Uomini e Donne
Uomini e Donne, discussa ex dama racconta: “Mi è stato negato un massaggio a causa della mia malattia della pelle”
E sui social mostra le immagini del suo corpo affetto dalla patologia
Carola 26/08/2026

Nelle scorse ore una discussa ex dama del Trono over di Uomini e Donne ha raccontato di essere stata vittima di una spiacevole esperienza, che l’ha ferita e di cui ha voluto raccontare anche tramite il suo profilo Instagram.
Stiamo parlando di Carlotta Savorelli, che ancora oggi viene ricordata dai telespettatori per il suo carattere forte e deciso e per le sue frequentazioni, tra cui quella travagliata con il cavaliere Michele Dentice e quella successiva con Marco.

Dopo la fine dell’esperienza nel programma, Carlotta è tornata al suo lavoro di vocalist, condividendo spesso sui social momenti del suo lavoro, ma anche della sua vita privata.
Proprio per questo nelle ultime ore, l’ex dama ha denunciato sui social quanto accaduto in un centro benessere, dove le è stato negato un massaggio a causa della sua psoriasi, scambiata in un primo momento per qualcosa di contagioso:
É appena successa una cosa molto spiacevole, non capisco se è spiacevole per me perché ci metto tanto pathos, comunque per me è una cosa molto sensibile, o se è oggettivamente molto spiacevole. Sono andata nel centro massaggi in cui vado da anni, puntualmente quando c’è questo ragazzo alla reception mi chiede che cosa ho sulle gambe, la seconda domanda è se è contagiosa. Io gli rispondo che me lo chiede tutte le volte, è psoriasi, non è contagiosa, ne soffre il 3% della popolazione mondiale, forse è il caso di informarsi.
Volevo fare un decontratturante invece del solito thai massage, entriamo dentro al centro massaggi, sento che lui inizia a parlare con questa massaggiatrice in cinese e non capisco. Lui mi dice che la signora non se la sente, lui apre Google e vede che ho ragione, ma la signora non se l’è sentita, lui si è offerto di farmi il massaggio ma sono uscita più contratta di prima. Sono stata 10 minuti in attesa di sapere se qualcuno si sarebbe sentito di farmi un massaggio.
Io sono molto sensibile sull’argomento, ci sto male, però mi chiedo per chi la sente da fuori come suona questa cosa. A un certo punto me ne volevo andare, ma avevo troppo bisogno di quel massaggio. Non so se ci tornerò.
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Carlotta ha poi condiviso sul suo profilo Instagram alcune immagini che la ritraggono al mare, mostrando il suo corpo segnato dalla psoriasi e parlando delle difficoltà incontrate negli anni durante la stagione estiva e le vacanze al mare.
Ecco cosa ha raccontato:
Il mare con la psoriasi è una storia d’amore complicata. Lo desideri per mesi. Poi arriva l’estate e, insieme alla voglia di spogliarti, arriva anche tutto il resto. Il costume scopre ogni centimetro che durante l’inverno resta nascosto. Le placche si vedono. Gli sguardi, veri o immaginati, li senti addosso. Poi entri in acqua. Il sale trova ogni punto in cui la pelle è infiammata, lesionata, fragile. Brucia. A volte brucia da togliere il fiato. E mentre tutti parlano di quanto faccia bene il mare alla psoriasi, tu pensi: “Sì, però veniteci voi dentro con questa pelle”. Poi c’è il sole. Che sulla mia psoriasi spesso è un alleato, ma va dosato e rispettato.
C’è quella strana contraddizione dell’estate: il periodo in cui la pelle resta più esposta è anche il periodo in cui impari a nasconderla meno. Oggi queste foto le pubblico così. Senza cercare l’angolazione in cui le placche si vedono meno. Anzi, facendo esattamente il contrario. Perché la psoriasi al mare esiste anche cosi. Rossa. Infiammata. Visibile. A tratti dolorosa. E io al mare ci vado lo stesso. Non perché abbia imparato ad amare ogni centimetro della mia pelle ogni giorno, ma perché ho smesso di aspettare che la mia pelle fosse “a posto” per concedermi di vivere.
E questa, per me, è stata una libertà enorme. Perché alla fine abbiamo tutti qualcosa che vorremmo tenere nascosto al mondo. Qualcosa che ci fa sentire vulnerabili, diversi, meno sicuri. Spesso chi giudica con più cattiveria sta combattendo battaglie che noi non vediamo. Dietro certe parole, certi sguardi, certa necessità di ferire gli altri, a volte c’è un veleno fatto di dolore che non riusciamo nemmeno a immaginare. Questo non giustifica la cattiveria. Ma mi ha insegnato a non farla diventare mia. La mia pelle si vede. La mia vita anche. E tra nascondermi e vivere, oggi scelgo ancora di vivere.
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