‘Pechino Express 7’: l’opinione di Chia sulle coppie in gara

Chia Settembre 21, 2018

Come ogni autunno, nel marasma di trasmissioni che ricominciano e reality che prendono il via, non poteva certo mancare Pechino Express, indiscutibilmente il mio programma preferito di sempre.

Non sarà trash come il Grande Fratello Vip, non richiamerà orde di telespettatori famelici come Uomini e Donne, non scatenerà i tweet sarcastici come Temptation Island, ma forse se mi piace tanto è proprio per questo. Perché è diverso. E, a parer mio, imperdibile.

Siamo già alla settima edizione, e come ogni anno tante sono le novità. Ho adorato, innanzitutto, la scelta del continente africano come scenario che avrebbe ospitato le otto coppie in gara. L’Asia è affascinante, l’America latina bellissima, ma l’Africa è qualcosa di pazzesco. Quei colori, quella gente, quei panorami sono qualcosa che ti rimane dentro e non se ne va più.

Ed ho apprezzato che Pechino Express, in un momento storico e sociale così complesso come quello che stiamo vivendo, abbia optato per la prima volta per questo continente. In un’Italia dove l’intolleranza e la paura del diverso stanno raggiungendo picchi preoccupanti, se il mostrare la realtà di quelle popolazioni – spesso note alle cronache del nostro Paese solo per sbarchi clandestini e delinquenza, ma che quanto a umanità, altruismo e generosità non sembrano avere proprio niente da invidiarci, anzi (che io vorrei vedere quanti italiani avrebbero lasciato le chiavi della propria casa ad un marocchino…) – potrà contribuire anche in minima parte ad ampliare le vedute solitamente colme di pregiudizi del cittadino medio, Pechino Express avrà già vinto. A prescindere dallo share.

Riguardo al meccanismo, penso che l’introduzione delle coppie simbiotiche (quelle due che, di puntata in puntata, dovranno viaggiare insieme, rischiando di rallentarsi a vicenda) e il cambiamento nelle modalità di eliminazione (che non spetta più alla coppia vincitrice di tappa, che invece avrà il compito di salvarne una tra le ultime tre arrivate al traguardo e quindi a rischio, ma a tutto il gruppo) potranno dare vita a dinamiche interessanti, quindi sono curiosa di vedere come andrà nelle prossime puntate. Che di caratterini fumantini ce ne sono diversi, ed è un attimo che scatti il catfight.

E ora veniamo al cast. Quando qualche mese fa era stato fatto il nome di Eleonora Brigliadori, per un attimo ho temuto. Ho temuto che uno dei programmi più belli e puliti della storia della tv potesse essere sporcato da una persona del genere, alla quale dovrebbero proprio togliere diritto di parola, figuriamoci la possibilità di dire le sue fregnacce in mondovisione. Grazie al cielo è stata epurata per tempo, e il mio timore è svanito subito.

Le otto coppie in gara ho aspettato di vederle in azione prima di farmi un’idea ed eleggere quella per cui avrei tifato. Ci ho messo meno a scegliere quella che proprio non posso vedere, come al solito. Vado in ordine crescente, quindi, partendo proprio da quest’ultima per arrivare alla mia preferita.

Roberta GiarrussoRiccardo Di Pasquale, i #PromessiSposi. Mamma mia, il fastidio che mi suscita lei! Se l’essere competitivi in una gara è inevitabile, c’è chi lo è in modo leggero e divertente e chi se ne fa una malattia. La Giarrusso è una di queste. Così proiettata verso la vittoria da non gustarsi nemmeno le situazioni, i paesaggi, gli abitanti… e dattela na calmata, Robé, che non stai a concorre per l’Oscar eh!

Adriana Volpe e  Marcello Cirillo, i #Mattutini. Lo ammetto, quando lei ieri a inizio puntata se ne è uscita con “Ammazza quanto pesa sta cassa, che c’è dento, Magalli?” mi sono cappottata sul divano, memore dei loro celebri scambi di stoccate via etere. Però come coppia non mi dicono molto. Li trovo freddi, poco spontanei e a volte con quel retrogusto di classismo nel puntare “a quelli che sanno l’inglese, quindi vengono da un ceto alto” che in un programma come Pechino Express mi piace meno del solito.

Andrea MontovoliFrancisco Porcella, i #Surfisti. Bei ragazzi, per la gioia delle telespettatrici, ma poco altro per ora. Non spiccano né per simpatia, com’è stato l’anno scorso il caso di Francesco Arca e Rocco Giusti, né per determinazione, come qualche anno fa Massimiliano Rosolino e Michele Maddaloni. Un po’ insipidi, al momento.

Linda MorselliRachele Fogar, le #Mannequin. Sono onesta, prima di ieri sera non sapevo chi fossero, ma mi sono sembrate due ragazze molto carine e molto meno oche rispetto a coppie tutte al femminile del passato (senza fare nomi, ecco). Potrebbero rivelarsi una bella scoperta.

Maria Teresa RutaPatrizia Rossetti, le #SignoreDellaTv. Loro sono fantastiche, via. Tra Patrizia che è di una correttezza mostruosa e la Ruta che è così naïve che solo una come Valeria Marini potrebbe farle concorrenza, penso che accoppiata più azzeccata non potessero formare. La risata della bionda è già un cult (da anni, a dir la verità…), e i loro alti e bassi emotivi rimarranno sicuramente nella storia del programma.

Paola Caruso e Tommaso Zorzi, i #Ridanciani. “Siamo due iene incattivite, vogliamo vincere!“, così erano partiti i due elementi più trash (forse gli unici, ecco…) di questo cast. E promettevano benissimo, competitivi al punto giusto ma con una buona dose di ironia che alleggeriva il tutto. Purtroppo però ci hanno già spoilerato che durante le riprese la Caruso ha scoperto di essere incinta ed è stata quindi costretta a ritirarsi (con tutto il caos nato poi sul padre del bimbo, su cui la D’Urso non mancherà di tenerci aggiornatissimi), perché io avrei tifato senza dubbio alcuno per loro. Un vero peccato.

Mirko FrezzaTommy Kuti, i #Poeti, feat. Claudio Colica e Fabrizio Colica, le #Coliche. Un infortunio ha accomunato Frezza (che era quello partito forse con meno spirito d’adattamento, ma alla cui verve tipicamente romana avrei faticato a resistere) e Claudio, il Colica vegano. Così hanno ben pensato di unire i due reduci, Tommy il rapper e Fabrizio il vegetariano, nella nuova coppia degli #Scoppiati. Che io ho immediatamente eletto come mia preferita. Simpatici, freschi e pure discretamente tenerelli nel loro approccio a questa nuova esperienza. Come si fa a non tifare per loro?

L’avventura è iniziata, Costantino della Gherardesca è in formissima (letteralmente, proprio) e non vedo l’ora di gustarmi questo spettacolo fino alla finale. Che vincano i migliori!

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