Sanremo 2022, terza serata: Drusilla Foer conquista tutti, Cesare Cremonini fa scatenare l’Ariston, la classifica generale dei 25 Big

Ecco cosa è successo durante la terza serata del Festival

Giusy Febbraio 4, 2022

Dopo i numeri record delle prime due serate che hanno visto Amadeus battere non solo il record di Paolo Bonolis, ma anche se stesso, ieri sera è andata in onda la terza serata della 72° edizione del Festival di Sanremo.

Il direttore artistico ha aperto le danze con un sentito augurio a Sergio Mattarella, rieletto proprio nella giornata di ieri presidente della Repubblica. Al presidente, grande amante della musica e delle arti, Amadeus ha dedicato “Grande, grande, grande” di Mina, brano eseguito dall’orchestra di Sanremo.

Vorrei in modo irrituale rivolgermi a lei per augurarle buon lavoro. Oggi ha ricordato la bellezza della cultura del teatro e della arti.

Dopo l’applauso del pubblico, il conduttore ha dato ufficialmente il via alla gara. La terza serata ha visto esibirsi tutti e 25 gli artisti che sono stati questa volta votati dal pubblico attraverso il televoto e dalla Giuria Demoscopica, rispetto alle prime due serate nelle quali a votare per la classifica era la sala stampa.

Grande attesa per Drusilla Foer, la terza “primadonna” a scendere la scalinata del teatro Ariston di Sanremo. La co conduttrice en travesti non ha deluso affatto le aspettative e ha ammaliato praticamente tutti.

Quasi fiabesca nel suo abito lungo, elegante, sicura di sé e disinvolta, dà prova fin dal suo primo ingresso del suo essere artista a 360°.  Un esordio istrionico dove ha fatto finta di essere una dei big in gara.

Non sono in gara? Amedeo sono una grande interprete e voglio cantare, dovrei co-presentare con lei? È un inferno, lei è pazzo, mi fa fare la valletta, se lo sapevo mi mettevo qualcosa di scosciato.

Versatile, camaleontica, si è presa definitivamente la scena quando si è presentata vestita da Zorro. Drusilla Foer ha ironizzato prima con Amadeus e poi ha voluto mettere a tacere le polemiche (poche a dir la verità) che hanno accompagnato la sua partecipazione al Festival.

L’ho fatto per tranquillizzare tutti quelli che avevano paura, ‘un uomo travestito’, sicché mi sono travestita.

Drusilla Foer ha raggiunto il suo climax sul finire della serata, quando intorno alle 1.30 ha coinvolto e commosso il pubblico in sala e a casa con un intenso monologo sull’unicità e l’ascolto.

Diversità è una cosa che non mi piace, ha qualcosa di comparativo che mette una distanza. Credo che le parole siano come gli amanti: quando non funzionano più vanno cambiati subito. Ho trovato un termine molto coerente: unicità. Unicità mi piace, è una parola che piace a tutti perché tutti noi siamo capaci di notare l’unicità dell’altro e tutti noi pensiamo di essere unici. Facile no? Per niente. Perché per accettarla bisogna capire di cosa siamo fatti noi.

Non solo Drusilla Foer, ad accendere il teatro Ariston è stato anche il primo super ospite della serata. Un artista che Amadeus ha corteggiato per tanto tempo, al suo esordio a Sanremo: Cesare Cremonini.

Il cantante bolognese ha scelto la 72° edizione del Festival per festeggiare i suoi 20 anni di carriera.

L’ex frontman dei Lùnapop ha incantato l’Ariston tenendo un vero e proprio mini concerto con un medley dei suoi successi. Al termine della sua esibizione il pubblico non ha potuto che omaggiarlo con una fragorosa standing ovation.

Prima di lasciare il palco, Cesare Cremonini ha voluto dare anche un messaggio di speranza a tutti i suoi fan, un augurio che questa estate si possa tornare finalmente alla normalità, dopo questi anni di pandemia che ha minacciato tutti i settori, in particolare quello della musica e dei concerti dal vivo.

Quest’estate sono convinto di tornare negli stadi, questo vuol dire che l’Italia torna a vivere e a respirare per bene.

Il secondo super ospite è stato Roberto Saviano.

Il giornalista e scrittore è intervenuto sul palco dell’Ariston per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a 30 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Siamo qui a ricordare, a rimettere nel cuore e in vita, Falcone e Borsellino. É parte della nostra memoria collettiva. Hanno creduto di seppellirli, ma loro erano semi che sono diventati radici. Delegittimati per coprirli di fango, ma il fango non è riuscito a sporcare il loro esempio.

Al termine, tutto il teatro Ariston in piedi ha voluto omaggiare i due giudici.

Breve incursione sul palcoscenico anche per la carabiniera Martina Pigliapoco. Amadeus ha voluto raccontare la sua storia, intensa e drammatica, che non ha avuto un finale tragico solo grazie al suo eroismo. La carabiniera è stata per tre ore e mezza a 80 metri di altezza accanto a una donna che voleva togliersi la vita. Per il gesto è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica.

I super ospiti e gli interventi, come quello di Anna Valle che ha presentato la nuova fiction Rai, Lea – un nuovo giorno, non hanno messo in secondo piano le performance dei 25 artisti in gara. Esibizioni che hanno visto standing ovation – come quella rivolta a Gianni Morandi – conferme – Iva Zanicchi, Signora di questo Festival – e le immancabili provocazioni, su tutte quella del “solito noto” Achille Lauro.

Nessun auto – battesimo questa volta per Lauro, ma pantaloni slacciati e una mano che scende verso il basso, lì dove non batte il sole.

L’inedito duo Mahmood e Blanco si è confermato favorito dai bookmaker e ha scavalcato Elisa nella classifica generale.

 

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