie litigano e attraversano momenti difficili. Quando succede a noi, però, si attiva immediatamente il circuito del gossip. In nove anni di relazione ci sono stati momenti complicati. E ogni volta devi gestire sia il problema di coppia sia quello mediatico. Con il tempo abbiamo imparato a proteggerci. Abbiamo una vita privata che custodiamo con grande riservatezza e decidiamo noi cosa mostrare all’esterno.

E a proposito del matrimonio con Cecilia Rodriguez, della quale è innamoratissimo sin dai tempi del Gf Vip, ha svelato:

Il matrimonio è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Pensavo fosse quasi una formalità, visto che stavamo insieme da anni. Invece è stato qualcosa di straordinario. Tre giorni indimenticabili, circondati dalle persone che ci vogliono bene.

Infine, Ignazio ha parlato della sua esperienza a L’Isola dei Famosi:

E’ stata un’esperienza fortissima. La fame che ho sofferto lì spero di non provarla mai più. Ti mette alla prova fisicamente e mentalmente. Ti senti lontano da tutto e da tutti. È stato un grande momento di crescita personale.

 

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